Col passare delle ore emergono le responsabilità della Guardia Civil nella morte dei 13 migranti a Ceuta

Sale a 13 il bilancio dei morti dopo il tentativo dei migranti di entrare nell’enclave spagnola di Ceuta in Marocco.

Confermato l’uso di equipaggiamento anti-sommossa (gas lacrimogeni e proiettili di gomma) contro i migranti; la Guardia Civil nega di averli usati verso i migranti che si erano gettati in mare nel tentativo di raggiungere a nuoto le coste di Ceuta, tesi sostenuta invece da numerosi migranti superstiti.

Quel che è sicuro è che la frontiera continua ad uccidere.

fonti Kaosenlared (spagnolo) e LeMonde (francese)

Ceuta

 

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Calais. 2 migranti morti. La frontiera uccide

Un giovane migrante, di origine iraniana o irachena tra i 25 e i 30 anni, è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco nei pressi della zona industriale di Calais nella notte tra il 3 e il 4 febbraio.

fonte in francese

Nella notte del 30 gennaio un ragazzo di 17 anni, proveniente dall’Iran, è stato ucciso da un camion mentre cercava di raggiungere il confine con il Regno Unito. Quella notte, in tre avevano deciso di provare ad attraversare la frontiera nascondendosi all’interno di un camion. Dopo 15 minuti di tragitto, l’autista si è fermato in un parcheggio e ha intimato ai ragazzi di scendere immediatamente dal mezzo; i tre erano però nascosti sotto numerosi bancali e per riuscire ad uscire avevano bisogno di tempo. Nonostante questo, il camion è ripartito verso l’autostrada e uno dei tre ragazzi, nel tentativo di scendere, è caduto ed è stato investito da un altro camion in arrivo, uccidendolo sul colpo.

fonte MeltingPot

Bienvenue a Calais

Foto di Chiara Lau

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Perché bisogna chiudere i C.I.E.? Considerazioni sui CIE di Salvatore Ricciardi

Sul sito contromaelstrom.com (che vi consiglio di leggere regolarmente) alcune lucide considerazioni di Salvatore Ricciardi sui Cie di cui sposiamo in pieno l’appello finale:

Intensifichiamo la lotta contro i Cie, per la loro chiusura! Aboliamo tutte le galere!

Qui trovate l’articolo

 

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Bruxelles. Raid della polizia contro migranti provenienti dalla Guinea

Il 1 febbraio durante un raid della polizia in un caffè di Bruxelles 5 migranti provenienti dalla Guinea sono stati arrestati e portati in un centro di detenzione. 

fonte in francese

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Spettacolare evasione dal centro di detenzione amministrativa (CRA) di Mayotte

Tre immigrati reclusi nel centro di detenzione amministrativa (CRA) di Pamandzi-Mayotte, e in attesa di decreto di espulsione sono riusciti a scappare attraverso il circuito di ventilazione.

CRA de Pamandzi-Mayotte

fonte in francese

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Ponte Galeria – Il Cie si prepara all’accoglienza

pg2Dopo l’allagamento di alcune sezioni del Centro d’identificazione ed espulsione ed il conseguente trasferimento di alcuni detenuti da un’area all’altra della sezione maschile, da ieri scale e pennelli non passano inosservati ai ragazzi detenuti.

La curiosità è presto soddisfatta: sfugge la notizia di qualche parlamentare in arrivo per la prossima settimana.
Qualche pennellata ed il Cie, gestito dalla cooperativa Auxilium, sarà pronto ad accogliere la delegazione che, come in ogni luogo di detenzione, tra le promesse misericordiose nello scenario predisposto dall’ente gestore, rilascerà dichiarazioni alla stampa.

A quanto pare non verranno ripristinati i riscaldamenti e l’acqua calda dove mancano e non smetterà di piovere nelle altre gabbie.

Mentre il governo annuncia di voler riformare i luoghi di detenzione per migranti, mentre una mozione per la chiusura del Cie romano arriva sul tavolo della Regione Lazio, l’importante per la cooperativa Auxilium è non perdere la faccia e continuare a garantirsi la possibilità di gestire vecchi e nuovi campi d’internamento etnico.

Nel Cie di Ponte Gale­ria sono attualmente recluse 80 persone, 17 donne e 63 uomini.

I lager non si possono umanizzare, chiudiamoli.

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Tentano di entrare a Ceuta, almeno sette migranti morti in mare

Almeno 7 migranti, fra cui una donna, sono morti nel tentativo di arrivare a nuoto nell’enclave spagnola di Ceuta, nel nord del Marocco. Secondo le autorita’ locali, le vittime facevano parte di un gruppo di circa 200 migranti. Tredici di loro sono stati soccorsi e tratti in salvo, ma le operazioni sono ancora in corso.

fonte AFP in inglese

Ceuta e Melilla

Foto di Sara Prestianni

Altre fonti in francese: Le Monde20minutes

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Malta. Tre ufficiali del servizio di detenzione accusati di omicidio involontario di un migrante

Roderick Azzopardi, 29 di Zabbar, Aldo Simiana, 41 di Birkirkara e Carmela Camilleri, 55 di Zurrieq, sono stati accusati oggi dell’omicidio involontario del migrante nigeriano Ifeanyi Nwokaye nel 2011.

Azzopardi è un ex vice comandante del Servizio di detenzione, mentre Simiana e Camilleri sono ex ufficiali alla stessa unità.

Il 16 aprile, 2011 sei migranti fuggono dal centro ma due vengono fermati poco dopo. Uno di questi era il 29-year-old Ifeanyi Nwokaye. Secondo la versione degli altri migranti  il vice comandante di Roderick Azzopardi aveva picchiato il migrante durante il suo arresto.

Nonostante gli ordini permanenti  che lo impongono Nwokaye non è stato sottoposto a visita medica dopo la sua cattura.

Gli ufficiali Simiana e Camilleri sono stati accusati di non aver garantito il rispetto della procedura prima di mettere Nwokaye in isolamento (ancora in manette). Ifeanyi Nwokaye è morto per arresto cardiaco un’ora dopo essere stato lasciato sul pavimento della cella di isolamento.

fonte in inglese

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Malta. La costruzione di centri di detenzione per migranti esentata dalle norme urbanistiche

La politicmaltaa di Malta che prevede la detenzione obbligatoria per gli immigrati irregolari per un periodo massimo di 18 mesi si traduce concretamente nel sovraffollamento delle strutture di detenzione ogni volta che il paese si trova di fronte da un afflusso crescente di migranti

Il governo di Malta sembra aver trovato un modo per affrontare le “emergenze”; secondo le nuove regole, il ministro degli affari interni potrà dichiarare che uno sviluppo correlato a questioni di migrazione “è urgentemente necessario per cause umanitarie, per la sicurezza o altri motivi rilevanti”, consentendo quindi all’esercito di aggirare la normativa urbanistica di pianificazione e procedere con i lavori di costruzione.

fonte in inglese

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Uscito un nuovo report sui CIE e la “Direttiva Rimpatri”: At the limen

Chiudere i Cie

foto di R. Lulli 

Gravi carenze riguardo all’applicazione della direttiva rimpatri in Spagna, in Italia e a Cipro.  Condizioni inumane e illegittime in cui si trovano i migranti durante il trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione (CIE).

Borderline-europe, in cooperazione con le organizzazioni KISA a Cipro, Borderline Sicilia in Italia e Mugak e Andalucía Acoge in Spagna, ha condotto una ricerca sul campo riguardante l’applicazione della cosiddetta direttiva rimpatri (2008/115/CE).

I tre paesi oggetto della ricerca sono stati criticati per la violazione della Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo e della direttiva rimpatri per quanto riguarda le condizioni di detenzione dei migranti in attesa di espulsione.
In particolare è stata riscontrato:
– Il trattenimento diventa la norma; la detenzione come ultima ratio, così come previsto dai considerando della direttiva, non è considerata;
– I migranti sono privati della libertà anche quando il loro rimpatrio non risulta effettivamente possibile a causa della mancata collaborazione con le autorità diplomatiche con i paesi di provenienza;
– In alcuni paesi vengono trattenuti anche minori e persone particolarmente vulnerabili;
– Assenza di effettiva tutela legale;
– Assenza Carenza di tutela socio-sanitaria, restrizioni nell’accesso ai servizi;
– Assenza o carenza di informazioni fornite ai migranti trattenuti: spesso sono ignorate le ragioni del trattenimento;
– Criminalizzazione dei migranti: spesso trattenimento e detenzione come sanzione penale sono confuse, in alcuni casi le strutture per la detenzione “amministrativa” e quella “penale” sono le stesse e in altri casi migranti “irregolari” e persone in attesa di giudizio penale vengono trattenute negli stessi ambienti. Continua a leggere

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