Torino – Lettera di Antonio dal carcere delle Vallette

fonte: macerie

Ecco qua una lettera scritta da Antonio, arrivata una manciata di giorni fa dal carcere, prima che il Tribunale del Riesame modificasse le misure.

“Vallette, 05 agosto 2017

Ed eccoci di nuovo qui, nelle celle di un carcere.

Siamo accusati nuovamente di esserci messi “in mezzo”, di aver tentato d’impedire l’ennesimo rastrellamento d’immigrati nel quartiere in cui viviamo.

Bloccare una retata è un obiettivo molto arduo e le forze dell’ordine, ormai, si presentano in tenuta anti-sommossa, a cavallo addirittura, come successo a Milano, e svolgono una vera e propria operazione militare.

Solidarizzare con in fermati e rendere “visibile” il rastrellamento sono, ahimè, il magro risultato che si riesce ad ottenere.

Può sicuramente sembrare strano sentir parlare di “visibilizzazione” di un evento enorme come una retata della polizia nel pieno centro di un quartiere, un contesto in cui volanti, camionette, celere con caschi e manganelli non passano certo inosservati.

Ed è proprio questo il punto. In questi tempi bui, i militari armati fino ai denti che passeggiano nelle nostre strade e i rastrellamenti su base etnica che tanto hanno fatto inorridire la democrazia del dopo guerra, sono le consuetudini della vita di tutti i giorni. La normalità, si sa, è fatta di barbarie. Continua a leggere

Pubblicato in General | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Torino – Lettera di Antonio dal carcere delle Vallette

Torino – Le parole di una persona imputata per i fatti del 6 aprile

fonte: macerie

“Avremmo voluto scacciare la polizia dal quartiere con bottiglie e blocchi stradali. Avremmo voluto impedire una delle sempre più frequenti retate contro i “sans papiers” a Torino. Saremmo stati felici di sabotare un controllo di documenti (sempre mascherato e venduto come azione antidroga) con lanci di pietre. Non ci sarebbe dispiaciuto che due poliziotti si ferissero davvero: avrebbero capito, forse, che la loro violenza continua ogni tanto trova la risposta rabbiosa di chi è stanco di questa militarizzazione.

Ci accusano di “aver aggredito un gruppo di agenti impegnati in un servizio antispaccio”. Ci accusano di avergli lanciato contro pietre, bottiglie e “tutto ciò che gli capitava sotto mano”. Ci accusano di danneggiamento, resistenza aggravata in concorso, di essere arrivati in massa e aver aggredito gli sbirri mentre tranquillamente identificavano dei ragazzi nigeriani.
Ora cinque persone sono state messe agli arresti domiciliari dal Tribunale del Riesame, non senza essere passate prima dalle patrie galere. Su altre due grava ancora un divieto di dimora. “Misure cautelari”. Siamo “persone pericolose”.

Queste parole non sono per difendersi dalle accuse false dei PM, della Digos e dei giornali. È normale che la Magistratura e i Tribunali lavorino a pieno ritmo per reprimere ogni forma di dissenso che cerchi di ostacolare le loro forme di potere e di controllo. È normale che i giornali riportino ciò che PM e Digos di turno hanno inventato, anche se si tratta di diffamazione pura in quanto primo le cose non sono andate così, e secondo nessuna sentenza né giudizio è ancora stata emessa. Ma per mostrare una volta di più le assurdità e le contraddizioni evidenti di questo sistema che chiamano Giustizia. Continua a leggere

Pubblicato in General | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Torino – Le parole di una persona imputata per i fatti del 6 aprile

San Ferdinando – Comunicato degli/delle abitanti della tendopoli sulla giornata del 18 agosto

fonte: comitato lavoratori delle campagne

Ieri, 18 agosto, dentro la tendopoli abbiamo aspettato l’arrivo di polizia e istituzioni in modo pacifico e molto determinato. La sera prima, in un’assemblea insieme anche ai solidali di diverse parti d’Italia, avevamo scelto i nostri portavoce per esporre ancora una volta le nostre richieste. Prima di tutto l’accesso ai documenti per tutti e tutte (permesso di soggiorno, residenza e passaporto), poiché senza non è possibile fare niente! Solo i documenti ci rendono felici!
Le altre nostre richieste riguardavano il cambio delle regole nella gestione della nuova tendopoli: la possibilità di cucinare, no orari per entrare e uscire, no a telecamere e recinzioni!
Vogliamo avere il controllo della nostra vita!
Sono anni che viviamo in questo paese! Siamo qui per lavorare, ma non ci sono i contratti e le giuste paghe!
Le istituzioni davanti a queste chiare e dirette richieste hanno detto no ancora una volta. Hanno detto che loro non possono fare nulla e non possono cambiare le regole! Ma sappiamo che questo non è vero!
Ieri, tante associazioni, la CGIL, l’USB e la Caritas hanno iniziato a fare pressione: “andate nella nuova tendopoli e cambiamo le cose una volta dentro”, “non vi preoccupate che dopo cambiamo le cose!” Mentre le istituzioni hanno proposto delle piccole modifiche per convincerci, come la possibilità di cucinare da soli in una cucina collettiva (per 550 persone!).
Dopo aver esposto le nostre intenzioni abbiamo detto alle istituzioni che sarebbero dovute tornare con altre proposte. Quindi a quel punto l’incontro ufficiale è finito e grazie alla nostra determinazione abbiamo ottenuto un buon risultato!
A questo punto istituzioni e associazioni hanno intercettato piccoli gruppi di persone facendo ancora false promesse. Addirittura alcune associazioni hanno offerto dei soldi (10/20 euro) alle persone per convincerli ad andare nella nuova tendopoli. Nello stesso momento è stata tolta l’acqua nella tendopoli dove viviamo.
Sappiamo bene che da subito la nuova tendopoli avrà molti problemi, sia perchè non funziona sia perchè già da adesso tanta gente sta ritornando dalla provincia di Foggia e dalla provincia di Cuneo.
La nostra lotta non si ferma qui. Andiamo avanti giorno per giorno e il 30 agosto saremo a Roma per un incontro con il Ministero dell’Interno.

Gli e le abitanti della tendopoli.

Pubblicato in dalle Frontiere | Contrassegnato , , , , , , | Commenti disabilitati su San Ferdinando – Comunicato degli/delle abitanti della tendopoli sulla giornata del 18 agosto

Rosarno / San Ferdinando – Appello a tutte le persone sfruttate e arrabbiate: il 18 agosto tutti/e contro lo sgombero della tendopoli [Ita – Fr – Eng]

fonte: Campagne in Lotta

APPELLO A TUTTE LE PERSONE SFRUTTATE E ARRABBIATE: IL 18 AGOSTO TUTTI E TUTTE A SAN FERDINANDO CONTRO LO SGOMBERO DELLA TENDOPOLI!

Siamo gli abitanti e le abitanti della tendopoli di San Ferdinando (Reggio Calabria) e vogliamo lanciare un appello a tutta Italia. Questo è un grido di rabbia e dolore contro l’ennessima violenza dello Stato e delle istituzioni nei nostri confronti!
Sono tanti anni che alziamo la testa per chiedere quello che ci spetta, come ognuno di voi fa ogni giorno. Ma l’unica risposta che abbiamo avuto fino ad oggi è stata violenza, controlli e l’isolamento dentro baracche e tende.
Infatti qui a San Ferdinando lo Stato per la terza volta ha costruito una nuova tendopoli del costo (iniziale) di 625.000 euro!!!! E prevede di spenderne altri 400.000 euro ogni anno per la gestione!!!! Ma questi soldi potevano essere usati in modo diverso, per tutti quelli che vivono in questo territorio, italiani e immigrati! Invece lo Stato ha preferito destinarli tutti ad un unico scopo: rinchiudere 550 persone di una prigione!
Non vogliamo più vivere nelle tende, controllati dalle telecamere, con un sistema identificativo per entrare e per uscire e con orari di chiusura e apertura! Inoltre non possiamo neanche cucinare, né decidere quando, come e cosa mangiare, perché all’interno del campo ci sarà una mensa a pagamento, 1,50 euro per ogni pasto!
Siamo stanchi e arrabbiati perchè non veniamo ascoltati e riceviamo solo violenza, razzismo e silenzio! Qui lo Stato il 9 giugno 2016 ha già ammazzato un nostro fratello, Sekine Traore, e adesso se non ce ne andiamo che faranno? Ci ammazzeranno perchè ci rifiutiamo di andare a vivere nell’ennesima prigione?
Il 18 agosto inizierà lo sgombero della tendopoli dove viviamo, che sappiamo bene essere un posto orribile, e la conseguente deportazione nel nuovo campo. Ma finchè non ci saranno delle soluzioni reali e le nostre richieste non verranno ascoltate noi da qui non ce ne andiamo!
Con questo appello vi chiediamo di raggiungerci qui a San Ferdinando, per sostenerci e resistere insieme!
Gli e le abitanti della tendopoli di San Ferdinando.

A TOUTES LES PERSONNES EXPLOITÉS ET ENRAGÉS: LE 18 AOÛT TOUS ET TOUTES A SAN FERDINANDO CONTRE L’EXPULSION DU CAMP! Continua a leggere

Pubblicato in Appuntamenti, dalle Frontiere | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Rosarno / San Ferdinando – Appello a tutte le persone sfruttate e arrabbiate: il 18 agosto tutti/e contro lo sgombero della tendopoli [Ita – Fr – Eng]

Sicignano degli Alburni – Sulla condizione dei migranti e le proteste nel centro accoglienza

fonte: la piega

Centro di accoglienza a Sicignano degli Alburni: rompiamo l’isolamento, documenti per tutti

Percorrendo l’autostrada Salerno-Reggio, in un giorno segnato dal terribile caldo umido di agosto, abbiamo raggiunto Sicignano degli Alburni per renderci conto di persona delle condizioni dei 35 migranti che da mesi risiedono nel centro di accoglienza nel comune salernitano, frazione Galdo. Siamo stati spinti a cercare questo incontro dal fatto che ormai più volte, negli ultimi mesi, queste persone stanno mettendo in campo una serie di atti di protesta per reclamare documenti, una migliore condizione di vita e l’uscita dall’isolamento.

Arrivati sul posto infatti la prima cosa che colpisce è proprio la sensazione di isolamento: il centro di accoglienza è lontano 8 km dal centro abitato di Sicignano ed è, come ci ha detto un migrante, “in the middle of the forrest”. Il “centro” in realtà sarebbero due capannoni prefabbricati in lamiera (immaginiamo come si possa stare in questi giorni di calura là dentro…), uno per la mensa e uno per i letti. Un gruppo di musulmani è costretto a pregare fuori sul cemento, nel frattempo un altro migrante si bagna con una pompa messa fuori sempre alla buona. La cucina è ripetitiva e non sempre tiene conto dell’alimentazione a cui sono abituate le differenti persone, che vengono da vari paesi africani e asiatici. Il centro di Sicignano fa parte del circuito ufficiale dell’accoglienza: i finanziamenti ci sono ma, considerando la situazione e le innumerevoli proteste, nascono forti dubbi riguardo il loro utilizzo e il rispetto di tutti gli obblighi cui sono tenuti i gestori di queste strutture. L’atmosfera di tensione era comunque palpabile, anche rispetto agli effetti della recente protesta: c’è chi è ormai da nove mesi in Italia e non ha ottenuto ancora risposte e vorrebbe costruirsi una vita in autonomia, non essere recluso in un prefabbricato in una frazione di un piccolo paese senza possibilità alcuna di migliorare la propria condizione. Inoltre, a seguito di tale protesta,10 migranti tra quelli coinvolti sono stati denunciati, con la conseguente espulsione dal centro accoglienza e dunque l’impossibilità di ottenere il diritto d’asilo, tornando così in una situazione di irregolarità che mette ancora più a rischio le loro esistenze. Continua a leggere

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , , , , | Commenti disabilitati su Sicignano degli Alburni – Sulla condizione dei migranti e le proteste nel centro accoglienza

Torino – Cinque arresti e due divieti di dimora per l’opposizione a una retata

fonte: macerie

Il caldo agostino non è l’unico a rendere soffocante l’aria. Dopo gli arresti di ieri a Firenze, Roma e Lecce,  la mannaia estiva è arrivata anche a Torino: Digos e celerini si sono presentati stamane poco dopo le 6 h all’occupazione di corso Giulio Cesare 45 e in alcuni appartamenti privati per effettuare cinque arresti e notificare due divieti di dimora.

I compagni che vivono nello stabile occupato sono saliti sul tetto e là sotto si è formato un gruppo di sostegno, anche perché nell’immediato non era ben chiaro il motivo dell’operazione. Poco dopo sono arrivati anche i mezzi dei vigili del fuoco a coadiuvare l’azione poliziesca e in virtù di questo hanno ricevuto i giusti insulti. Il loro meschino lavoro di monitoraggio dei compagni sul tetto è durato però poco, fintantoché, compreso che non si trattava dello sgombero, Lorenzo – l’unico in casa a cui era destinato l’arresto – non è sceso.

Notizie più precise sono arrivate tuttavia dalle case in cui Cam, Fran e Antonio stavano già scontato gli arresti domiciliari per altro procedimento, e ahinoi torneranno in carcere per quest’ultimo; a loro si aggiunge anche Beppe, mentre per altre due compagne è stato comminato il divieto di dimora a Torino e provincia.

Le carte tribunalizie, con l’ipotesi accusatoria del consueto Pm Rinaudo e la firma siglante del giudice Agostino Pasquariello, motivano le misure cautelari con l’opposizione a una retata nel 6 aprile scorso ai giardini Ex-Gft e imputano ai compagni i reati di resistenza aggravata, concorso per un fatto compiuto in più di dieci persone, violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.

In attesa di capire in che patria galera verranno rinchiusi, c’è un appuntamento per domani: ci vediamo alle 21 h ai Giardini del Toro in via Alimonda per parlare degli arresti e delle continue retate che avvengono per le vie là attorno, retate alle quali come i nostri compagni continueremo a opporci.

macerie @ Agosto 4, 2017

 

Inoltre qui una corrispondenza di questa mattina e di seguito gli indirizzi per scrivere ai 5 compagnx in carcere:

Lorenzo Salvato

Antonio Rizzo

Camille Casteran

Giuseppe De Salvatore

Francesco Javier Tosina Esteban

CC Lorusso e Cotugno Via Maria Adelaide Aglietta, 35, 10149 Torino TO

 

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su Torino – Cinque arresti e due divieti di dimora per l’opposizione a una retata

Lecce – 7 agosto – Iniziativa @ LA CAURA contro lager, frontiere e espulsioni

LUNEDÌ 7 AGOSTO
H 19.00 APERITIVO
H 21.00 PROIEZIONE DI “TERRAFERMA”
(DI ROBERTO CRIALESE – 2011)

Frontiere aperte alle merci e chiuse agli esseri umani, che troppo spesso affogano in mare: è questo il senso della “nostra” politica economica.
E così, mentre continuano i naufragi, mentre migliaia di uomini e donne sono costretti all’erranza forzata, in fuga dai loro paesi devastati dalle guerre, dai disastri ambientali e dalla miseria, l’Europa erige barriere per contenere, controllare e selezionare questo flusso di indesiderati.
Basta lager per stranieri, frontiere, espulsioni.
Libertà per tutti e tutte.
LA CAURA, Roca Vecchia (Lecce),
Zona archeologica (Litoranea San Foca – Torre dell’Orso)

Sfacciati sul mare

Abbiamo reso disponibile uno spazio sulla litoranea di Roca Vecchia (Lecce).
Ci sarà un punto informativo e di documentazione in cui confrontarsi con dibattiti, presentazioni e proiezioni sulle questioni che più ci stanno a cuore. Si parlerà di nocività, di lotte contro lo sfruttamento, contro le diverse facce della reclusione e della repressione, contro la ferocia agita verso chi arriva qui provenendo dai paesi “sbagliati”.
C’è molto interesse per quanto sta accadendo in questo territorio, per capire quale nuova opera nociva e devastante vogliono costruire calpestando persone e ambiente naturale, per la lotta contro il nuovo mostro Tap che ha già avuto momenti molto intensi e che richiederà forza nella durata.
Lo spazio servirà per ospitare chi, arrivando da luoghi distanti, fosse interessato a conoscere e a autorganizzarsi per l’opposizione al Tap. Abbiamo scelto di farlo senza dover soggiacere ai costi e alle regole del mercato del turismo. Servirà per socializzare con chi già lo conosceva e utilizzava da tempo.

Pubblicato in Appuntamenti | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su Lecce – 7 agosto – Iniziativa @ LA CAURA contro lager, frontiere e espulsioni

San Ferdinando – L’autorganizzazione degli abitanti della tendopoli fa vacillare il potere

Diffondiamo l’ultimo aggiornamento dalla tendopoli di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, dove centinaia di persone sono in mobilitazione per evitare lo sgombero.
Invitiamo a supportare questa lotta e a essere presenti sul posto per rompere l’isolamento che le autorità vorrebbero imporre agli/alle abitanti della tendopoli.

Fonte: Campagne in lotta.

L’AUTORGANIZZAZIONE FA VACILLARE IL POTERE

In questi giorni gli e le abitanti della tendopoli di San Ferdinando hanno continuato a confrontarsi e ad organizzarsi in vista del proclamato sgombero, rispetto al quale hanno tutti e tutte le idee molto chiare. “Meglio uniti e liberi di muoversi in un posto come questo, che divisi in una prigione!” La loro determinazione non si è mai fermata, nonostante le devastanti condizioni di miseria e marginalizzazione in cui sono costretti a vivere, né tanto meno davanti alla militarizzazione del territorio, data dalla costante presenza di volanti e camionette delle forze dell’ordine e dai continui controlli che vengono fatti intorno all’area delle due tendopoli e della stazione di Rosarno.

La nuova tendopoli

Dopo la laconica conferenza stampa tenutasi lunedì scorso di fronte all’ingresso del nuovo campo, dove il Prefetto ha esordito dicendo che “sarà come vivere in un albergo!”, gli abitanti dell’insediamento hanno deciso di mettere per iscritto le loro richieste, inviandole, ancora una volta, al Ministero dell’Interno, Prefettura e Questura di Reggio Calabria e al Comune di San Ferdinando.

Ieri la stessa determinazione e unità gli ha permesso di evitare di essere nuovamente strumentalizzati da istituzioni, sindacati e associazioni che gli hanno proposto incontri con piccole delegazioni nei palazzi del potere per spiegare i termini dello sgombero. Si sono opposti con fermezza e ieri sera alle 7 una delegazione di spauriti rappresentati dello Stato, scortati e protetti da un folto gruppo di forze dell’ordine, è stata costretta a incontrarli a casa loro.

Planimetria del nuovo campo

Qui le persone non hanno lasciato spazio a nessun tentativo di mediazione nel raccontare le meraviglie del nuovo campo. E nonostante la grande diversità di vissuti e prospettive, hanno spiegato a gran voce che nel nuovo campo di Stato non ci vogliono andare, “Non siamo bambini! Non vogliamo essere controllati nelle nostre vite!” Hanno ribadito ancora una volta, come già avvenuto nel corso di quest’anno, che le loro esigenze sono altre. Vogliono i documenti, per poter scegliere dove vivere, e non vogliono essere prigionieri degli interminabili tempi d’attesa per il rilascio del permesso di soggiorno, dati i quotidiani abusi da parte della Questura. Vogliono poter lavorare in modo regolare, in campagna come altrove, e con la certezza di ricevere una paga. Vogliono insomma aver il controllo delle proprie vite, senza essere condannati allo sfruttamento e all’isolamento. E questo ennesimo campo di Stato, con il suo avanzato sistema di controllo (telecamere, badge identificavi, riconoscimento in entrata e uscita tramite le impronte digitali e foto segnalamento) non è sicuramente la risposta giusta.

Dispositivo di accesso alla nuova tendopoli, con badge e rilevamento delle impronte digitali

Ieri sera la Prefettura e la Questura forse per la prima volta hanno toccato con mano la chiara e unanime volontà degli abitanti della tendopoli a voler resistere allo sgombero e alla deportazione. Dimostrando, prima di tutto a loro stessi, che uniti possono cambiare il corso degli eventi.
E adesso come si comporterà l’apparato statale? Quali modalità metteranno in campo per portare a termine il loro folle progetto? Visto anche che, sempre durante la conferenza stampa, il Prefetto ha esplicitato che non verrà impiegato l’utilizzo della forza per allontanare le persone? Oppure adotteranno le stesse spietate modalità che lo scorso marzo in Puglia hanno portato alla morte di Mamadou e Noumou durante lo sgombero del Ghetto di Rignano?
Noi restiamo vigli e in ascolto, vicino agli abitanti della tendopoli di San Ferdinando che hanno deciso di resistere all’ennesima violenza da parte dello Stato!

DA ROSARNO A FOGGIA BASTA CAMPI!

CASE TRASPORTI, DOCUMENTI E CONTRATTI PER CHI VIVE NELLE CAMPAGNE!
WE STILL NEED YES!

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su San Ferdinando – L’autorganizzazione degli abitanti della tendopoli fa vacillare il potere

Manifesto – Nella tua città c’è un lager

riceviamo e diffondiamo

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Manifesto – Nella tua città c’è un lager

Roma – 21 luglio iniziativa contro daspo urbano, ordinanze e repressione

riceviamo e pubblichiamo

Il primo block party a Piazza dei Mirti del 29 giugno ha visto molte persone del quartiere divertirsi, mangiare, bere e ballare senza guardie attorno che ti controllano le bollicine nel bicchiere, in uno spazio autogestito in cui nessuna si sentisse a disagio o “in pericolo”, a conferma che della sicurezza dello stato, fatta di mitra spianati, arresti, stupri e violente retate possiamo e vogliamo fare a meno.
Se non bastassero le leggi Minniti-Orlando a rendere le città in cui viviamo ingabbiate nel terrore, poche settimane fa è entrata in vigore l’ordinanza comunale anti-movida, che vuole impedire di fatto a tutti e tutte noi di passare l’estate per le strade, costringendoci a bere e mangiare soltanto nelle 4 mura di un locale “cool”, possibilmente senza fare troppo rumore.
Anche Centocelle rientra tra i quartieri colpiti da tale ordinanza, il che comporterà centinaia di controlli, guardie fuori dai bar e nelle piazze a spiarci per controllare che non stiamo bevendo dalle bottiglie o nei bicchieri di vetro dopo le 22 e fino alle 7 del mattino. Da mezzanotte all’alba invece sarà vietato bere alcol in assoluto, altrimenti la guardia di turno vi trasformerà in una grandissima multa da 150 euro.

Contro tutto questo, venerdì 21 luglio vogliamo riprenderci quella stessa piazza per ripetere a gran voce che tutte le leggi contro il degrado, le ordinanze, il daspo e i fogli di via distribuiti a destra e manca a ogni persona considerata “indecorosa” e nemica del potere non ci impediranno di stare in strada, di vivere le piazze dei quartieri che abitiamo, di goderci la nostra socialità e continuare a lottare contro tutto ciò che ci fa schifo: il razzismo, il fascismo, il sessismo e le guardie.

Abbiamo scelto questa volta di dedicare la serata alla rivoluzione in Egitto, parlare di quello che sta succedendo lì e di tutte quelle persone, compagne e compagni, impegnate in una grande lotta contro la repressione di un regime che ogni giorno arresta, uccide e fa scomparire centinaia di persone.
Lo faremo presentando il film #HammamSokhn #Bagno_caldo , totalmente autoprodotto, della regista e compagna Manal Khaled, che dal 2011 sta lavorando alla sua realizzazione.
Il film racconta alcune storie di donne egiziane in un momento molto particolare, dove milioni di persone riempivano le strade.
Durante la rivoluzione, queste donne si sono ritrovate in posti chiusi per scappare dalla polizia, con persone che non conoscevano; in quei momenti così tesi cadevano i pregiudizi e si creava solidarietà tra le persone.
L’idea è di diffondere e di rendere il più partecipativo questo progetto che dal 2011 ha visto il lavoro di compagnx e amicx che credono in quella che è stata la rivoluzione egiziana e ancor di più oggi che il regime attua una stretta repressiva che quotidianamente aumenta.

nemiche e nemici delle frontiere

 

Pubblicato in Appuntamenti | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Roma – 21 luglio iniziativa contro daspo urbano, ordinanze e repressione