Sulla deportazione di massa dei migranti sudanesi dall’Italia e la complicità dell’Egitto

Fonti egiziane confermano l’arrivo a Khartoum di 40 richiedenti asilo sudanesi (la maggior parte dei media conferma invece l’espulsione di 48 persone, con volo EgyptAir ndr) originari del Darfur, prelevati a Ventimiglia e deportati dall’Italia il 25 agosto. Al momento dell’arrivo, i deportati, legati con corde, sono stati fermati e interrogati a lungo prima di essere liberati dalla polizia del regime di Omar al-Bashir (su cui pende un mandato d’arresto per genocidio e crimini di guerra emesso dalla Corte penale internazionale). Il portavoce ufficiale del ministero degli esteri sudanese ha detto all’agenzia di stampa sudanese (SUNA) che “la deportazione dei fermati ai confini italiani e francesi è avvenuta in coordinamento con le autorità competenti del ministero degli interni e degli esteri francese e sudanese, in osservanza del protocollo di intesa tra Sudan e governo italiano”. Egli ha poi aggiunto che “le autorità italiane hanno contattato l’ambasciata sudanese a Roma per coordinare la loro deportazione dopo che la Francia non gli aveva concesso l’asilo”. L’associazione “La Liberazione del Sudan” ha inviato un comunicato alle Nazioni Unite e alle associazioni per i diritti umani invitandole a proteggere dalla deportazione i richiedenti asilo bloccati sul confine italo-francese. L’associazione ha inoltre accusato il governo sudanese di essere l’artefice degli accordi per la loro deportazione forzata. 

Si riporta, inoltre, che le autorità de Il Cairo hanno deportato a Khartoum 27 sudanesi arrestati la settimana scorsa ad Alessandria, trasferiti poi con un ordine speciale dal Comando di sicurezza di Alessandria all’aeroporto de Il Cairo, mentre tentavano di imbarcarsi, insieme ad altri africani, su navi da pesca aventi come destinazione l’Italia. La deportazione su un aereo Sudan Airways è avvenuta dopo aver informato l’ambasciata sudanese che ha rilasciato i documenti di viaggio, di cui erano sprovvisti al momento dell’arresto. 

A quanto pare non si tratta di  un episodio isolato:  le deportazioni da parte del regime egiziano sono ordinarie. Il 16 agosto, 24 sudanesi in procinto di imbarcarsi verso l’Italia sono stati deportati; il 22 agosto è toccato a 35 tra sudanesi ed etiopi che cercavano di andare in Libia.

Posted in General | Leave a comment

[Opuscolo] “La carta è solo carta”: sulla detenzione amministrativa in Puglia

primaDalla Puglia riceviamo e pubblichiamo un approfondimento riguardo la detenzione amministrativa. Questo materiale è stato ultimato prima della rivolta dell’8 agosto nel CIE di Brindisi – Restinco.
Qui potete scaricarlo in versione stampa A3.

Ciò che queste pagine propongono è di illustrare la struttura attuale della macchina della detenzione amministrativa in Puglia. Una regione da sempre marginale nelle geografie del capitalismo, a causa della sua scarsa industrializzazione, che ora prova a riesumare la sua posizione storica di “Porta d’Oriente” nel Mediterraneo, non riuscendo a guadagnarsi altro che un ruolo di periferia funzionale al grande mercato globale. In quest’ambito la Puglia oggi gioca la sua parte, anche, con la capillare diffusione della rete di quella che, con l’ormai consueto capovolgimento di senso delle parole, è chiamata “accoglienza”.

Una premessa è d’obbligo. Non si può comprendere appieno il funzionamento della grande macchina della detenzione amministrativa se non si considera la sua funzione sociale e politica e se si trascura di guardare alle intenzioni degli “ingegneri” che l’hanno progettata, prima ancora dei “conducenti” che ne permettono il funzionamento.
Il sistema della detenzione amministrativa in cui incappano tutti coloro che non possiedono un documento di cittadinanza è una complessa struttura per il contenimento e la regolazione degli spostamenti umani sul territorio europeo. Tale struttura è il risultato materiale di un’espansione mostruosa della logica capitalista che interpreta tutto l’esistente sotto la luce, fosca, delle dinamiche di mercato e attribuisce ai flussi umani gli stessi parametri di gestione e gli indici di valore che usa per le merci.

In questa sovrapposizione degradante troviamo la chiave di lettura che ci spiega il senso e la funzione del sistema della detenzione amministrativa. In una parola: logistica.
Continua la lettura sul file in pdf.

Posted in dalle Frontiere, General | Tagged , , , , | Leave a comment

Roma – Sabato 17 settembre – Presidio al CIE di Ponte Galeria

Riceviamo e pubblichiamo la locandina del prossimo appuntamento solidale davanti il CIE romano. Il formato scaricabile, è pronto per la stampa in A3.
Per scriverci ed inviarci contributi: hurriya[at]autistici.org

Loc17settembre_Colori

Posted in dalle Galere, General | Tagged , , , | Leave a comment

Giulianova – Senza Frontiere: tre giorni al Campetto Occupato

Riceviamo e pubblichiamo, segnalandovi anche quest’altra iniziativa, prevista per il 28 agosto.
Per scriverci ed inviarci contributi: hurriya[at]autistici.org

3ggte_742x1050

Posted in dalle Frontiere, General | Tagged , , , | Leave a comment

Lampedusa – Fiamme nell’Hotspot

lmpApprendiamo dai media che ieri, 24 agosto, alle 20:30 un gruppo di persone recluse nell’Hotspot di Lampedusa ha incendiato dei materassi, danneggiando una cella del primo piano, nel padiglione dove sono reclusi i migranti minorenni.
I vigili del fuoco sembrano essere intervenuti immediatamente, circoscrivendo così il danneggiamento alla sola cella. Secondo la stampa locale, un ragazzo migrante sembra sia rimasto intossicato dal fumo.

Quella di ieri non è la prima protesta da quando il Centro di reclusione a Lampedusa è diventato un Hotspot. Il 18 maggio scorso, infatti, una rivolta aveva già danneggiato seriamente parte della struttura, portando alla chiusura di uno dei tre padiglioni presenti nel Centro. La protesta era scaturita dal tentativo delle autorità di procedere con una deportazione di massa in Tunisia, dopo giorni in cui le persone costrette nell’Hotspot protestavano contro le identificazioni forzate.

Solidarietà ai/alle migranti in lotta contro le identificazioni, la detenzione e le espulsioni.
100 di questi fuochi!

Posted in dalle Galere | Tagged , , | Leave a comment

Foggia – 400 lavoratori delle campagne del foggiano bloccano la Princes

Riceviamo e pubblichiamo. Per scriverci: hurriya[at]autistici.org

 

IMG-20160825-WA0005Aggiornamento: Si è concluso il blocco dei lavoratori delle campagne davanti alla Princes, ma la loro lotta non si ferma. Oggi è stata una grande giornata: 400 lavoratori delle campagne hanno scioperato e bloccato per oltre sei ore la trasformazione del pomodoro a Foggia. Le due grandi aziende della zona industriale, la Futuragri e la Princes, non hanno potuto lavorare il pomodoro né far uscire dalle fabbriche conserve e pelati. Molti i camionisti solidali con la lotta, visto il trattamento che ricevono dall’azienda. Questo è solo l’ultimo capitolo di una mobilitazione che prosegue dallo scorso settembre, e che pretende la regolarizzazione di tutti i lavoratori senza permesso di soggiorno e il rispetto dei contratti collettivi. Grazie al blocco, i lavoratori hanno ottenuto un impegno da parte dell’associazione nazionale delle industrie conserviere (ANICAV) a partecipare ad un incontro in cui pretenderemo che riconoscano le loro responsabilità nel garantire il rispetto dei diritti contrattuali, e un incontro con il questore riguardo ai permessi di soggiorno. Dal canto suo, il governo preferisce trincerarsi dietro ad un muro di silenzio. Siamo consapevoli che questo è solo l’inizio, ma oggi è una giornata storica per la lotta dei braccianti! Dalle campagne, WE STILL NEED YES!!

Comitato Lavoratori delle Campagne
Rete Campagne in Lotta
Solidaria Bari

pomoSalve a tutti.
Vogliamo informarvi che al momento circa 400 lavoratori delle campagne della provincia di Foggia stanno bloccando il passaggio dei camion all’ingresso della Princes (zona industriale di Foggia – Borgo incoronata) , la più grande fabbrica di trasformazione del pomodoro d’Europa, che fattura tre miliardi all’anno sulle spalle dei lavoratori.
Con la solidarietà che molti camionisti stanno dimostrando, rimarremo in blocco fino a quando non otterremo l’apertura di due tavoli istituzionali, su permessi di soggiorno e condizioni di lavoro di braccianti e trasportatori. A tre ore dall’ inizio dello sciopero le istituzioni locali e il governo centrale continuano a non dare un minimo di risposte di fronte alle rivendicazioni dei lavori su rispetto dei contratti e condizioni di vita e lavoro degne.

Invitiamo tutti a venire qui e a seguire la nostra lotta.
Basta ricatti, documenti e contratti! We need yes!

Comitato lavoratori delle campagne

Rete Campagne in Lotta

Posted in dalle Frontiere | Tagged , , , | Leave a comment

Da Ventimiglia espulsioni in Sudan – la solidarietà si attiva a Milano Malpensa e Roma

 

Cqn5C1lXEAUztmHAggiornamento: I/le tre compagn* arrampicati sulla torretta a Milano Malpensa sono stati arrestati per resistenza e saranno processati domani alle 11 per direttissima, presso il Tribunale di Busto Arsizio (Varese). Dalle 10:30 è previsto un presidio di solidarietà davanti al Tribunale.

Da una mail, abbiamo ricevuto due foto dello striscione esposto oggi davanti la sede dell’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) a Roma, in via Nomentana, da un gruppo di nemici e nemiche delle espulsioni. 

Questa iniziativa è avvenuta mentre un gruppo di solidali, a Malpensa, cercava di bloccare il volo di deportazione di massa diretto in Sudan con scalo in Egitto.  Continue reading

Posted in dalle Frontiere | Leave a comment

Brindisi – Domiciliari nel CIE di Restinco per Latham

Riceviamo e pubblichiamo. Per scriverci: hurriya[at]autistici.org

Latham Eric Josue Lath, uno dei reclusi ribelli che lo scorso 8 agosto è stato arrestato con l’accusa di incendio durante la rivolta nel Cie di Restinco, è stato ritrasferito nel Cie brindisino ed è attualmente qui sottoposto a custodia cautelare.
L. è di nuovo a Restinco, e ha confermato di esser stato detenuto nel carcere di Brindisi per una settimana.

In questi giorni la stampa locale ha parlato abbondantemente di L., conferendogli il tipico profilo criminale e descrivendolo come caso isolato di una rivolta che, invece, è il riflesso della rabbia che riguarda tutti i reclusi in un lager per immigrati. Stendere una lunga lista di precedenti penali – piuttosto che sottolineare le cause che istigano a una giusta e necessaria azione di rivolta contro i soprusi del Cie – è stata la modalità razzista e classista con cui il linguaggio del potere è solito mettere un rivoltoso alla gogna.

Ora che L. si ritrova nel Cie agli arresti domiciliari, il centro sta eseguendo funzioni repressive che però non rientrano nella detenzione amministrativa, tuttavia non è la prima volta che si attivano procedure penali in questi centri. Infatti, a Torino nell’agosto 2014, 5 reclusi furono arrestati in carcere in seguito ad una rivolta, e dopo la scarcerazione vennero trasferiti nelle stanze d’isolamento del Cie di Corso Brunelleschi per poi essere posti agli arresti domiciliari.

Prima che fosse stato condotto nel Cie di Restinco da Cremona nello scorso luglio, L. aveva vissuto la detenzione amministrativa per la prima volta nel Cie di Ponte Galeria a Roma, dallo scorso settembre fino a dicembre 2015, mese della rivolta e della conseguente chiusura della sezione maschile. Anche lì a Roma gli istigatori alla rivolta erano della stessa natura di quelli di Brindisi: mura, guardie e professionisti della detenzione.

Solidarietà ai reclusi che si ribellano per la libertà!
Lecce, 18/8/2016

Posted in dalle Galere | Tagged , , , , , , | Leave a comment

Torino – L’estate nel CIE di Corso Brunelleschi

1fonte: Macerie

Non siamo stati certo lesti – è un’ammissione di colpa – a fare un resoconto di ciò che è avvenuto nel Cie torinese in questo agosto. Se per molti è il mese più tedioso da trascorrere nel capoluogo sabaudo, non altrettanto vale per i reclusi del centro d’identificazione ed espulsione che alla placida noia estiva preferiscono il “farsi sentire” in più modi.

E sì, vuoi il caldo afoso dentro alla struttura con le condizioni igieniche che peggiorano, vuoi la voglia di movimento che l’estate porta con sé, la pazienza finisce a ragione molto prima. Siccome le azioni di riottosità sono state tante negli ultimi venti giorni, come anche quelle preventive e di contenimento delle forze dell’ordine, ve le proponiamo sotto forma di cronologia.

Per iniziare il 31 luglio arriva un aggiornamento: tutti i reclusi dell’area blu vengono spostati nella gialla, appena riaperta. Niente di così inaspettato, i lavori di ristrutturazione dentro al Cie continuano lentamente ma senza lunghe soste, disturbati di tanto in tanto dalle rivolte individuali o di gruppo. Per un’area appena rimessa a nuovo, altre passano sotto il solerte lavoro di muratori, elettricisti e idraulici per allargare nuovamente la disponibilità dei posti, attualmente settanta. A essere aggiustate in queste settimane sono l’area blu e l’area rossa.

4 agosto. Due tunisini sono stati prelevati dal centro durante la notte e portati a Genova per essere imbarcati e deportati in Tunisia in una delle normali navi passeggeri che il mercoledì e il sabato salpano dal porto ligure. Prima del trasferimento dal centro, nella stanza dell’isolamento dove erano transitati, si sono tagliati in segno di protesta. Arrivati al porto il capitano della nave si è rifiutato di imbarcarli per via delle condizioni di salute e così le forze dell’ordine sono state costrette a ricondurli in corso Brunelleschi. Il giorno successivo la polizia è arrivata nell’area dove si trovava uno dei due ragazzi, l’ha immobilizzando con dello scotch intorno a tutto il corpo, caricato in macchina e portato via per un secondo tentativo di rimpatrio. Non ci stupisce l’utilizzo del nastro adesivo, da tempo parte dell’armamentario delle forze dell’ordine che operano nella struttura. L’altro ragazzo, ferito alle gambe e per questo in sedia a rotelle, non è stato probabilmente ritenuto in condizioni di essere trasportato in giornata ed è stato così espulso il 7 agosto.

9 agosto. Un recluso in isolamento prova a incendiare la cella, per questo viene picchiato e portato a Le Vallette per danneggiamento. Quando pochi giorni dopo fa ritorno in c. Brunelleschi decide di completare l’opera distruggendo la sua cella. Ma non è l’unica grana per le forze dell’ordine perché un ragazzo sudanese dell’area verde si cuce le labbra chiedendo gli venga fissata l’udienza per la richiesta d’asilo. Già rinchiuso nel novembre 2014 e poi rilasciato, è finito in carcere e da lì di nuovo al centro. Alla fine gli viene fissata l’udienza, il suo tentativo autolesionista a differenza di tanti altri ha sortito qualche effetto. Ma la giornata non è ancora finita: dentro, l’area gialla viene perquisita e vengono trovati alcuni accendini; fuori, un partecipato saluto di solidali echeggia nell’aria afosa animando il tardo pomeriggio dei reclusi.

213 agosto. Altra perquisizione nell’area viola, le forze dell’ordine cercano lamette e un video che riprende la rivolta del ragazzo in isolamento e la reazione violenta dei militari.

Ve lo proponiamo qua: Continue reading

Posted in dalle Galere | Tagged , , | Leave a comment

Belgio – Testimonianza: 6 passeggeri fermano una deportazione

depfonte: gettingthevoiceout


Il 17 agosto, alle 6:40 del mattino, all’aeroporto Tegel di Berlino, mi sono imbarcato su un volo per Douala con scalo a Bruxelles, dove sono atterrato alle 9:15 per imbarcarmi sull’altro volo delle 11:00, previsto per le 10:40.
Su questo volo, c’erano più di 200 passeggeri di diversa provenienza, per lo stesso volo non diretto.
Il mio posto era il 14 E. Poco tempo dopo, e dato il ritardo del volo, all’improvviso si sono sentiti forti rumori provenire dal secondo scompartimento, cioè in fondo all’aereo. Il primo grido era di un migrante che stavano soffocando e strozzando, le soconde urla erano di una donna, di un bambino e un uomo che stavano protestando contro questo trattamento inumano nei confronti del migrante.

Qui intervengo io, passando tra i passeggeri per assistere ai fatti e mettere pressione affinché smettessero di strangolare questo migrante, denunciando questo abuso e chiedendo che venisse fatto scendere dall’aereo. Inoltre ho filmato l’accaduto con il mio telefono così da poterlo usare come prova (ho i video e le foto).
Pochi minuti dopo, il capitano è stato sollecitato a riportare l’ordine sull’aereo, decidendo poi di far scendere il migrante dall’aereo (ho pubblicato il video sulla mia pagina facebook per provarlo) e chiedendo ai passeggeri di calmarsi e tornare ai loro posti per poter finalmente partire.

Dopo un po’ siamo stati presi a casaccio (6 persone incluso me e una donna, vice sindaca in Camerun che è stata umiliata dalla polizia belga) e brutalmente portati alla stazione di polizia dell’areoporto, dove hanno confiscato tutto ciò che avevamo. La polizia ha preso il mio telefono, insistendo per cancellare diversi file. Dopo alcuni minuti siamo stati portati in un altro commissariato per essere interrogati. Inseguito siamo stati tenuti in arresto (24 ore) nell’attesa della decisione del pubblico ministero. In tarda serata, siamo stati posti in arresto due alla volta.

Il giorno dopo, la mattina del 18 agosto, siamo stati portati al commissariato di polizia dove siamo stati ascoltati e, intorno alle 11 del mattino, sono stato il primo chiamato a firmare documenti in olandese, che io non ho poi firmato. Abbiamo semplicemente ricevuto la notifica, uguale per tutti, di una convocazione per il processo previsto il primo dicembre 2016.
Riassumendo, siamo stati tutti accusati di ribellione e dovremo andare in tribunale il 1 dicembre.

La lotta continua.

CISPM/Berlin Voix des Migrants.Tresor.

CISPM/Berlin Voix des Migrants.Tresor.
Facebook video
How to stop a deportation

Media: [1] [2]

Posted in dalle Frontiere | Tagged , , | Leave a comment