Aggiornamenti da Cona e comunicato sul presidio solidale a Bologna

La protesta dei più di 1400 richiedenti asilo presenti nell’ex base militare di Cona, cominciata dopo la morte per mancanza di soccorsi di Sandrine Bakayoko il 2 gennaio, è proseguita nella giornata di martedi 3 gennaio. Dalla mattina i cancelli della struttura sono rimasti chiusi impedendo l’accesso ai furgoni che portavano la colazione. Nel pomeriggio un plotone di antisommossa ha riaperto i cancelli e la polizia ha tentato una mediazione, fallita, con le persone in protesta che hanno continuato così il rifiuto del cibo.

Il mattino successivo, 4 gennaio, un ampio schieramento di polizia e carabinieri, davanti alle telecamere di tv e giornali, ha proceduto al trasferimento di 100-150 persone: due bus dell’azienda “autonoleggi Causin” (affidataria diretta della Prefettura di Venezia già dal 2015 per il “trasporto di immigrati”) e alcuni furgoni si sono diretti verso l’ex CIE, ora HUB, di via Mattei a Bologna. Come ci segnalano alcuni/e solidali da Bologna alla mail hurriya (at) autistici.org, davanti all’hub si è tenuto un presidio che ha esposto uno striscione con scritto “Non siete soli/e, solidali con chi si rivolta”. Di seguito diffondiamo il loro comunicato.

Intanto il procuratore aggiunto della procura di Venezia che indaga sui fatti di Cona, riguardo alla morte di Sandrine afferma: “Quel filone sarà chiuso presto, perché è certo che la ragazza sia morta per un evento naturale, ed è certo che non ci siano stati né omissioni né ritardi nel soccorso”. Continuerà invece l’indagine contro i richiedenti asilo che hanno protestato e ancora una volta per giustificare la repressione di stato viene tirata addirittura in ballo la ridicola ipotesi di “infiltrazioni di tipo terroristico”.

Comunicato da Bologna sul presidio di oggi davanti l’hub di via Mattei.

Questa mattina dalle 9 un gruppo di solidali con i migranti dell’ HUB di Via Mattei si è ritrovato davanti alla struttura in attesa dell’arrivo previsto di 100 persone dal cpa di Cona (Venezia). La scorsa notte il 2 gennaio, in seguito alla morte di Sandrine, è scoppiata una rivolta sedata dopo diverse ore dall’intervento della polizia. Il Ministero ha quindi disposto il trasferimento di circa 100 persone all’HUB di Bologna da dove è stato previsto un ulteriore smistamento in altre strutture dell’ Emilia Romagna. Prima dell’arrivo dei pullman provenienti da Cona l’HUB ha provveduto a svuotare parte della struttura con pullmini della Croce Rossa di Rimini e della ditta Abbondanti Bus di Codigoro (Ferrara). Nel corso delle ore successive sono arrivati mezzi da ogni provincia della regione: bus della ditta TIL di Reggio Emilia, della Merli Tours di Piacenza, della Canelli di Castel Maggiore e della Croce Rossa di Parma. Dopo l’arrivo del primo autobus da Cona la Merli Tours ha effettuato un trasferimento di una ventina di migranti.

All’arrivo del primo autobus proveniente da Cona diversi solidali si sono concentrati davanti all’HUB, dando il via a un presidio con uno striscione che recitava “Non siete soli/e! Solidali con chi si rivolta”, rallentando parzialmente il traffico.

È evidente che il trasferimento disposto dal Ministro Minniti non è la soluzione, bensì uno strumento per potenziare il controllo all’interno dei centri. Ancora una volta, infatti, è a partire da un episodio tragico come la morte di Sandrine che i media puntano i riflettori sull’accoglienza e le istituzioni sbandierano soluzioni di facciata. Trasferimenti, deportazioni, abusi e violenze sono all’ordine del giorno anche quando le telecamere sono spente.

Perché nessuna soluzione è possibile nel sistema di accoglienza.

Un sistema che giorno dopo giorno da un lato genera lucrosi business per cooperative ed imprese private, dietro la facciata umanitaria, e dall’altro produce controllo sociale e limita la libertà di chi ha scelto di migrare.

Alle loro soluzioni possiamo rispondere solo con la nostra solidarietà a chi si ribella.

Anche se in poche/i oggi l’abbiamo fatto e continueremo a farlo.

Che la solidarietà si diffonda!

Alcune/i solidali

 

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