Varsavia, 21 Maggio Giornata Internazionale senza documenti e contro Frontex

freedomnotfFrontex, l’ agenzia per il controllo delle frontiere esterne della Fortezza Europa, è salita agli onori della cronaca solo recentemente, quando in Italia utilizzò la chiusura dell’operazione militare “Mare Nostrum” per chiedere un finanziamento ulteriore nell’attività di controllo in mare.

Solo pochi/e sanno che Frontex nei prossimi giorni festeggerà nel suo quartier generale di Varsavia (1) dieci lunghi anni di oppressioni e violenze su commissione .

frontex2Un esercito di mercenari/burocrati che nonostante addestramenti congiunti, operazioni in mare e via terra, tecnologia sperimentale delle industrie belliche, programmi di ricerca nelle principali università europee, organizzazione ed esecuzione di deportazioni di massa attraverso voli charter, può contare sull’invisibilità totale del proprio operato, garantendo rapporti semestrali ai governi europei dai quali resta completamente autonoma, ad esclusione dell’aspetto finanziario.

frontex-espulsioniLa lunga storia di Frontex è un gioco di ricatti: i rapporti semestrali indicano ingressi, rotte migratorie e sottolineano la “minaccia alle porte”, i governi europei, che in questo caso agiscono come un corpo solo, distribuiscono il terrore tra i cittadini europei per giustificare e rifinanziare il lavoro su commissione compiuto da Frontex stessa. Conquistato un posto nella cronaca quotidiana, Frontex, insieme agli amici dal volto umano dell’OIM, rappresenta l’autorevole “osservatorio” (2) che lancia continui allarmi e rinforza la guerra contro le persone migranti (3).

frontexlogoLibertas, securitas e justitia sono le tre parole che accompagnano Frontex nella propria autodefinizione.

La “libertà” (di alcuni a discapito di altri) è sempre quella garantita dalla “sicurezza” per mano militare, mentre la “giustizia” è quella che difenderebbe i diritti umani delle persone migranti. L’attacco militare di Frontex, infatti, dichiara quattro obiettivi: scafisti/trafficanti, la lotta contro la tratta, quella contro il narcotraffico e la guerra al terrorismo.

Attraverso questi 4 vettori e la retorica del migrante “vittima” e di quello “criminale”, passa tutta la chiusura delle frontiere della Fortezza Europa: cambiano le rotte e aumentano le morti, lavoro compiuto.

agenteIn Italia vedremo a breve gli agenti di Frontex ( insieme a quelli dell’Europol) impegnati nell’identificazione coatta dei migranti in arrivo che avverrà , secondo quanto stanno programmando le autorità italiane in accordo con l’Unione Europea, in hub regionali per il “trattenimento” delle persone appena sbarcate.

Vi lasciamo ad un ulteriore comunicato che ci arriva da Varsavia, in vista del corteo di domani, poiché il compleanno di Frontex verrà accompagnato da una marcia anti-immigrati organizzata da migliaia di nazionalisti.

I compagni e le compagne hanno comunque confermato le tre giornate Anti-Frontex e il corteo di domani 21 maggio, mentre qualcun@ ha scelto di rispondere all’appello internazionale in altre città europee, come Basilea e Amsterdam .

Traduzione da migracja.noblogs.org

Manifesto21 MAGGIO GIORNATA INTERNAZIONALE SENZA DOCUMENTI

Le politica dell’Unione europea di chiusura delle frontiere hanno ucciso 22 mila persone negli ultimi quindici anni. Proprio l’anno scorso, tremila cinquecento persone sono morte nel Mar Mediterraneo. Se le barche affondate fossero state piene di europei bianchi, nessuno avrebbe perso tempo a discutere l’avvio di un’operazione di salvataggio. Non possiamo assolvere noi stessi , le decisioni europee condannano a morte migliaia di persone, che lottano per il loro diritto alla sicurezza e alla dignità. L’accettazione e l’indifferenza di fronte alle morti senza senso dei migranti sottolineano solo il razzismo profondamente radicato nella cultura europea.

Una chiara espressione del razzismo e della xenofobia è rappresentata dalle manifestazioni anti-immigrati organizzate il 21 maggio dal movimento nazionalista polacco in tutta la Polonia. La protesta coincide con il 10 ° anniversario della fondazione dell’agenzia Frontex dell’Unione Europea, che ha come unico obiettivo quello di chiudere le frontiere e impedire alle persone bisognose di entrare, a qualunque costo, anche al prezzo della loro vita. La politica di Frontex è solo un’estensione degli slogan razzisti e xenofobi delle destre nazionaliste, con la sola differenza che i burocrati europei li possono implementare in guanti bianchi. Non c’è bisogno di bruciare i centri e le case degli immigrati: essi hanno a loro disposizione una serie di sofisticate tecnologie per il monitoraggio, il controllo e la chiusura delle frontiere.

Come al solito i nazionalisti usano la loro ipocrita retorica, alla ricerca di un capro espiatorio: la colpa è sempre degli altri, è colpa LORO. E’ colpa dei migranti stessi, che dovrebbero rimanere nelle loro baracche, non certo dell’Unione europea. “Il Popolo polacco non può rimediare ai problemi combinati da qualcun altro!” Non è la prima volta che questa visione della Polonia come “il Cristo delle Nazioni” mobilita migliaia di persone a scendere in piazza per difendere la ‘polonità’. La destra radicale ha compiuto un ulteriore passo avanti, quando è andata ad incontrare il dittatore Assad a Damasco, un democratico i cui metodi progressisti hanno causato una delle più grandi crisi dei rifugiati di questo secolo. Quando le truppe d’élite polacche sono state inviate in Iraq e Afghanistan nessuno ha detto niente sul destino degli abitanti di questi paesi. La politica della paura è è complementare alla partecipazione dei soldati polacchi alle vergognose invasioni che mirano al dominio geopolitico e al al saccheggio delle materie prime . Il sistema capitalista dell’Europa moderna è ciò che determina le guerre e la povertà nei cosiddetti ‘sud del mondo’. La Polonia, nel trarre profitto di tale sistema, ne è co-responsabile. Il razzismo, l’ignoranza e lo sfruttamento sono sempre stati al servizio degli interessi dei ricchi. Non sono loro a rischiare la vita in guerra, o a pagarne il prezzo. Al contrario – la vendita di armi verso le regioni destabilizzate dalla politica europea e lo sviluppo delle tecnologie di controllo delle frontiere è un grande business.

L’Unione europea sta disperatamente cercando di salvare la sua immagine, dovendo far fronte ad una crescente consapevolezza riguardo lo stillicidio di tragedie ai confini della fortezza europea. Accogliere mille migranti in Polonia non è una soluzione alla crisi provocata dalle politiche europee. Tuttavia, la demonizzazione dei migranti da parte dei nazionalisti polacchi non può essere lasciata senza risposta.

Quelli che riescono a raggiungere l’Europa sono costretti a continuare a lottare per i diritti più elementari. Molti immigrati vivono ai margini delle società europee, perché non hanno modo di regolarizzare il loro status giuridico. Per loro, uscire di casa è rischioso come attraversare il Mediterraneo: attraversare la strada quando il semaforo è rosso potrebbe non portare ad un’ammenda simbolica ma ad una deportazione verso il luogo dal quale una guerra, l’oppressione o le dure condizioni di vita li hanno costretti a fuggire .

In un gesto meramente simbolico di solidarietà con gli immigrati senza documenti, annunciamo per giovedi una giornata senza documenti. Chiediamo a tutti di lasciare il proprio documento di identificazione a casa e partecipare alla manifestazione contro la politica anti-immigrati dell’Unione Europea e le azioni di Frontex. Partiremo da Plac Politechniki, a Varsavia, alle 5 del pomeriggio.

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