Roma – Sul presidio del 30/4 al CIE di Ponte Galeria

Riceviamo e pubblichiamo.

Per scriverci hurriya[at]autistici.org

 

Sabato 30 aprile, come ogni mese, siamo tornati/e davanti alle mura del CIE di Ponte Galeria per portare la nostra solidarietà alle donne rinchiuse nella sezione femminile, l’unica area al momento funzionante.

Il presidio, nonostante la massiccia e costante presenza di guardie, si è svolto senza intoppi. Le nostre grida e gli interventi al microfono alternati dalla musica hanno ricevuto risposta.
Secondo gli ultimi aggiornamenti il numero di presenze raggiunge il centinaio, anche se la capienza massima della sezione dovrebbe essere di 80 persone. Molte sono state recluse nel CIE di Ponte Galeria di recente a seguito di rastrellamenti nelle altre città.
Il presidio si è concluso con il lancio di palline da tennis e i fuochi finali per salutarle, convinti/e che
una parte della nostra forza sia arrivata dall’altra parte del muro per rompere l’isolamento.

Qualcuno ha detto che l’avventura sta nel liberarsi non nell’essere liberi. Niente di più vero se si considerano tutte le persone rinchiuse in questi centri e non solo, ma valido anche per noi che recandoci in questi luoghi di oppressione, cerchiamo di liberarci dalla cultura alla quale apparteniamo e nella quale siamo immersi contrastandola come meglio crediamo. Che la nostra liberazione sia parte della loro.

Contro ogni gabbia e ogni frontiera

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