Egitto – Nelle carceri la solidarietà è un’arma

Riceviamo e pubblichiamo.

sciopero-fameAlcune detenute del carcere di al-Qanater cominciano lo sciopero della fame in solidarietà con una compagna alla quale viene negato il diritto di ricevere la visita dei suoi figli. È solo l’ennesimo episodio di una lunga lista di soprusi e abusi che quotidianamente affliggono i/le detenut* delle carceri egiziane.

Numerosi sono i report delle organizzazioni dei diritti umani che parlano di torture e sevizie nelle 42 prigioni e 282 posti di detenzione (altre 16 prigioni sono state costruite o in costruzione), nonché di utilizzo di prigioni segrete e quartier generali dei servizi segreti.

Un membro della Commissione parlamentare dei Diritti Umani ultimamente ha riportato cifre ufficiali dell’Autorità delle Prigioni che parlano di 100.000 reclus* di cui il 10% sono detenut* politic*.

Gli ultimi dati sulla repressione del regime sono tuttavia agghiaccianti e danno il senso di quello che sta succedendo nel paese dalla presa del potere dei militari ( di seguito riportiamo solo alcune cifre che troverete nei dettagli qui ) :

– Decine di migliaia di detenut* tra cui 3200 bambin* sotto i 18 anni;

– 42 giornalisti arrestati nel solo 2015;

– 464 sparizioni forzate nel solo 2015;

– 915 casi accertati di tortura;

– 554 divieti di uscita dal paese dal 2013;

– 59 civili processati da tribunali militari, 38 condanne a morte.

Qui di seguito il comunicato n°1 delle detenute in sciopero della fame nel carcere femminile di al-Qanater .

#Sostieni-sciopero-Qanater #ادعم_اضراب_القناطر

Il sistema carcerario egiziano si basa sulla dottrina che “il carcere da solo non basta per vendicarsi dell’opposizione egiziana”. In effetti, il tempo passato in carcere, le sparizioni forzate e gli arresti non sono sufficienti a contrastare i movimenti che si oppongono al sistema, perciò continuano le umiliazioni delle detenute e dei detenuti che sono privati dei diritti umani basilari. La mancanza di sonno e di buon cibo sono solo alcune delle ritorsioni e delle molestie che avvengono nelle carceri egiziane che trasudano ingiustizia e oscurità. Dal carcere di AlAqrab a quello di AlAzouly, così come in tutti i luoghi di detenzione della polizia, “la dottrina” non cambia, soprattutto dopo il piano dello Stato di costruire nuove carceri per i giovani al posto delle abitazioni.

Tra queste carceri c’è Al-Qanater, il carcere generale femminile in Egitto, in cui si sono susseguiti svariati episodi che dimostrano la noncuranza nei riguardi delle vite delle detenute. Per esempio, la direzione carceraria non ha mosso un solo dito quando venne segnalata la presenza di serpenti nelle celle. Lo stesso dicasi per le restrizioni alle detenute politiche, il loro isolamento e il divieto di parlare con le altre detenute. Ultimo di una lunga lista è quello che è successo alla dott.ssa Basma, alla quale vengono negati tutti i diritti fondamentali e alla quale, ora, la sicurezza nazionale vieta di ricevere le visite dei familiari.

Per questo motivo Mahienour e un gruppo di recluse nella cella delle detenute politiche nel carcere di AlQanater hanno diffuso questo comunicato (n° 1):

Primo comunicato: #Detenute-politiche-AlQanater-scioperano #‏سياسيات_القناطر_مضربات

A causa di quanto le è successo, ossia il divieto di ricevere visite da parte della procura della sicurezza nazionale, la dott. Basma ha deciso di entrare in sciopero della fame, oramai da una settimana. L’amministrazione carceraria fino a ora non si è occupata del caso e per questo un gruppo di sue compagne ha deciso di iniziare uno sciopero della fame in solidarietà. Le detenute sono:

Mahienour Almassry

Rofauda Ibrahim

Alaa Alsayed

Asmaa Sayed Salah

Esraa Khaled

Rana Abdallah

Sara Abdallah

Nonostante le differenze politiche e le nostre diverse posizioni, non rinunciamo ai diritti di nessuna detenuta e per questo abbiamo deciso di iniziare uno sciopero della fame finché la dott.ssa Basma non otterrà i suoi basilari diritti umani di vedere i suoi figli.

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