Barcellona – Cronaca della giornata di lotta contro la riapertura del CIE di Zona Franca

Traduzione da Barcelona Indymedia

Loro chiudono le frontiere

voi riaprite il CIE

noi blocchiamo tutto

ba1Lunedì, 11 luglio, alcun* solidali si sono riuniti in Zona Franca per una giornata di blocchi contro la riapertura del CIE, programmata da mesi da diversi collettivi anarchici e libertari.

La giornata è iniziata con alcuni blocchi stradali nella zona industriale, vicino al CIE, un nodo importante per il flusso di capitale della città. Dal Mercabarna si muovono molte delle merci che si vendono nei vari mercati cittadini. I/le solidali hanno steso alcune reti per tagliare il passaggio ai camion e hanno distribuito opuscoli ai camionisti in coda.

Dopo la manifestazione, si son moss* davanti al CIE, dove è stato letto un comunicato ed è continuato il blocco del traffico di camion per strada.

Verso le 12 la manifestazione ha raggiunto la metro dove son stati realizzati due blocchi della circolazione, uno nella stazione di Torrassa e l’altro in quella di Coll Blanc, entrambe sulla linea 9, la nuova linea della metro che unisce il centro cittadino all’aeroporto del Prat. Una linea costruita da poco per migliorare la mobilità dei turisti che ogni anno invadono e modificano la realtà sociale di Barcellona.

Un esempio in più che dimostra come le frontiere non siano uguali per tutt*. Mentre 40 milioni di turisti hanno visitato la città nel 2015, oltre 3000 persone sono state deportate contro la loro volontà nello stesso anno.

ba2Il flusso di capitale e di turismo sono una delle preoccupazioni principali dello stato. Le frontiere, ogni volta più fornite di tecnologie del controllo, vengono costantemente attaversate da beni di consumo e persone con un potere d’acquisto molto alto, mentre vengono chiuse per le persone che non hanno documenti per superarle. Dato che il flusso di merci e di turisti sono inversamente proporzionali al flusso di persone migranti, abbiamo deciso di bloccare il traffico della zona industriale e della metro in direzione aeroporto. Turismo e migrazione sono le due facce della mobilità in un sistema capitalista e neocoloniale in cui le frontiere si aprono o si chiudono secondo interessi economici e privilegi.

Se non passano le persone non passeranno merci né turismo!

Abbasso i muri!

Abbasso le frontiere!

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