Roma. Salvini: non nel nostro quartiere!

Riceviamo e diffondiamo.

Dopo le numerose contestazioni che sta collezionando in giro per l’Italia nell’ultimo anno, Salvini vorrebbe venire a racimolare voti qui nel quartiere Prenestino, annunciandosi con pochissimo anticipo per evitare di incontrare chi realmente abita i territori, e che vorrebbe “dirgliene quattro”. Roma Est ha iniziato a capire chi sono i veri nemici, mobilitandosi per provare a respingere la cementificazione, la guerra fra poveri, gli sfratti e le retate. Per questo la Lega, i partiti e gli speculatori di ogni genere non sono i benvenuti. Invitiamo tutti gli abitanti del quartiere a rispondere a questa ennesima provocazione scendendo in piazza!

CACCIAMO SALVINI DAL NOSTRO QUARTIERE!

GIOVEDì 3 MARZO – ORE 13 – PIAZZA MALATESTA

 

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L’ipocrisia della Fortezza Europa: una breve nota sui “corridoi umanitari”

Traduzione da No Border Serbia

img_9456_552x800Tra il 20 e 21 ottobre c’è stato un nuovo attraversamento della frontiera Berkasovo-Bapska (SRB-CRO) da parte di migliaia di persone che si sono dimostrate più forti delle barriere posizionate dalla polizia croata. Dopo una notte trascorsa nel fango e al freddo, 2500 persone hanno scavalcato o aggirato la recinzione superando la “linea verde”.
Le persone già stremate dalle avversità incontrate durante il viaggio si sono sentite dire che la frontiera era chiusa. Ma cosa significa che “la frontiera è chiusa?”.  Nel momento in cui le persone correvano attraverso i campi la linea immaginaria che identifica la frontiera semplicemente smetteva di esistere e la barriera umana di robocop diventava ridicola. Una volta superata la barriera (la linea di confine) le persone si trovano ad affrontare un problema ancora più grande in quanto il corridoio super-controllato e super-organizzato impedisce la possibilità di continuare il viaggio in modo autonomo. Le persone devono aspettare i bus organizzati (peraltro non sempre presenti) o, al fine di entrare in un campo -ordinati in fila!- sopportare le urla di polizia/militari, e tutte le umiliazioni che arrivano con l’illegalità. Allo stesso tempo, queste persone dovrebbero essere considerate fortunate per avere la possibilità di passare attraverso la via sicura permessa dal nuovo corridoio. Continua a leggere

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La guerra lungo le frontiere: inizia lo sgombero della Jungle a Calais; recinzioni abbattute e gas lacrimogeni a Idomeni

Traduzione da: Rabble

La guerra lungo le frontiere: inizia lo sgombero della Jungle a Calais; recinzioni abbattute e gas lacrimogeni a Idomeni

ido-broken-fenceQuesta mattina a Idomeni, al confine greco-macedone, alcune delle migliaia di persone bloccate nella parte greca del confine, chiuso e fortificato, hanno cominciato a tirare giù le recinzioni di filo spinato. Dall’altro lato la polizia macedone ha risposto sparando ripetuti colpi di gas lacrimogeno . Il numero delle persone presenti al confine è andato crescendo per giorni perché la Macedonia e gli altri paesi balcanici stanno cercando di arrestare il flusso di persone provenienti dalla Grecia, limitando il passaggio.

calaisresistenzaNel frattempo, sul bordo occidentale della fortezza Europa, è iniziato lo sgombero della giungla di Calais. La polizia antisommossa si è riunita intorno al campo in gran numero: contati oltre 50 furgoni più cannoni ad acqua. Negli ultimi giorni gli agenti hanno fatto il giro della giungla diffondendo avvertimenti a lasciare il campo, dopo che un giudice ha stabilito giovedi che tutte le abitazioni nella zona sud potrebbero essere smantellate, mentre alcuni spazi sociali, tra cui le scuole, il centro delle donne, la biblioteca, la chiesa e moschee dovrebbero essere per ora lasciate intatte. Nel momento in cui scriviamo (11:00), la polizia antisommossa, armata di pistole flashball, sta nella jungle per scortare i lavoratori che stanno tirando giù le baracche con gli attrezzi. Alcune persone sono sedute sui tetti delle baracche rifiutando di muoversi. Continua a leggere

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[Opuscolo] – Accoglienza e detenzione: un anno di lotte contro il controllo dello Stato

locandina10Questo breve opuscolo racchiude alcune pubblicazioni del blog Hurriya – Senza frontiere, senza galere: traduzioni, notizie, comunicati e analisi che abbiamo scritto o ricevuto durante l’anno appena trascorso.

Chi scrive non è esperto/a in materia di immigrazione né di diritto internazionale; il nostro punto di vista è quello di chi presta attenzione alle lotte contro le frontiere e a quello che succede nei centri di controllo/detenzione delle persone migranti che nel tempo  ci ha fatto, probabilmente, acquisire una discreta conoscenza dei dispositivi repressivi che gli Stati mettono in campo.

In questo opuscolo non verranno quindi caricate di significato le lotte altrui; l’unica intenzione è quella di suggerire la lettura di alcuni testi a nostro giudizio significativi al fine di stimolare momenti di discussione che possano tornare utili a chi lotta.

Il blog Hurriya – Senza frontiere, senza galere nasce da una chiacchierata durante uno dei tanti cortei in Val di Susa nel 2013, con l’idea di archiviare sul web notizie ed analisi sulle lotte contro le frontiere e le galere.

L’idea di realizzare del materiale cartaceo, nasce invece dalla scarsa visibilità/circolazione di alcuni contenuti – dovuta alla natura digitale del blog – che riteniamo importanti nello scorrere delle pubblicazioni e che riproponiamo in un formato più comodo per chi sta in strada.

Per consigli, contributi, critiche e dubbi potete scriverci ad hurriya[at]autistici.org.

SCARICA, STAMPA E DIFFONDI. opuscolo_lotte_centri_2 (Nuova versione con indice e correzioni)
Ci piacerebbe che le sottoscrizioni alla diffusione dell’opuscolo siano destinate alle assemblee di lotta contro i C.I.E.

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Lecce – Azione contro Poste Italiane

Riceviamo e diffondiamo.

Lecce. Nella notte precedente il 22 febbraio due vetrate e il bancomat di un ufficio postale sono state danneggiate probabilmente a colpi di mazza. Sul muro dell’edificio è stata lasciata una scritta contro i Cie. Il riferimento è probabilmente dovuto al fatto che Mistral Air, la compagnia aerea delle Poste, collabora con il Ministero dell’Interno alla deportazione degli stranieri reclusi nei Cie.

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Opuscolo “Frontiere e lavoro. Gli schiavi della filiera agroalimentare”

Riceviamo e pubblichiamo. Per contributi, scrivere a hurriya (at) autistici.org

Scarica l’opuscolo in formato per la stampa (pdf): frontiere e lavoro

Il sistema della detenzione amministrativa e i tanti dispositivi della cosiddetta accoglienza secondaria sono certo funzionali al controllo e alla segregazione degli immigrati che giungono nella fortezza Europa ma, con uno sguardo più complessivo, funzionano anche da grandi bacini di erogazione controllata di forza lavoro sottopagata e iper sfruttata a tutto vantaggio dei grandi produttori.

Infatti, la legislazione sullimmigrazione in Italia, subordinando la possibilità di permanenza sul territorio nazionale al possesso di un contratto di lavoro, offre ai padroni unenorme disponibilità di manodopera servile come diretta conseguenza della condizione di clandestinità.

Un detenuto in un CIE, un richiedente asilo semi detenuto in un CARA, un minore affidato alle strutture del sistema SPRAR, sono accomunati da unesistenza precaria determinata dal possesso o meno di un foglio di carta. Su questa precarietà si fonda il ricatto del lavoro sottopagato che può raggiungere condizioni di vera e propria schiavitù. Continua a leggere

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Roma – Ancora un giovedì di deportazioni dal CIE di Ponte Galeria a Lagos

Riceviamo e pubblichiamo. Per scriverci ed inviarci contributi: hurriya[at]autistici.org

Questa mattina presto, le donne recluse hanno raccontato ai/alle solidali dei preparativi per un’espulsione in Nigeria.

Sembrerebbe infatti che negli ultimi giorni molte donne siano state portate nel CIE romano in seguito a controlli e retate in diverse città: probabilmente l’intenzione era proprio di riempire un volo diretto in Nigeria, già organizzato da giorni, e il CIE di Ponte Galeria è l’unico ad avere una sezione femminile funzionante.
Stando ai racconti di alcune recluse il pullman della polizia trasportava alcuni uomini legati e evidentemente picchiati in precedenza, tanto che uno di loro non riusciva a stare in piedi.
prossimo6febMentre la polizia cercava di caricare con la forza 2 donne sul bus, queste, insieme alle altre, hanno cominciato ad urlare e opporsi all’espulsione e ai pestaggi che sono seguiti alla resistenza.
A quanto si sa, la stessa espulsione avrebbe dovuto riguardare altre donne ma alcune diffide legali sono riuscite, per il momento, ad impedirlo.

Nelle stesse ore è arrivata una buona notizia: l’evasione di 5 persone dal CIE di Brindisi Restinco.

L’appuntamento per portare solidarietà alle recluse che resistono alle espulsioni nel CIE di Ponte Galeria è proprio questo sabato, per lottare insieme contro le frontiere ogni momento è quello buono.

Seguiranno aggiornamenti.

Alcuni nemici e alcune nemiche delle frontiere

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Torino – Aggiornamenti dopo la rivolta al CIE e presidio solidale

Fonte: Macerie

Aggiornamento: il presidio davanti al Cie di corso Brunelleschi previsto per domenica 28 febbraio è spostato causa maltempo a domenica prossima 6 marzo alle ore 16.

Ancora qualche informazione dal Centro detentivo di corso Brunelleschi dopo gli incendi del 12 febbraio.

Vi avevamo anticipato che con molta probabilità dopo quella sera due ragazzi tunisini erano stati portati alle Vallette. La notizia è confermata e i due, dopo un processo per direttissima e una conseguente condanna a un anno e qualche mese, sono stati riportati entrambi al Cie. Del resto anche per altri dieci detenuti, tutti di origine nordafricana, tira un’aria peggiore del solito: da circa una settimana sono in isolamento e a uno di loro è stato sottratto persino il telefono. Accusati di aver partecipato alla piccola rivolta, fino a sabato non potevano neppure uscire al campetto per un po’ d’aria.  È stato questo il motivo per il quale alcuni compagni di detenzione, dalle stanze, hanno inscenato diversi episodi di protesta con urla e lancio di cibo. Continua a leggere

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TSO (trattamenti sanitari obbligatori) – La repressione psichiatrica contro i migranti in protesta

Oggi 22 Febbraio in un centro SPRAR a Isca superiore, in provincia di Catanzaro, 18 migranti si sono incatenati davanti all’ingresso dell’ex scuola elementare adibita a centro accoglienza, per formare una barriera umana e impedire un trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.) nei confronti di un loro compagno. “Non è vero che sta male – hanno detto nel corso della protesta – sono gli operatori dello Sprar che non capiscono nulla” riportano i media (1). “Per sedare la protesta, che non ha creato problemi di ordine pubblico, sono intervenuti i carabinieri della locale stazione che sono riusciti a far rientrare quasi subito nel centro gli extracomunitari, i quali hanno chiesto un incontro con le autorità e la prefettura di Catanzaro”.

L’uso del TSO come modalità repressiva per contrastare le proteste dei migranti, nei centri accoglienza e fuori, non è una novità recente, eppure solo ora si comincia a parlarne.
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Torino – Domenica 28 febbraio presidio al CIE di Corso Brunelleschi

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