Resoconto del presidio davanti il CIE di Bari-Palese

Riceviamo e pubblichiamo.

bariingressoIeri pomeriggio si è svolto un presidio solidale con i reclusi nel Cie di Bari Palese, che è una delle strutture di detenzione amministrativa più afflittive d’Italia.

La polizia si è schierata per impedire il presidio, in quanto non autorizzato. Nonostante questo una sessantina di solidali ha trovato il modo di raggiungere le mura del Cie, aggirando il blocco delle forze dell’ordine. La determinazione dei solidali ha fatto intendere alla celere che non sarebbe stato il caso di “calcare la mano”.

Nello stesso momento, la polizia ha immediatamente imposto l’interruzione della socialità dei reclusi, rinchiudendoli nelle sezioni, penetrando all’interno delle stesse e salendo sui tetti. Malgrado il tentativo di impedire la comunicazione tra l’interno e l’esterno, per un paio d’ore il presidio è riuscito a salutare i detenuti , che hanno risposto calorosamente.

Nella mattinata dello stesso giorno sono state effettuate delle perquisizioni tra le sezioni del Cie, al fine di sequestrare cellulari dotati di videocamera, proibiti nella struttura. Inoltre, il sindaco di Bari Antonio Decaro del PD ha proposto un progetto al tavolo del comitato provinciale, che prevede l’utilizzo dei richiedenti asilo del Cara di Bari nella pulizia e manutenzione degli spazi urbani. Un vero e proprio sfruttamento gratuito in nome dell’integrazione sociale.

Alla proposta del sindaco e alle intimidazioni poliziesche opponiamo il moltiplicarsi di giornate di lotta come quella di oggi, per ribadire che strutture detentive e semi-detentive come Cie e Cara devono essere distrutte.

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