Francia – Diversione dello stato d’emergenza: un provvedimento contro i migranti

Traduzione da Passeurs d’hospitalités

833216-05-calaisAbbiamo già assistito all’utilizzo dello stato di emergenza per vietare le manifestazioni per il clima in occasione della COP 21 e arrestare gli attivisti ambientali sospettati di avervi partecipato.

Oggi lo stato di emergenza viene usato per aggravare la repressione contro i migranti di Calais.

La strada nazionale 216 (RN 216) è una circonvallazione a quattro corsie che costeggia Calais e conduce al porto. I migranti percorrono questa strada in una direzione o nell’altra per andare o tornare in posti diversi, o per recarsi in ospedale, evitando cosi il centro della città dove sono frequenti i controlli polizieschi su base etnica. Lungo questa strada i migranti provano anche, quando ci sono ingorghi, a salire sui camion. La baraccopoli dove le autorità hanno concentrato quasi tutti i migranti si trova proprio sotto la circonvallazione.

Il decreto del 1 ° dicembre 2015, redatto sotto lo stato di emergenza, reprime con 7.500 € di multa e sei mesi di reclusione il percorrere a piedi la RN 216 e il rifiuto di un controllo di identità, che può essere fatto in qualsiasi momento, senza la richiesta del pubblico ministero. Questa sottigliezza, relativa ai controlli d’identità che possono avvenire in qualsiasi momento, legalizza l’arresto delle persone senza documenti di identità, il che potrebbero portare alla loro collocazione in centri di detenzione, oltre alla possibilità di reclusione.

Notiamo per inciso che sotto lo stato di emergenza una decisione amministrativa del Prefetto può trasformare l’atto di camminare in un dato luogo in un crimine punibile con la reclusione.

E i parenti delle vittime degli attentati apprezzeranno l’espediente di un governo per il quale lo stato di emergenza è un modo per regolare i conti, un giorno con i cittadini in disaccordo con le sue politiche, un altro giorno con una popolazione che considera indesiderabile.

La cronaca degli ultimi giorni a Calais, da Calais Migrant Solidarity 

Questa settimana a Calais

Ecco un riassunto di alcune degli avvenimenti di “routine” accaduti nella jungle questa settimana. Sono cose che accadono sempre e ancora, dato che avvengono sempre, in qualche modo non diventano notizie degne di essere riportate, o diventano ripetitive come notizie. Le riportiamo qui qui perché non sono normali, anche se accadono ogni volta.

Dall’inizio della settimana la Gendarmeria ha cominciato a dislocare in permanenza furgoni e agenti sul tratto dell’autostrada che va da Marck al porto di Calais.

Martedì mattina sul presto alcune persone che vivono nella jungle hanno provocato un ingorgo sull’autostrada adiacente alla jungle: la polizia ha risposto con gas lacrimogeni e proiettili di gomma. I testimoni dicono che un ragazzo stava fuggendo dalla polizia quando è stato colpito da un proiettile di gomma nella parte posteriore della gamba e si ruppe la gamba. I suoi amici l’hanno portato fuori dalla jungle e sono stati presi di mira dalla polizia con gas lacrimogeni. Dopo aver chiamato un’ambulanza ed essersi sentiti rispondere che sarebbe stato meglio che lo avessero portato loro stessi in ospedale, hanno scoperto che un’ambulanza era ferma proprio dietro l’angolo. Un’altra persona è stata colpita alla bocca con un proiettile di gomma, perdendo numerosi denti.

Durante la giornata di martedi, la polizia antisommossa CRS ha effettuato un blocco stradale su una delle uscite dalla jungle. I veicoli in uscita dalla jungle sono stati fermati e i conducenti e tutti i passeggeri hanno dovuto esibire i documenti. Le auto sono state perquisite in cerca delle persone senza documenti.

Mercoledì scorso la gente dalla jungle ha provocato un ingorgo all’ingresso dell’ Eurotunnel. Molte centinaia di persone hanno attraversato la città per essere lì, e sono state spinte indietro da parte della polizia. Molti sono riusciti a passare attraverso i cordoni della polizia per raggiungere il presidio/ingorgo, e per alcune ore sono stati bersagliati con gas lacrimogeni.

Giovedi ad un attivista di Calais Migrant Solidarity è stata negata l’uscita dalla jungle: gli è stato detto ‘la giungla è chiusa oggi’.

Nel pomeriggio c’erano molte persone sull’autostrada nei pressi dell’Eurotunnel perchè si erano diffuse voci poi rilevatesi false di un ingorgo sul posto.

CVn9a2UUsAAYLjyUn adolescente proveniente dal Sudan – Youssef – è stato ucciso in autostrada. Quella notte, circa 100 persone hanno marciato verso l’ ospedale per pregare per il loro amico morto. Era arrivato nella jungle da soli 3 giorni, e nessuno sapeva niente di più su di lui se non che il suo nome era Youssef ed era dal Sudan.

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