Francia – Minori migranti e solidali occupano tre edifici a Nantes

Traduzioni da: Nantes Révoltée

18 novembre. Requisizione popolare a Nantes: venite a sostenere l’occupazione

Questo pomeriggio è stata organizzata una manifestazione contro il razzismo e a sostegno dei minori stranieri non accompagnati, lasciati in strada dalle autorità pubbliche. Dalle 17, la vecchia scuola di Belle Arti, vuota da diversi mesi, è requisita per alloggiare i minori! Il luogo, immenso, fa parte dei luoghi liberi “da valorizzare”, secondo il Comune. È fatta! Venite a sostenere l’occupazione!

19 Novembre. Nantes: i socialisti sgomberano i minorenni e manganellano coloro che li sostengono

Ricapitoliamo. Decine di minori non accompagnati stranieri sono per strada a Nantes, con l’inverno in arrivo. Le autorità pubbliche sono nell’illegalità, perché hanno il dovere di ospitare minorenni privi di abitazioni, qualunque sia la loro origine.

Da mesi, un enorme edificio di diverse migliaia di metri quadrati, nel cuore di Nantes, è lasciato all’abbandono. Si tratta della vecchia scuola di Belle Arti, che appartiene al comune di Nantes. Le autorità non prevedono nulla per questo grande spazio, tanto che il municipio socialista, che osa parlare di “dialogo cittadino” in lunghi discorsi, ha lanciato un “invito a presentare progetti” per “reinventare il luogo”.

Così i giovani di Nantes hanno trovato un vero progetto per questo edificio vuoto: dare alloggio ai giovani che sono in strada. Sabato 18 novembre, dopo una manifestazione festosa e colorata, la vecchia scuola di Belle Arti è investita di buon umore. Senza effrazioni. Immediatamente, i letti sono sistemati, una mensa distribuisce pasti, si accende il riscaldamento – ancora funzionante -, si lanciano le discussioni per organizzare la vita del luogo. I politici di sinistra, abituati alle più perverse manipolazioni, giurano di non far sgomberare lo spazio. Una grande speranza nasce allora tra gli occupanti. La vecchia scuola avrebbe ripreso a vivere. I minori in strada sarebbero stati al sicuro per i prossimi mesi. Le innumerevoli sale avrebbero potuto ospitare varie attività di solidarietà. Cominciamo a sognare un luogo di rifugio nel cuore di Nantes.

Domenica 19 novembre. Mentre più nessuno si aspetta uno sgombero, e con gli eletti di sinistra che avevano persino annunciato una visita di cortesia, decine di furgoni della CRS (la polizia antisommossa) si dispongono intorno alla scuola. I CRS entrano nell’edificio. I giovani migranti scappano, vanno nel panico. Uno di loro, spaventato, ha una crisi, probabilmente epilessia, e deve essere portato in ospedale su una barella. Un altro, nel panico, salta giù dal palazzo e si fa male ai piedi. Quelli che restano, e i loro sostenitori, sono circondati per diverse ore dalla CRS, e poi fotografati.

Intorno all’edificio, la solidarietà si organizza. Quasi 200 persone di Nantes di tutte le età entrano in contatto con le file di CRS che sono intorno alla piazza, gridando slogan contro il razzismo e il municipio socialista. All’improvviso, senza motivo, i CRS si mettono a picchiare i manifestanti e arrestano una giovane donna. Un poliziotto rubicondo ne approfitta per colpire arbitrariamente, con un gran colpo di manganello, la testa di una manifestante. Il sangue scorre. Sarà ricoverata anche lei.

Verso le 17, la folla finisce per disperdersi, con la rabbia nel cuore. Le guardie vengono a controllare il luogo, e i muratori inviati dal comune murano l’ingresso dell’edificio. Nel frattempo, gli sgomberatori lanciano una propaganda mediatica per evitare la protesta. Johanna Rolland afferma che sbloccherà “dieci posti in emergenza”, e giustifica lo sgombero con pseudo argomenti sulla sicurezza. Quindi hanno mandato 3 persone all’ospedale e gettato 50 minori in strada per la loro sicurezza. Il cinismo del Partito Socialista è senza limiti. Possiamo anche interrogarci sulla nuova governance che sta attualmente prendendo piede. Ovunque, il potere prevede, per ogni resistenza, manifestazione, occupazione, persino per le azioni più pacifiche, una sola e identica risposta, unilaterale e senza appello: la violenza di stato più brutale.

È una grande delusione vedere un tale spazio essere sgomberato. È una grave ingiustizia in più vedere minorenni privati di un alloggio a portata di mano. Dove dormono stasera? E domani? E cosa ne sarà di questa vasta scuola di Belle Arti? Come può il municipio socialista continuare a parlare di “dialogo partecipativo” sul futuro di un simile posto?

Quello che è appena successo è molto grave. È un nuovo esempio della politica abietta condotta dal Partito Socialista a Nantes, a base di polizia e di telecamere ovunque, sgomberi sistematici e di “pulizie” per nascondere la miseria. Il centro città è vuoto. Rimangono sono solo le attrazioni sovvenzionate e i negozi di lusso. I socialisti stanno uccidendo ciò che ha sempre caratterizzato l’identità di Nantes!

Vi invitiamo a inviare parole dolci al sindaco di Nantes, Johanna Rolland, e al presidente del consiglio provinciale, Philippe Grosvalet, per dir loro tutto il bene che pensate della loro politica.

Nel frattempo…

22 novembre. Nantes: aule occupate all’università per ospitare minori stranieri non accompagnati.

Domenica 19 novembre, il municipio socialista ha sgomberato l’edificio dell’ex Scuola di Belle Arti, che era stata occupata e trasformata in un luogo di solidarietà e ospitalità per i minori stranieri.

Dalle 18 di questo mercoledì, 22 novembre, gli studenti di Nantes hanno deciso, dopo un’assemblea generale che ha riunito 200 persone, di occupare l’edificio Censive per ospitare i giovani gettati in strada dal municipio. Non abbassiamo la testa di fronte alla repressione: loro sgomberano, noi rioccupiamo!

23 novembre. Il comunicato degli/delle occupanti dell’Università di Nantes in lotta.

“Dalla sera del 22 novembre noi, studenti e studentesse, giovani immigratx e persone solidali, occupiamo sette stanze all’Università di Nantes.

Questa iniziativa segue l’occupazione e lo sgombero dell’ex Scuola di Belle Arti questo fine settimana, senza soluzioni concrete fornite dal governo. Sessanta giovani minori dormono ancora per strada, contrariamente a quanto afferma Philippe Grosvalet, il presidente del Consiglio provinciale. Nantes, città “amica dei bambini”, città socialista diretta da Johanna Rolland, non rispetta il diritto non proteggendo questi giovani e peggio, sgomberando gli squat creati per accoglierli e inviando alla polizia ad attaccarli.

Di fronte all’urgenza della situazione, occupiamo queste stanze per rispondere a questa esigenza di alloggio ma anche per rispondere al bisogno della città universitaria di creare spazi di solidarietà e condivisione tra studenti e giovani migranti. L’Università non è un luogo neutrale, di fronte alle politiche di selezione guidate dal governo, rivendichiamo un’università aperta a tuttx e anche un luogo di incontro per combattere l’isolamento e l’esclusione .

Da una settimana a Lione una sala conferenze è occupata per alloggiare minori migranti, vi invitiamo a incrementare le iniziative, manifestazioni e occupazioni, soprattutto nelle nostre facoltà, di prendere in mano un problema che ci riguarda tuttx.”

24 novembre. Università di Nantes: l’occupazione continua!

Un’intera ala al piano terra dell’edificio Censive, all’università di Nantes, è attualmente occupata da giovani immigrati e studenti. Il potere della solidarietà si incarna nelle donazioni che affluiscono nel campus. Ci sono quasi troppi cibi deperibili! I dormitori sono situati in diverse sale, altre servono come luogo di incontro, cucina o dispensa: in breve, la facoltà vive.

Ieri, 23 novembre, un’assemblea generale ha riunito un centinaio di persone in un’aula affollata. Sono stati evocati progetti creativi, il ruolo dei media è stato messo in discussione. E una nuova data di mobilitazione è stata fissata: sarà un appuntamento festoso e musicale, domenica pomeriggio, nel campus di Nantes. Durante la serata, i giovani migranti hanno preso la parola sul palco, al polo studentesco, dove aveva luogo un concerto.

26 novembre. Nantes: un castello requisito dagli studenti e dalle studentesse.

Sempre più forte: dopo la scuola di Belle Arti e un’ala dell’edificio Censive, nel campus, il bellissimo castello della Tertre è stato occupato da 200 persone per alloggiare i giovani migranti! Questo castello fu costruito da Gabriel Lauriol, armatore di Nantes che partecipò al commercio degli schiavi durante il XIX secolo.

La serata inizia con la musica, i tavoli sono stati sistemati per un banchetto. E questo è solo l’inizio. Venite a sostenere la lotta!

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