Marocco – Fine settimana di incursioni, repressione, distruzioni e violenze

Traduzione da No Borders Morocco
Le note esplicative sono tratte da Sans Papiers Ni Frontières

aptopix_spain_migrants-1 (1)La violenza quotidiana sui/sulle migranti che vivono nei dintorni del confine è stata sistematica nell’ultimo fine settimana: la polizia ha attaccato contemporaneamente le foreste di Gurugu (nei pressi di Melilla) e di Cassiago, nelle vicinanze di Ceuta (nota: nelle foreste marocchine che circondano le enclavi spagnole di Ceuta e Melilla si trovano molti improvvisati campi di migranti).

Cassiago (Fnideq)

Verso le sette del mattino del 10 Gennaio la polizia marocchina ha invaso la foresta di Cassiago, dove i migranti hanno costruito un loro accampamento in attesa di un eventuale passaggio della frontiera a Ceuta. I migranti sono fuggiti per evitare di essere picchiati e arrestati. La polizia è riuscita però a fermare una trentina di persone e le ha condotte e rilasciate a 7 km da Tetouan, nel bel mezzo del nulla. Molti hanno camminato per 7 km fino a Tetouan e poi hanno preso l’autobus verso altre direzioni.
La maggior parte dei loro effetti personali nel campo sono stati sistematicamente distrutti e bruciati, comprese le coperte che avevano recentemente ricevuto e che sono indispensabili date le temperature molto basse.

Il giorno dopo le forze ausiliari della polizia si sono di nuovo ripresentate all’alba nella foresta di Cassiago. Sono state arrestate più di 90 persone. Circa 15 persone sono state arrestate nella città di Tetouan e sono state tutte condotte alla stazione di polizia di Tetouan. In totale un centinaio di persone, che sono state successivamente disperse con la forza verso le periferie di diverse città nel nord del Marocco.

70 persone sono state portate alla periferia di Tangeri.
12 feriti, dopo aver lasciato la stazione di polizia di Tetouan, sono stati deportati a Larache la notte dell’ 11 Gennaio 2015,
17 persone sono stati messe su un autobus e lasciate lungo la strada di Asilah in direzione Tangeri. Alcuni sono tornati a piedi verso Tangeri, altri hanno intrapreso il lungo viaggio per ritornare a Cassiago.

Almeria

Il servizio spagnolo di salvataggio marittimo ha dichiarato che domenica 11 Gennaio 2015 23 migranti di origine sub-sahariana sono stati intercettati al largo della costa di Almeria (nel sud-est della Spagna) mentre tentavano di raggiungere le coste spagnole a bordo di un’imbarcazione di fortuna. Secondo la stessa fonte a bordo della barca, avvistata a circa 40 miglia a sud di Almeria, c’erano 19 uomini, tre donne e un bambino. Gli immigrati sono stati trasferiti in un mezzo di soccorso e condotti via mare fino al porto di Almeria, dove sono stati accolti all’arrivo da volontari della Croce Rossa.

Gourougou

(Nota: con il termine “vagabondi” i/le migranti definiscono le persone che vivono nelle strade delle città nei dintorni del bosco di Gourougou e dalle quali sono regolarmente aggrediti, senza dubbio perchè pagati dalla polizia. Il potere sa come giocare sulla divisione tra i poveri.)

Nella mattinata di sabato 10 Gennaio la polizia marocchina è rientrata nella foresta con i “vagabondi”. I vagabondi hanno lanciato pietre verso i migranti (alcuni immigrati si sono difesi a loro volta con un lancio di pietre)
Molti sono stati feriti in questi azioni dei vagabondi, che sono noti per essere i più violenti nella zone delle frontiere.
Le violenze di questi vagabondi disperati sono continuamente testimoniate dai migranti.
La polizia, che ha accompagnato le persone che lanciavano pietre, ha detto ai migranti “la foresta è troppo pericolosa per le donne, fino a quando le donne rimarranno qui ci saranno altri attacchi” E’inconcepibile usare la logica sessuale per giustificare la violenza con un ragionamento paternalistico. Sono loro stessi che creano il pericolo e poi vogliono proteggere le persone.

Melilla

Domenica 11 Gennaio c’è stato un nuovo tentativo dei migranti di passare la frontiera a Melilla. Solo 11 persone sono riuscite a raggiungere il CETI (“Centros de Estancia Temporal de Inmigrantes ” – Centro di soggiorno temporaneo per i migranti ) che rappresenta la sicurezza di non essere riportati subito indietro. Quel giorno le forze ausiliarie di polizia presenti alle barriere erano numerose e per loro è stato più facile respingere i migranti che cercavano di scavalcare le quattro recinzioni intorno a Melilla. La violenza della polizia ha causato molti feriti. 11 persone, tra le quali tre donne, sono state ricoverate all’ospedale.

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