Barcellona – Comunicato del sindacato manteros contro la repressione

Tradotto da Traslamanta

Comunicato del Sindacato Popolare dei Venditori Ambulanti

13255904_495802500622393_5211044462723512663_nVenerdì scorso, il governo del cambiamento ci ha svegliato con una maxi operazione coordinata tra Guardia Urbana e Mossos per impedire che gli immigrati poveri di questa città possano lavorare e hanno installato una pista da pattinaggio nel luogo in cui i venditori ambulanti esibivano la loro merce.

L’installazione della pista ha come unico obiettivo accontentare i grandi imprenditori e i media, e inoltre dimostra che la città rifugio è perfettamente compatibile con la pulizia sociale, senza alcun sintomo di contraddizione. Quando si tratta di vendita ambulante si lasciano da parte i principi e la coerenza: la priorità è mantenere la governabilità e questo sembra voler dire non dar fastidio ai poteri di sempre. 

Noi come sindacato dei manteros (venditori ambulanti) sappiamo che con queste azioni potranno nascondere per qualche giorno i neri poveri, però quello che si rende ogni volta più evidente è che hanno rinunciato a combattere la nostra povertà e il razzismo di cui siamo oggetto. 

Nei confronti dell’attuale posizione della giunta, così come abbiamo fatto con i governi precedenti, noi continueremo a lottare per il nostro diritto a lavorare, alla nostra dignità e allo spazio pubblico. Come sindacato sappiamo anche che la strategia è farci scontrare con il nostro vicinato o collettivi come i pattinatori: non cadremo nella trappola perciò in questi giorni ci ritireremo dalla zona di conflitto, come già abbiamo fatto nella scorsa manifestazione dei vicini di Barceloneta.

A Barcellona vogliono eradicare i poveri neri non la povertà, vogliono che le foto e le cartoline della città continuino a vendere glamour, allegria, divertimento, legalità, modernità, progresso e cultura. Però per quanto lo vogliano non potranno occultare la Barcellona nera dei migranti; rifacendosi il trucco non si possono nascondere disuguaglianza, esclusione sociale, miseria e razzismo perché anche la Barcellona nera è una realtà di questa città.

Crediamo che l’implementazione dello “skatepark” sia una azione pianificata per dar risposta ai media di destra, per accontentare i grandi commercianti e imprenditori che non ci vogliono vedere accanto ai loro yachts e Ferrari del paseo Borbon, e che ci trattano come fossimo scarto sociale. 

Perché in questa città del cambiamento si dà priorità ai ricchi, ai politici, ai turisti e a chi ha il denaro per pagare le sue passeggiate in questa città così figa, senza considerare il costo umano che ciò comporta per migranti e poveri. 

Questa settimana è iniziata una campagna d’affissioni da parte del comune contro il Top Manta: in questa campagna comprare dai venditori ambulanti viene descritto come un atto incivile, un atto sleale che pregiudica la società, un atto che mal si adatta alla Barcellona bella ed elitaria. Questo tipo di messaggio contribuisce ai pregiudizi, ci criminalizza e incoraggia il razzismo verso il nostro collettivo. Sotto nuove forme si riproduce quello che fecero i governi precedenti che trovarono tutte le strategie per criminalizzare, nascondere, negare e invisibilizzare i manteros, basandosi su argomentazioni come il diritto d’autore, le mafie, la concorrenza sleale al piccolo commercio, la protezione civile e la sicurezza cittadini e anteponendo come sempre l’economia e il guadagno ai diritti umani degli immigrati. 

Le attuali proposte della giunta non hanno previsto la nostra consultazione.

Siamo  oggetto di un assistenzialismo che ci nega costantemente l’interlocuzione e il riconoscimento. Non chiediamo né denaro né sovvenzioni, chiediamo rispetto e condizioni minime per lavorare. Come collettivo siamo esclusi dal registro comunale, dall’accesso alla salute, dai diritti basilari e non si è fatto nulla per fermare gli abusi della polizia. 

Pensiamo che per risolvere il problema bisogna riconoscerci, considerarci e consultarci. Siamo la parte direttamente implicata nella situazione attuale però ci negano il riconoscimento perché siamo neri e migranti.

Allo stesso tempo ci sorprende tanto consenso nella sinistra e nella destra quando si parla di tolleranza zero o di eradicare la vendita ambulante. Le forme di persecuzione sono più sottili però in fondo continua a essere repressione contro i migranti. Speriamo sinceramente che questo governo non si trasformi nella mano sinistra della destra razzista che ci offre soltanto dolore e carcere.

Infine, in questi giorni il sindacato popolare dei venditori ambulanti organizzerà assemblee e discussioni per far conoscere le azioni successive che ci permettano di resistere alla pulizia della città rifugio, di lottare per un lavoro dignitoso e contro la discriminazione e il razzismo che viviamo tutti giorni. 

Sopravvivere non è un delitto, essere mantero nemmeno

Libertà per Sidil!

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