Brindisi – Voci dal CIE di Restinco e presidio 8 agosto

riceviamo e diffondiamo

A seguito dell’ultima visita rumorosa ai detenuti del CIE di Brindisi, alcune testimonianze registrate dall’interno sull’attuale situazione del centro gestito dalla cooperativa Auxilium.

M., egiziano internato da 5 mesi, ci dice delle umilianti condizioni igieniche, che tendono a peggiorare con l’attuale affollamento estivo. Oltre alle proteste per i pasti forniti da Ladisa s.p.a., le lungaggini burocratiche, le minacce dell’isolamento e le derisioni degli operatori di Auxilium, M. ci spiega le fasi del suo trasferimento nel CIE da Milano a Brindisi: il blocco di polizia in strada, il trattenimento in questura per l’identificazione durato due giorni, il riuscito tentativo di resistenza al rimpatrio in un aeroporto di Milano e il viaggio in auto, con ammanettamento a braccia e gambe, verso Brindisi per 10 ore.
Ascolta la testimonianza.

V. , tunisino detenuto da un mese, ci ha parlato invece di come, spesso, il consumo del pranzo e della cena renda molti reclusi depressi e storditi. A detta sua, qualche sostanza viene probabilmente aggiunta nei pasti. Questo non sarebbe il primo caso in cui Ladisa s.p.a. mescola psicofarmaci nei pasti giornalieri per debilitare ed ammansire i detenuti. V. tiene a precisare sul ruolo degli operatori Auxilium, che alla stregua di secondini si occupano di vari compiti, dal controllo dei detenuti alla”spesa”, come per l’acquisto di sigarette o telefonini. Inoltre, V. è a conoscenza della rivolta avvenuta lo scorso dicembre nel CIE di Roma e di come siano rimasti attivi solo pochi CIE proprio attraverso le lotte dei reclusi ribelli.
Ascolta la testimonianza.

Di seguito l’appello per il presidio dell’8 agosto in solidarietà con i reclusi nel CIE di Brindisi-Restinco

Rompiamo l’isolamento

I CIE sono le prigioni per gli stranieri destinati all’espulsione dall’Italia. Sono parte integrante del sistema di controllo, selezione e gestione del flusso di migranti che attraversa l’Europa. Sistema che, rilasciando o negando un documento, decide chi può rimanere sul suolo europeo per ingrossare le fila degli sfruttati, e chi ne deve essere allontanato perché in sovrappiù. In pratica destinato a restarvi da clandestino, ancora più ricattabile e sfruttabile.

Dentro e fuori i CIE non sono mancate, negli anni, le lotte di chi vi è recluso e dei solidali che hanno ritenuto che contro tutto ciò vada presa una posizione: i CIE vanno abbattuti, per la libertà di tutti.

Uno fra i CIE attualmente in funzione è a Brindisi, isolato nelle campagne di contrada Restinco.

Nell’ultimo mese, dal suo interno, direttamente dai reclusi, sono giunte numerose testimonianze di violenze e abusi. Pare che chi protesta per le umilianti condizioni di detenzione – se le minacce non bastano a dissuaderlo – viene prelevato con la forza dalle guardie, portato in un cortiletto lontano dagli altri compagni di prigionia e pestato in gruppo.

Contro l’isolamento, contro ogni prigione, in solidarietà con gli immigrati reclusi:

 

Presidio al Cie di Brindisi-Restinco

 Lunedì 8 agosto ore 18.00

 (ore 16.00 appuntamento a Lecce, villa Matta occupata, via San Nicola 1)

 

Durante il Lecce HC Festival (5 e 6 agosto) ci ritaglieremo uno spazio per discutere e confrontarci su detenzione amministrativa, CIE, hotspot e lotta alle frontiere.

Alcuni nemici delle frontiere – Lecce

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