Egitto – Sciopero della fame e testimonianza dalla prigione di al-Aqrab

Dal 17 giugno scorso un centinaio di detenuti della sezione al-Aqrab2 del carcere di Tora sono in sciopero della fame. Protestano contro le condizioni inumane con cui vengono trattati e per il diritto a ricevere delle visite in maniera regolare.
Le autorità carcerarie hanno provato a costringere i detenuti a interrompere la protesta facendo ricorso a torture, elettroshock con il taser, sanzioni disciplinari, isolamento.

Qui di seguito la testimonianza di una persona che è stata reclusa in isolamento nella prigione di al-Aqrab:

“Lo sciopero della fame delle persone recluse nel carcere di al-Aqrab è molto importante.
Non riesco a definire cosa significhi uno sciopero della fame.
È il corpo che si distrugge lentamente, una tortura non definibile,
soprattutto se è una scelta autoderminata. Cioè, il cibo è davanti a te e lo rifiuti perché vorrebbe fermare un dolore più forte di quello dello sciopero, ossia la tortura psicologica permanente che subisci ogni giorno dentro.
La tortura di non ricevere colloqui, di mangiare il cibo del carcere che fa talmente schifo che nessuna persona può vivere di questi alimenti.
La tortura di stare in una cella in cui tutto è proibito, la radio, qualsiasi libro (anche il Corano), la carta e la penna.
L’obiettivo nel carcere di al-Aqrab è che la noia ti annienti.
Non puoi sapere cosa significa che la noia uccide.
Davvero, la noia uccide.
Durante la mia detenzione sono stato in isolamento per tre mesi oltre ai periodi punitivi da una settimana a dieci giorni.
Nei tre mesi di isolamento pensavo di impazzire.
Contavo le formiche che camminavo per terra e seguivo i loro spostamenti.
Ridevo e piangevo senza alcun motivo.
Mi ritrovavo a parlare da solo.
Parlavo con me stesso, poi mi chiedevo cosa stessi facendo e se avessi perso la testa.
Urlavo e cantavo per combattere la noia che altrimenti mi avrebbe ucciso.
Nella mia testa passavano i ricordi e una volta finiti non trovavo null’altro da fare.
In realtà non ero nel carcere di al-Aqrab 1, ma ero detenuto nel Aqrab 2 e ero riuscito a
nascondere una radio mentre entravo in carcere 😁.

Sai cosa vuol dire avere una radio dentro? I miei compagni di prigionia mi chiedevano in prestito la radio anche per un solo giorno.
Sapete cosa facevo per alleviare un po’ la situazione per tutti?
Quando entravo nella mia cella, ascoltavo Monte Carlo e la BBC e annotavo le notizie di tutto il mondo.
Il foglio con le notizie lo scrivevo varie volte per poterlo condividere il giorno seguente con più detenuti possibili.
Ovviamente il passaggio avveniva in modo indiretto così da non essere intercettato.
La radio era un tesoro.

Compravo una batteria della radio con due pacchetti di sigarette Cleopatra dai secondini e tutta la cricca dei corrotti.
Andavo a fare gli esami nel carcere Liman Torah e incontravo i detenuti di al-Aqrab1.
Cercavamo di fargli entrare alimenti e cioccolata per alleviare la loro detenzione, erano molto felici nel mangiare questo cibo. Anche se erano pasti semplici come riso e patate per loro erano piatti prelibati.

Sosteniamo i detenuti del carcere al-Aqrab

Sosteniamoli e parliamo delle loro condizioni detentive.
Ogni giorno è buono per smerdare gli abusi del regime e quello che fanno con loro.

Anche se ora non riusciamo a fare molto arriverà un giorno in cui la situazione cambierà e tutti questi al potere saranno giustiziati per crimini contro l’umanità”.

Libertà per tuttx,
fuoco alle galere!!!
#اضراب_العقرب2

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