Grecia – Le lotte delle persone migranti contro la violenza delle istituzioni e dei fascisti

SoudaNella notte tra il 15 e il 16 novembre una sessantina di fascisti ha attaccato con pietre e bastoni il campo di Souda a Chios. Dopo l’attacco fascista si è scatenata la brutalità poliziesca con manganellate, spray urticanti e lacrimogeni: 37 migranti e 3 volontari sono stati arrestati e 4/5 persone ferite sono state portate in ospedale. Pesantemente danneggiato il campo: una struttura distrutta dal fuoco e diversi tetti sfondati dai macigni lanciati dai fascisti per uccidere.

Souda-danniIeri sera, giovedì 17 novembre, si sono verificato ulteriori attacchi contro i/le migranti che vivono nel campo di Souda. Sassi enormi e bottiglie molotov sono stati di nuovo lanciati contro le tende dei rifugiati. Due tende sono state completamente bruciate. Almeno due profughi feriti sono stati portati in ospedale. Anche due solidali che avevano provato ad intervenire sono stati ricoverati in ospedale con leggere ferite, dopo essere stati attaccati, in presenza della polizia, da 30 fascisti. Continua a leggere

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Saronno – 16/18 dicembre: tre giorni contro le frontiere

Fonte: Collettivo la Fenice

manifesto-web16-17-18 dicembre a Saronno, tre giorni di discussione ed iniziative sul territorio.

Pubblichiamo qui di seguito due testi scritti come contributo e spunto per le discussioni su deportazioni e seconda accoglienza (qui la versione stampabile dei testi, qui quella del manifesto)

DEPORTAZIONI

Dalle frontiere ai CIE, i vari Stati europei mettono in campo nuove forme di spostamento e controllo delle persone che vogliono ridurre a merce-migrante.

Da un lato le espulsioni e i rimpatri, frutto di oculati accordi politici ed economici tra Stati, dall’altro il continuo e ripetuto spostamento dai territori di frontiera, verso i vari centri hotspot del sud Italia, ulteriore luogo di differenziazione e smistamento di chi viaggia senza passaporto.

Possiamo quindi osservare lo stabilizzarsi di un sistema che agisce sul controllo dei flussi migratori, trattando questi individui come oggetti che vengono ammassati in luoghi di confine, catalogati e filtrati a seconda della domanda e dell’offerta del Capitale: migrante economico o semplice profugo, funzionale o non funzionale, possibile schiavo di riserva o semplice merce avariata da rispedire al mittente. Avvenuta questa prima classificazione, i selezionati vengono quindi ridistribuiti chi nel circuito dell’accoglienza, chi in quello dell’espulsione. Continua a leggere

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Marocco – Arresti di massa a Tangeri e 232 salti della frontiera a Ceuta

Tangeri – Arresti di massa

Traduzione da Beatingborders

Il 9 novembre, il Boumla – la polizia marocchina – ha arrestato diverse persone nelle aree di Boukhalef e Medina a Tangeri. Una persona arrestata ha stimato che ci fossero più di 80 persone (tutte provenienti dall’Africa sub-sahariana) rinchiuse nella stazione di polizia – comprese le persone con i documenti dell’UNHCR e un passaporto valido (avendo soggiornato in Marocco per meno di 3 mesi). Le donne sono state rilasciate in serata, mentre gli uomini sono stati tenuti tutta la notte. Una donna si è ammalata nella stazione di polizia e ha dovuto essere ricoverata in ospedale, mentre un uomo è stato ferito dal Boumla. La mattina seguente, il Boumla ha rilasciato molte persone, e deportato 18 persone a Fez (distante oltre 4 ore di auto da Tangeri). Continua a leggere

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Serbia – Rastrellamento a Belgrado e marcia di protesta verso il confine.

Traduzione da No Border Serbia

marsDopo un rastrellamento della polizia, che ha portato più di 100 persone a essere rinchiuse nel centro di detenzione a Presevo, e dopo avere reso illegale la distribuzione di cibo, le persone che sono state intrappolate a Belgrado per mesi hanno deciso di partire in una marcia di protesta.
Nessuno ha riportato quanto accaduto la notte del 10 novembre, quando intorno alle 03:00 250 poliziotti e forze speciali hanno circondato i magazzini dietro la stazione degli autobus, dove i migranti avevano trovato rifugio negli ultimi mesi. I dipendenti del Commissariato, l’UNHCR, e gli agenti di polizia hanno minacciato le persone dicendo loro che se avessero rifiutato di salire sugli autobus (senza conoscere la destinazione), sarebbero state espulse.
Tutti/e coloro che non sono stati in grado di fuggire sono ora in un campo a Presevo, da dove le persone vengono regolarmente deportate in Macedonia. Dopo questa operazione si è creato un clima di paura ancora maggiore, senza che le persone sappiano dove nascondersi, incapaci di addormentarsi in parte a causa del terribile freddo, ma ancora di più a causa della preoccupazione costante di essere arrestate e deportate. Continua a leggere

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Roma – Sul corteo “No confini no sfruttamento” del 12 novembre

liber*Sabato un corteo di circa 3000 persone ha attraversato il centro di Roma, fino ad arrivare al ministero dell’Interno. Il corteo “No confini, no sfruttamento” è stato un fiume d’interventi e slogan gridati in diverse lingue. Ogni singolo contenuto veniva infatti tradotto per essere compreso da tutte le persone partecipanti.

Un corteo determinato da persone migranti che lottano nelle campagne, nella logistica, nella lotta per la casa e in alcuni quartieri di Roma, a cui si sono unit* compagn* curdi e solidali presenti dalla mattina in piazza, con un presidio parte di una mobilitazione, anche quella, a carattere nazionale; un corteo dove la componente “militante” dei cosiddetti movimenti e centri sociali è stata pressocché nulla, nonostante le adesioni che comparivano sul web. La cantilena “refugees welcome” e l’operazione politica dell’accoglienza dal basso ha probabilmente schivato il corteo, poiché di “vittime” non c’era neanche l’ombra.

"No confini - Libertà di movimento"

“No confini – Libertà di movimento”

Il corteo è partito alle 15:30 circa, poiché 5 bus provenienti dal sud sono stati bloccati all’ingresso di Roma dalle forze dell’ordine per perquisire tutte le persone a bordo. Era chiaro che l’intimidazione in qualche modo sarebbe arrivata, dato il clima di divieti che ha accompagnato la costruzione del corteo. Continua a leggere

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Svizzera – Lugano 24/26 novembre: 3 giorni contro ogni frontiera e tutti i razzismi

Fonte: CSOA Molino

contro-ogni-frontiera-e-tutti-i-razzismi-3-giorni-di-incontri-e-discussioniL’estate è finita, e con l’arrivo del freddo il numero di persone che tenta di varcare il confine meridionale della Svizzera diminuisce, con una conseguente minore attenzione mediatica sulla questione. I campi auto-organizzati vengono sgomberati, le/i migranti vengono distribuitx come merce nei vari lager e la repressione cerca di scoraggiare le/i compagnx solidali tramite le sue numerose misure restrittive.

Le frontiere sono però tutt’ora presenti, la devastazione e i saccheggi nelle terre a sud del mondo continuano, le guerre sono ancora fomentate dai paesi occidentali e i loro business, le persone non considerate degne di poter varcare i confini ed attraversare i paesi della fortezza Europa vengono perseguitate e deportate. Continua a leggere

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Torino – Presidio al Cie e chiacchierata preliminare

Fonte: Macerie

cie-20-11-16Mercoledì 16 novembre alle ore 18,30, ci vediamo per una chiacchierata in preparazione del presidio alle Serrande della casa occupata di Corso Giulio Cesare 45; a seguire ci sarà un aperitivo e il racconto da parte di alcuni compagni dell’esperienza di lotta contro le frontiere a Como.

Invece domenica 20 novembre alle ore 15, 30 PRESIDIO CONTRO IL CIE in corso Brunelleschi all’angolo con via Monginevro.

 

 

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macerie @ Novembre 13, 2016

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Rome – 12 november 2016 – National demonstration against mobility control and exploitation

Rilanciamo da “Campagne in Lotta” la traduzione in inglese del testo di indizione del corteo del 12 novembre.

volantino-colori-12nov2016-enOn November 12th, a big demonstration will take to the streets of Rome. On that day, we shall carry from all Italy the demands of those who bravely struggle despite suffering the heaviest forms of segregation and exploitation. The demands of the farm workers of the district of Foggia and the Gioia Tauro Plains, of the porters of the logistics sector from all Italy, of housing rights activists who respond to the absence of houses by reclaiming them, the migrants in transit pushed back at the border. With them will stand all those political and social subjects fighting against the politics of insecurity, precarisation and control of people’s mobility, in the metropolises and in the peripheries.

It will be a demonstration promoted and led by those subjects for whom struggle is the only possibility to act for change, both because they are structurally excluded from citizenship rights – as in the case of migrants – and because they believe those same rights to be void of any meaning and any potential for real political transformation.

The current regime of mobility control is a mechanism that produces irregularity and exclusion and affects different subjects: those coming from other continents but also European migrants and Italian citizens. For decades, immigration laws have been creating precarity, vulnerability to blackmail, and death, inciting a war between the poor, together with securitarian politics and the militarisation of borders through push-backs, deportations, detention and torture, denial of the right to asylum and a reception system founded on profit and on segregation. Continua a leggere

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Roma – Sul presidio al CIE di Ponte Galeria del 29/10

riceviamo e pubblichiamo:

20161029_154101Sabato 29 ottobre, in 30 circa siamo tornat* come ogni mese davanti alle mura del CIE di Ponte Galeria.
Per qualche ora abbiamo fatto sentire la nostra solidarietà alle donne ancora recluse nel lager romano, con musica, cori, poesie e aggiornamenti su ciò che succede negli altri centri di detenzione che si moltiplicano sempre più dentro e fuori l’Europa.
Non si fermano infatti le proteste delle persone migranti rinchiuse nei lager di stato, così come incessanti sono quelle di chi, dai centri accoglienza ai campi migranti informali, dalle frontiere ai ghetti nelle campagne, lotta per la propria sopravvivenza e liberazione.
Continuare a tornare davanti a quelle mura, con le nostre voci e i nostri corpi, è uno dei modi per rompere il silenzio e l’isolamento intorno a quel luogo. Un modo per rimanere sempre in contatto con le donne detenute, farci raccontare le loro storie e le sempre più difficili condizioni in cui sono costrette a vivere nel CIE, dal cibo pessimo alla quasi mancanza di assistenza sanitaria. Continua a leggere

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Roma – 12 novembre 2016 Corteo Nazionale. No ai confini, No allo sfruttamento

Riceviamo e pubblichiamo.

Lavoratori, migranti, occupanti casa, reti solidali per una mobilità senza confini e senza sfruttamento

manifesto-12novIl 12 novembre una grande manifestazione attraverserà le strade della città di Roma. In quella giornata, provenienti da tutta Italia, porteremo le rivendicazioni di chi, nonostante subisca le più pesanti forme di segregazione e sfruttamento, porta avanti le sue lotte coraggiosamente: saranno le rivendicazioni dei braccianti della provincia di Foggia e della Piana di Gioia Tauro, dei facchini della logistica di tutta Italia, degli occupanti casa che hanno risposto con la riappropriazione all’ assenza di un tetto, dei migranti in transito respinti alle frontiere, insieme a tutte quelle realtà politiche e sociali che si battono contro le politiche di precarizzazione e controllo della mobilità delle persone, nelle metropoli e nelle periferie. Sarà una mobilitazione guidata e promossa da quei soggetti per i quali l’unica possibilità di agire un cambiamento passa attraverso le lotte, sia perché strutturalmente esclusi dai diritti di cittadinanza, come nel caso dei migranti, sia perché convinti che quegli stessi diritti sono svuotati di ogni significato e di ogni potenziale di trasformazione politica reale. Continua a leggere

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