CARA di Sant’Anna. Protesta degli immigrati. Bloccato l’aeroporto di Crotone

Immigrati bloccano la statale ionica 106

Immigrati bloccano la statale ionica 106

Circa 300 immigrati, che vivono nel centro di accoglienza per richiedenti asilo di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto (gestito da Misericordia), hanno protestato stamattina bloccando la statale ionica 106, nei pressi della struttura e dell’aeroporto.

Non è la prima volta che si assiste a proteste – con blocchi parziali o totali del traffico – per evidenziare i problemi che affligono il centro. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine; la protesta ha infatti determinato anche il blocco delle attività nell’aeroporto di Crotone in quanto i dipendenti non hanno potuto raggiungere l’aeroporto.

 

I manifestanti non hanno dialogato con le forze dell’ordine – che cercavano di convincerli a desistere dalla protesta – ma hanno scritto sui cartelli le loro richieste. Oltre alle rimostranze per denunciare i ritardi con cui vengono rilasciati i documenti necessari alla concessione del visto e per il rigetto di alcune istanze da parte della commissione chiamata a valutare il loro status, vorrebbero il wiifi libero nella struttura, e chiedono denaro in luogo dei pocket money; secondo alcuni degli ospiti, sarebbero poi insufficienti i capi d’abbigliamento messi a disposizione degli immigrati come anche insufficienti sarebbero alcuni dei beni di prima necessità a loro spettanti, in particolare quelli alimentari.

Il 26 Gennaio 2015 i migranti avevano già occupato la statale 106, come protesta per la lentezza del disbrigo delle pratiche burocratiche delle richieste d’asilo (che per alcuni ritardano anche 19 mesi).

Venerdì 10 ottobre 2014, un gruppo di profughi siriani, tra i quali 32 donne e 21 minori, da poco sbarcati e arrivati al CARA, segnalarono pestaggi nei loro confronti, per essersi opposti con uno sciopero della fame alla procedura coatta di identificazione.

Nell’adiacente CIE di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, gestito sempre dalla “Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia” , nel Settembre 2014 era morto un quaranteseienne pakistano per mancanza di cure, e l’anno precedente, nel mese di Agosto 2013, la morte di Moustapha Anaki aveva provocato la rivolta  tra i migranti che portò alla chiusura del CIE.

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