Brindisi – Domiciliari nel CIE di Restinco per Latham

Riceviamo e pubblichiamo. Per scriverci: hurriya[at]autistici.org

Latham Eric Josue Lath, uno dei reclusi ribelli che lo scorso 8 agosto è stato arrestato con l’accusa di incendio durante la rivolta nel Cie di Restinco, è stato ritrasferito nel Cie brindisino ed è attualmente qui sottoposto a custodia cautelare.
L. è di nuovo a Restinco, e ha confermato di esser stato detenuto nel carcere di Brindisi per una settimana.

In questi giorni la stampa locale ha parlato abbondantemente di L., conferendogli il tipico profilo criminale e descrivendolo come caso isolato di una rivolta che, invece, è il riflesso della rabbia che riguarda tutti i reclusi in un lager per immigrati. Stendere una lunga lista di precedenti penali – piuttosto che sottolineare le cause che istigano a una giusta e necessaria azione di rivolta contro i soprusi del Cie – è stata la modalità razzista e classista con cui il linguaggio del potere è solito mettere un rivoltoso alla gogna.

Ora che L. si ritrova nel Cie agli arresti domiciliari, il centro sta eseguendo funzioni repressive che però non rientrano nella detenzione amministrativa, tuttavia non è la prima volta che si attivano procedure penali in questi centri. Infatti, a Torino nell’agosto 2014, 5 reclusi furono arrestati in carcere in seguito ad una rivolta, e dopo la scarcerazione vennero trasferiti nelle stanze d’isolamento del Cie di Corso Brunelleschi per poi essere posti agli arresti domiciliari.

Prima che fosse stato condotto nel Cie di Restinco da Cremona nello scorso luglio, L. aveva vissuto la detenzione amministrativa per la prima volta nel Cie di Ponte Galeria a Roma, dallo scorso settembre fino a dicembre 2015, mese della rivolta e della conseguente chiusura della sezione maschile. Anche lì a Roma gli istigatori alla rivolta erano della stessa natura di quelli di Brindisi: mura, guardie e professionisti della detenzione.

Solidarietà ai reclusi che si ribellano per la libertà!
Lecce, 18/8/2016

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