Germania, Austria e Italia lanciano “controlli trilaterali” per affrontare “il crescente numero di rifugiati”

Traduzione da: Statewatch

tumblr_ne4o8uutnI1qcrg73o1_500Il 13 novembre il Ministero degli Interni tedesco ha annunciato l’inizio di quello che è definito “il pattugliamento trilaterale” : pattuglie di polizia nelle zone di frontiera che coinvolgono agenti provenienti da Germania, Austria e Italia. L’operazione “potenzierà in maniera significativa” i controlli, soprattutto sui treni. Thomas de Maizière, ministro federale degli Interni tedesco, ha dichiarato: “In vista del crescente numero di rifugiati è necessaria e urgente una forte azione contro la migrazione illegale” [1]
Le nuove misure sono state pubblicizzate col termine  “trilaterali”, tuttavia sembra che i controlli si svolgeranno principalmente  sul territorio italiano. Joachim Hermann, il ministro degli Interni della Baviera – lo Stato tedesco più vicino al confine italiano – ha detto: “Il nostro obiettivo è quello di fermare, in Italia, i richiedenti asilo che viaggiano sui treni”. [2] Il comunicato stampa ufficiale del suo ministero afferma che è “giunto il momento” che “il governo italiano si concentri sul flusso dei richiedenti asilo”. [3]
Hermann, riferendosi alle preoccupazioni che l’Italia non riesca a soddisfare i suoi obblighi ai sensi del regolamento di Dublino ( in base al quale il primo paese europeo di arrivo dei rifugiati deve assumersi la responsabilità della loro loro domanda di asilo )-  ha sollevato lo spettro di minacce alla sicurezza: “Questo [movimento di persone provenienti dall’Italia e dirette in Germania] non riguarda soltanto la fornitura di alloggi disponibili per i richiedenti asilo in Baviera, ma solleva anche problemi di sicurezza interna, dal momento che criminali e terroristi potrebbero essere tra i richiedenti asilo.” [4]
Hermann è un membro del partito conservatore cristiano-sociale (CSU), che da tempo esprime preoccupazione per il modo in cui l’Italia ha affrontato le migrazioni dal Nord Africa. Quando un notevole numero di immigrati ha cominciato ad arrivare sulle coste dell’Unione europea, durante la rivoluzione del 2011 in Tunisia, l’Italia ha deciso di rilasciare visti temporanei che consentono loro di viaggiare all’interno della zona Schengen. Hans-Peter Friedrich, l’allora ministro federale degli Interni e membro della CSU, ha dichiarato che in questo modo l’Italia ha violato l’accordo di Schengen e che: “L’Italia deve risolvere il suo problema dei suoi rifugiati da sola”. Come risposta a questa situazione, gli stati tedeschi della Baviera e dell’Assia hanno proposto di introdurre controlli alle frontiere. [5]

Le conclusioni del Consiglio

Il comunicato stampa del Ministero federale degli Interni osserva che il piano “a tre vie” “per frenare l’immigrazione clandestina attraverso attività specifiche bilaterali, trilaterali e altro” è stato introdotto dopo che i ministri degli interni dell’UE hanno adottato “pertinenti conclusioni del Consiglio” nella riunione del 10 ottobre.
Le conclusioni sono basate sulle proposte del governo italiano, che attualmente detiene il semestre di presidenza di turno del Consiglio dell’UE. L’Italia ha proposto un approccio “basato su tre pilastri”:

– “Cooperazione con i paesi terzi… rafforzamento della capacità di FRONTEX di rispondere in modo flessibile e tempestivo ai rischi e alle pressioni emergenti, e, infine,  azioni dell’UE per sostenere e attuare pienamente il nostro sistema europeo comune di asilo, anche attraverso una maggiore cooperazione operativa. “[6]

Le conclusioni prevedono una serie di azioni in relazione al “Sistema europeo comune  di asilo” e una maggiore cooperazione operativa:

– “Nel breve termine, l’Unione europea deve agire per garantire l’attuazione piena e coerente del sistema europeo comune di asilo. A tal fine tutti gli Stati membri devono dare la priorità a investire e costruire sulla capacità di garantire un sistema nazionale flessibile per la ricezione e l’asilo, in grado di rispondere ai flussi improvvisi.Inoltre, al fine di affrontare i grandi movimenti “secondari” all’interno dell’UE che sono attualmente in corso, si devono trovare soluzioni per contrastare il modus operandi ideato dalle reti di trafficanti che mirano ad aggirare il sistema EURODAC. ..

– “Per questo motivo gli Stati membri, garantendo l’attuazione piena e coerente del sistema europeo comune di asilo, dovrebbero lavorare in particolare su procedure sistematiche di identificazione, registrazione e rilevazione di impronte digitali, tra le quali:

– “(1) garantire che le impronte digitali siano prese a terra, immediatamente dopo l’arresto (il fermo) connesso con l’attraversamento irregolare delle frontiere, nel pieno rispetto del regolamento Eurodac;

– “(2) l’adozione di misure restrittive per evitare la fuga nel caso in cui i migranti rifiutino di farsi prendere le impronte digitali, nel rispetto dei diritti fondamentali;

– “(3) informare i migranti in modo tempestivo dei loro diritti e obblighi e conseguenze del mancato rispetto delle norme in materia di identificazione.”

Se i migranti sono fermati (arrestati) e gli vengono prese le impronte digitali in Italia, questo renderebbe l’Italia responsabile per le richieste di asilo : che è ciò che Hermann e i suoi colleghi hanno chiesto.
La conclusione insistono sul fatto che: “Le priorità operative così definite dovrebbero essere attuate da tutti i soggetti coinvolti, senza indugio e con il coordinamento della Commissione europea, che si terrà in stretto contatto con il “Servizio europeo per l’azione esterna” e il Consiglio.”
Non è chiaro come l’Italia risponderà a queste proposte, quello che è certo è che il paese ha indubbiamente dovuto affrontare pressioni significative dalla Germania.
Nel mese di agosto Joachim Hermann ha accusato l’Italia di “rinunciare platealmente ad applicare le regole sui migranti previste dall’UE” e di “ignorare intenzionalmente le procedure standard sui rifugiati, come il rilevare le impronte digitali, al fine di permettere loro di presentare domanda di asilo in altri paesi.” [8] A settembre il ministro degli Interni italiano, Angelino Alfano, si è recato a Berlino per incontrare Hans-Pieter Friedrich, il suo omologo tedesco, per discutere la questione delle migrazioni attraverso il Mediterraneo. Gli effetti che i “controlli” trilaterali hanno avuto sul campo sono finora sconosciuti, e resta da vedere se soddisferanno i politici che li hanno introdotti.  Il governatore bavarese Horst Seehofer, appartenente allo stesso partito di Joachim Hermann, ha già detto che “dobbiamo impostare quote per i rifugiati in Europa. E dobbiamo affrontare il fatto che i rifugiati devono essere ripartiti equamente tra i membri dell’UE ” [9]

NOTE:
[1] Bundesministerium des Innern, ‘Trilaterale Streifen gegen illegale Migration’, 13 November 2014
[2] ‘Einreise von Illegalen und Terroristen verhindern’, Blu-News, 14 November 2014
[3] Bayerisches Staatsministerium des Innern, ‘Verstärkte Kontrollen gegen illegale Migration’, 13 November 2014
[4] ‘Einreise von Illegalen und Terroristen verhindern’, Blu-News, 14 November 2014
[5] David Crossland, ‘Italy Using Dirty Trick to Force EU to Help With Refugees’, Spiegel Online, 11 April 2011
[6] Adopted as Conclusions on 10 October 2014: ‘Taking action to better manage migrator flows’, 13747/14, 6 October 2014
[7] Notice of meeting and provisional agenda, ‘Strategic Committee on Immigration, Frontiers and Asylum’, CM 4769/14, 28 October 2014
[8] ‘Migration: Bavaria governor calls for border control’, ANSAMed, 8 September 2014
[9] ‘Migration: Bavaria governor calls for border control’, ANSAMed, 8 September 2014

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