Grecia – Lettera di rifugiat* LGBTQI+

Tradotto da Lgbtqi+ Refugees in Greece

letterAtene, Grecia: Siamo un gruppo di rifugiat* LGBTQI+ . Veniamo da differenti parti del Medio Oriente: alcun* di noi dall’Iraq, alcun* dalla Siria; altr* da Egitto, Yemen e Iran.

Siamo stat* in guerra dallo stesso momento in cui siamo nat*. E siamo stati in fuga  per la maggior parte del tempo delle nostre vite.

I nostri percorsi si sono incrociati in Turchia l’anno scorso, dove tutt* siamo giunt* con la speranza di trovare la pace. Sfortunatamente, come chiunque ha vissuto in Turchia potrà raccontarvi, la vita per una persona LGBTQI+ è un inferno. Ciascun* di noi ha avuto un amic* o conoscente ammazzato, maltrattato o aggredito in Turchia. Abbiamo passato mesi vivendo nella paura costante, prima di decidere di fuggire in Europa.

Il trauma di essere un* rifugiat* è universale; il trauma di essere un* rifugiat* gay, lesbica o trans ha le sue particolarità che raramente le persone prendono in considerazione.

Anche noi abbiamo visto le nostre case rase al suolo; anche noi abbiamo attraversato frontiere pericolose, saltato e tagliato le recinzioni, siamo salit* a bordo di barche fatiscenti e pagato migliaia ai trafficanti – il tutto in cerca di un posto da poter chiamare casa; un posto dove poter restare e sentirci salv*.

Ma, per la maggior parte dei nostri connazionali, la nostra stessa esistenza è un “harām” (ndt: proibito). Non abbiamo avuto una rete di supporto per anni perché, dal momento in cui abbiamo fatto coming out, le nostre famiglie hanno tagliato ogni legame con noi. Abbiamo tutt* sopportato le torture nei nostri paesi di origine. Siamo stat* imprigionat*, picchiat*, umiliat*, aggredit* nelle strade; abbiamo sopportato dolori tremendi quando abbiamo visto o sentito della morte di persone amate. Tutto perché appartenevano alla comunità LGBTQI+  e hanno avuto l’audacia di pensare che avrebbero potuto vivere la loro vita come volevano.

La violenza e l’ingiustizia che sperimentiamo ogni giorno vengono trascurate e raramente riportate alle autorità, che più spesso che no ci maltrattano e ci aggrediscono, conservando il pregiudizio, con atteggiamenti transfobici e omofobici contro di noi.

Non c’è uno spazio “sicuro” per un* rifugiat* LGBTQI+  in Medio Oriente.

Speravamo che l’Europa fosse differente.

Ci sbagliavamo.

In Grecia le autorità ci hanno aggredit* e maltrattat*; siamo stat* ingiustamente imprigionat*, Alcuni volontati delle ONG ci hanno allontanat*; nei campi siamo in pericolo in ogni singolo momento.

Siamo in pericolo a ogni passo sulla strada.

In questo stesso momento, ci sono molt* di noi che stanno vivendo in squallidi campi e hotspot sparsi nel paese; negli squat e negli appartamenti. Sappiamo che siete sol* e spaventat*. Sappiamo di molt* “ospit*” che non lasciano la loro casa per paura di essere stuprat*, attaccat* o aggredit* verbalmente per strada.

Ad ognun* di voi vorremmo dire: Per favore raggiungeteci. Non siete soli.

Sebbene a molt* di noi che firmiamo questa lettera ci sia stato concesso lo status di rifugiat*, cioè sebbene lo stato abbia ammesso formalmente che abbiamo il diritto di ricevere la protezione internazionale per le nostre identità, in quanto persone LGBTQI+ , ha mancato nel fornirci qualcosa di concreto, lasciandoci a cavarcela da sol*.

Come richiedenti asilo abbiamo il diritto all’alloggio, come rifugiat* riconosciut* non abbiamo diritto a niente. Ciò significa che, dato che la maggior parte di noi è povera, potremmo essere lasciat* senza casa in qualsiasi momento. E con una piccola speranza di trovare un lavoro, affrontiamo la dura realtà di morire letteralmente una morta lenta nell’ombra.

Nonostante siamo esaust*, noi vogliamo e, molto più importante, noi abbiamo bisogno di combattere questa realtà triste e pericolosa.

Oggi abbiamo bisogno della vostra solidarietà per aiutare i rifugi per migranti LGBTQI+: per quelli che non si sentono più sicur* nei loro alloggi assegnati.

Abbiamo bisogno della vostra solidarietà per aiutare rifugiat* LGBTQI+ ad avere cibo, vestiti, documenti legali.

E sopratutto, abbiamo bisogno della vostra solidarietà per mantenere alta l’attenzione.
Perché la gente sappia che siamo qui. Che esistiamo. Che lottiamo ogni giorno per sopravvivere.
Che stiamo cercando di costruirci un’esistenza dignitosa e in pace.

Rifugiat* LGBTQI+ di Atene
Il gruppo Rifugiat* LGBTQI+ di Atene
è supportato da LOA, Femin@tre, Notare 26, No Borders

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