Genova. Profughi, alluvioni e sciacalli

Da Informa-Azione

Riceviamo e diffondiamo un testo diffuso in questi giorni a Genova sulle diverse modalità di gestione capitalizzazione dell’umanità migrante:

Profughi, alluvioni e sciacalli

“Quando io uso una parola, – disse Humpty Dumpty – essa significa esattamente ciò che io voglio che significhi … né più né meno.
Il problema – disse Alice – è di sapere se è possibile dare ad un ‘unica parola tanti significati diversi.
Il problema – disse Humpty-Dumpty – è sapere chi è il padrone. Punto e basta.”
Lewis Carroll, Attraverso lo specchio

Il prefetto e il sindaco di Genova insieme al portavoce del Forum Terzo Settore hanno firmato il 17 settembre un “protocollo per coinvolgere migranti e richiedenti asilo in attività per il miglioramentod ella città”.
Cercheremo di usare poche parole, perche le parole sono importanti.
In queste settimane abbiamo assistito, intorno alle migrazioni di massa e alla violenza con cui l’Europa le ha accolte, ad una violenza fatta anche alle parole. Abbiamo visto politici ed opinionisti destreggiarsi tra definizioni in cui vorrebbero incasellare gli esseri umani che fuggono dalle loro terre in cerca, banalmente, di un futuro migliore: immigrati, profughi, rifugiati.

I dizionari ci dicono che l’immigrato è colui “che si è trasferito in un paese diverso da quello d’origine”, il profugo colui “che è costretto a lasciare la propria patria in seguito a calamità naturali, guerre ecc.”, il rifugiato colui “che è fuggito a causa di discriminazioni politiche, religiose, razziali, di nazionalità, sociali o fuggito da una guerra e trova ospitalità in un Paese straniero che riconosce legalmente il suo status”. Il rifugiato ha uno status giuridico, l’immigrato e il profugo no. Le parole sono importanti …

Chiunque decida di affrontare gli esodi rischiando la vita nelle traversate in mare, la detenzione nei campi, la violenza delle polizie, il rischio di essere rimpatriato , la farne e la sete in viaggi di settimane se non mesi, non lo fa per spirito d’avventura . Non sceglie di
viaggiare. Fugge dalla guerra, fugge dalla miseria, fugge dalla propria terra distrutta. Quando si sceglie di rischiare la propria vita, è perché tutte le altre scelte sono state annullate. E’ una banalità, ma anche le banalità vanno ribadite.
C’è forse qualche guerra in giro per il mondo che non sia stata provocata, finanziata, supportata dagli stati dell ‘Unione Europea o dalle operazioni militari Nato? C’è forse qualche paese da cui fuggano i profughi che non sia stato depredato delle sue risorse da
imprese e da multinazionali occidentali? E chi produce le armi con cui viene armato lo Stato islamico, tanto per fare un esempio?

La retorica razzista e populista vorrebbe che gli immigrati “stessero a casa loro”. Ma non è da secoli che l’imperialismo e il colonialismo continuano a distruggere e saccheggiare “casa loro”? La retorica della politica sa invece essere più intelligente. E così gli immigrati (quanto meno una parte di essi) vanno accolti.
Perché l’accoglienza é un lucroso affare per chi la gestisce; perché ai padroni la manodopera a basso costo serve, soprattutto se ricattabile , soprattutto se non ha scelta, soprattutto se può far crescere quella guerra tra poveri che impedisce di riconoscere i veri
nemici, comuni a tutti coloro che subiscono ingiustizie.

Nella barbarie generalizzata che avvolge l’Europa culla della civiltà, le istituzioni genovesi fanno la loro parte. I profughi accolti in Liguria potranno “migliorare la città” ed “essere una risorsa per la collettività”. Con risorsa il prefetto genovese intende merce,
senz’altro: le parole sono importanti. Infatti i profughi lavoreranno gratis. Lavoreranno gratis in opere atte ad impedire prossime alluvioni. Ai leghisti questa cosa non piace : per coerenza preferirebbero, bontà loro, che a lavor ar gratis ci andas sero gli italiani.

Del fatto che non sia stato speso un euro per “migliorare” le condizioni che negli anni passati hanno prodotto disastri e morti nei quartieri popolari, non se ne parla. Piuttosto, ci si pulisce la coscienza rendendo i profughi degli schiavi (del resto, quali altre scelte
avrebbero se non riprendere la fuga attraverso frontiere e polizie?) e l’accoglienza un affare per nuovi affaristi. Del resto c’è qualcosa, in questa società, che possa uscire da dinamich e di profitto, c’è qualche condi zione di miseria o di ingiusti zia che non finisca per gravare nuovamente sui poveri , sui proletari? Non saranno certo i palazzinari che hanno cementificato le valli a pagare il prezzo delle alluvioni, non saranno certo i produttori di armi (Beretta ad esempio) o i saccheggiatori di risorse (Eni, per esempio) o i mercenari (il Ministero della Difesa, per esempio) a pagare il prezzo delle guerre che insanguinano il mondo. Il prezzo lo pagheranno sempre i più poveri, da una parte all’altra del mare, al di qua e al di là di ogni confine.

Rimettere a posto le parole è importante , certo.
Ma il problema è sapere chi sono i padroni. E organizzarsi.
Punto e basta.

antirazzisti solidali

Qui trovate la scansione del volantino

 

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