Brindisi – Un saluto ai reclusi di un Cie nascosto

Riceviamo e pubblichiamo

Il Cie di Brindisi – Restinco è ufficialmente aperto dal 3 Ottobre, anche se pochi lo sanno e altri lo tengono nell’ombra. Dalla sua apertura è già stato teatro di proteste colletive e individuali, tentativi di fuga e sommossa, resistenze alle espulsioni. Nonostante ciò, per molto tempo, i quotidiani e la questura hanno taciuto sulla riapertura del Centro, gestito insieme al Cara adiacente, dalla Cooperativa Auxilium.

Sabato pomeriggio, intorno alle 15e30, un gruppo di solidali si è presentato di fronte alla struttura e con slogan, interventi al megafono e petardi ha cercato di portare la propria solidarietà ai reclusi del Centro. Il veloce saluto è stato accolto con grida e slogan dall’interno, battiture ed insulti ai pochi militari che controllavano la situazione.

Il Cie di Brindisi Restinco, nonostante sia stato da poco ristrutturato, non presenta un muro di cinta, ma bensì, su di un lato vi è solamente una rete metallica a separare i reclusi dalla libertà e pochi militari a sorvegliare. Questo ha permesso ai solidali di conversare tranquillamente con loro, riuscendo a stabilire un contatto visivo diretto. Pochi attimi dopo il saluto, mentre i solidali venivano fermati e denunciati dalla polizia, all’interno del Centro si è scatenata una protesta, con il lancio di spazzatura nelle sezioni, battiture e grida. Nonostante la polizia abbia tentato di calmare gli animi, la protesta è andata avanti e tutte e tre le sezioni del Centro hanno iniziato uno sciopero della fame tutt’ora in corso.

Qui di seguito un racconto a due voci dall’interno del Cie di Restinco: audio

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