Lettera dal CIE di Bari: inizia uno sciopero della fame di un recluso

Riceviamo e pubblichiamo un aggiornamento ricevuto oggi 7/7/2015
Con grande gioia veniamo a sapere che il recluso in lotta nel CIE di Bari Palese è stato appena rilasciato dalle mura del lager. Contenti e contente di poterlo riabbracciare presto, continuiamo a lottare.

Riceviamo e pubblichiamo una lettera dal CIE di Bari Palese:

“Oggi, il 28-6-2015

il sottoscritto inizia uno sciopero della fame e delle mie medicinali dopo essere stato aggredito da un poliziotto in servizio nel centro ieri sera circa le 11 di sera . Dalla stessa guardia ricevevo schiaffi e un pugno all’altezza del petto dove ho lo sterno già in deficit , pugno che mi causò dolori per tutta la notte ed anche ora, intervenuto il 118 per due volte per l’assistenza medica. Continuo lo sciopero finchè l’autorità che mi trattiene nel CIE di Bari non mi dia delle spiegazioni e che faccia anche . Tutto successe davanti le telecamere a circuito chiuso (CCTV) ed era presente l’infermiera Anna e l’operatore Nunzio.”

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Riceviamo e pubblichiamo alcuni aggiornamenti riguardo il recluso in sciopero della fame nel CIE di Bari Palese:“Nella serata di ieri, in seguito ad una promessa di visita medica ospedaliera pre-ricovero per subire un intervento chirurgico, Adiruo Bartholomew Onyinye, recluso nel CIE di Bari ha terminato lo sciopero della fame e dei medicinali.
Dalla stampa veniamo a sapere che a questa visita medica non è seguito alcun ricovero e Adiruo si sente in pericolo per la propria salute.
Solo grazie all’annuncio dello sciopero, le acque si sono mosse intorno il lager di Bari che, con i riflettori accesi dopo un pestaggio, non ha potuto negargli la consulenza medica.

I/le solidali invitano a scrivere alla direzione del CIE, esplicitando la preoccupazione riguardo la situazione ciebaripalese@gmail.com e a chiamare il centralino o inviare fax al 0805398242.
Alleghiamo alcuni documenti medici recenti, riguardanti le condizioni di salute della persona reclusa nel CIE di Bari.”

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Qui sotto un articolo dalla stampa che riporta le dichiarazioni del recluso, al termine della visita medica di oggi, eseguita dal Policlinico di Bari.

Rinchiuso nel Cie di Bari «Aiutatemi, sono cardiopatico e mi negano intervento»

BARI – “Vi prego, non fatemi morire”: è l’appello che affida all’ANSA Adiruo Bartholomew Onyinye, 38 anni, trattenuto nel Centro identificazione e espulsione di Bari. Adiruo, nato in Nigeria ma in Italia da 24 anni, racconta e documenta “di essere cardiopatico e di avere uno stent”. Per questo “assume farmaci salvavita”. Una terapia che, dopo un primo controllo al Policlinico di Bari, gli sarebbe “stata incrementata”. Proprio in questa occasione a Bartholomew fu consigliato un “intervento di rivascolarizzazione” perchè, spiega, “lo stent si è chiuso e ho bisogno di un by-pass”.

Stamattina, però, durante una “visita di controllo al reparto di Cardiologia del Policlinico di Bari”, Adiruo racconta di essere stato “visitato in maniera superficiale da un medico” che gli avrebbe “solo misurato la pressione”, dicendogli che “non solo non ha bisogno dell’intervento ma non ha neppure bisogno della terapia”.
Molto agitato, Adiruo, tornato al Cie, fa parlare il medico del Cie che dice “di aver visto le cartelle cliniche di Bartholomew e di non essere assolutamente d’accordo” con le conclusioni del medico del Policlinico che gli sono state riferite. “Io – spiega – sono un semplice medico della medicheria del Cie, e quindi per me deve valere quello che dice lo specialista di cui comunque attendiamo la relazione”.
“Mi stanno uccidendo – urla Adiruo – vi prego, aiutatemi”.

Adiruo ha un accento romano e racconta di essere stato sposato “con una donna italiana con cui ha avuto un figlio”. Nel 2013 Bartholomew e sua moglie hanno divorziato e, “avendo perso la residenza e la stabilità economica – ricorda – quando sono scaduti i miei documenti non me li hanno rinnovati perchè, mi hanno detto, tu non vivi più con tuo figlio”.

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