Calais – Confermato per il 17 ottobre lo sgombero definitivo della jungle

Articolo tradotto da Rabble

cal12C’è un’ulteriore conferma che l’espulsione di massa di oltre 10.000 persone che vivono nella baraccopoli “jungle” di Calais inizierà la prossima settimana, lunedì 17 ottobre. Riportiamo qui di seguito una traduzione approssimativa da una stazione TV aziendale francese  (via watchtheborders). Corre voce che 19 squadre di poliziotti antisommossa  (che in tutta la Francia sono in totale 60) più 15 della gendarmeria mobile (poliziotti anti-sommossa della militarizzata Gendarmerie ) siano stati spostati a Calais da tutta la Francia. Come da prassi comune, lo Stato ha fatto intenzionalmente trapelare alcune informazioni riguardo il suo piano di sgombero, al fine di spaventare e indurre le persone a lasciare la zona in anticipo.

MIGRANTI – Secondo quanto riferito, un migliaio di CRS ha ricevuto l’ordine di tenersi pronto da lunedì 17 ottobre nella regione di Calais per avviare le operazioni di evacuazione del campo dei e delle migranti.

Settemila i migranti da sgomberare. La polizia ha appena ricevuto gli ordini per l’evacuazione della “jungle” di Calais. In un telegramma inviato da Place Beauvau (sede del ministero) a tutti i comandi CRS di zona, il ministero degli interni ha fissato a 10 giorni il tempo necessario alle forze di polizia per riprendere il controllo dell’area. Secondo questo documento, la missione intitolata “operazione smantellamento Calais” durerà da lunedì 17 Ottobre a giovedì 27 ottobre. In tutto, 19 squadre di CRS saranno utilizzate in questo periodo.

Prevenire il reinsediamento dei migranti

Secondo le nostre informazioni, anche 15 unità di forze mobili della gendarmeria (UpM) sono previste per questa importante operazione. Una parte di CRS verrà assegnata alla stessa operazione di smantellamento del campo. Altri dovranno filtrare l’accesso delle persone al campo durante le operazioni. Inoltre, un altro centinaio di CRS avrà la gestione della sicurezza delle aree in cui verranno messi i/le migranti. Infine, le restanti forze – più della metà dei CRS – saranno utilizzate per evitare il reinsediamento dei migranti nella zona di Calais.

Un migliaio di uomini mobilitati

Oltre alla presenza di CRS, quasi 150 poliziotti locali saranno coinvolti, compresi i funzionari (in borghese) della BAC, brigata anti-crimine del reparto di sicurezza. È stato inoltre chiesto alla polizia di garantire la sicurezza delle aree al di fuori di quelle interessate dalle operazioni di evacuazione, garantendo la “impermeabilità della zona portuale”, la libera circolazione su tangenziale, autostrada e in città.

Contattato da LCI, il ministero dell’Interno ha rifiutato di commentare, confermare o negare questa informazione.

Di seguito alcune ulteriori informazioni e la chiamata di Watch The Borders:

Molte persone in Francia, Regno Unito e altri paesi si stanno mobilitando e vogliono portare aiuto.

Venite, preferibilmente entro il 15 ottobre, in quanto dopo questa data la polizia verosimilmente inizierà a chiudere le strade di accesso alla “jungle”, lasciando entrare solo i volontari selezionati delle associazioni che hanno scelto di collaborare allo sgombero. Le autorità sono molto felici di buttare le persone fuori dal campo, ma non vogliono permettere loro di reinsediarsi in altre aree del territorio di Calais. Se si vuole fare qualcosa è meglio farlo prima della data dello sgombero. Noi NON stiamo chiedendo alle persone di venire a stare nella jungle perché è troppo pericoloso e poco utile. Ma nei giorni prima dello sgombero le strade saranno ancora aperte.

Idealmente i solidali dovrebbero farsi avanti ora per protestare contro lo sgombero, aiutando a monitorare la situazione, entrando in relazione con i residenti del campo, e tenendosi in contatto con loro tramite i telefoni cellulari. L’accesso a internet nella jungle è limitato, portate più telefoni cellulari, molti di quelli a buon mercato, ma anche alcuni smartphone, il 3G inglese è il migliore e una ricarica si trova a soli 20 pound per 1 mese con accesso illimitato a Internet. Così, quando inizierà il blocco potremo ancora rimanere in contatto.

Alcuni di noi rimarranno nella “jungle” per monitorare e, per quel che potremo, proteggere le persone – ma non vogliamo che le persone si uniscano a noi perché è davvero molto pericoloso: la polizia sta usando gas CS molto pericoloso (prodotto dalla solita azienda “Nobel Sécurité”) che ti fa cadere e ti fa stare davvero male; la polizia sta sparando proiettili di gomma e gas lacrimogeni direttamente sulle persone, provocando un gran numero di spaventose ferite; hanno nuove pistole con luci laser e le puntano direttamente sulle persone, l’hanno puntata addosso a un giornalista e hanno sparato su attivisti e volontari durante la protesta e gli incidenti in autostrada lo scorso sabato 1 ottobre: un solidale locale ha ricevuto un proiettile di gomma a pochi centimetri dalla testa. La stampa ha riportato la notizia di 5 poliziotti leggermente feriti, ma nessuno sa quante persone del campo siano state ferite – Spero che nessuno sia in gravi condizioni, nessuno è andato in ospedale per quanto ne so, ma la polizia ha sparato in mezzo alla folla.

Tutto ciò che il governo francese ha da offrire, in realtà, è un programma di dispersione delle persone e di deportazioni di massa. La maggior parte dei posti alternativi promessi non sono ancora stati trovati. Non è stata pensata nessuna soluzione per i minori, le donne e i loro bambini, le famiglie e le persone vulnerabili. Sono molte più di 10.000 le persone nella giungla, molte di più.

Ma soprattutto vorremmo sentire delle proposte per ritardare lo sgombero, almeno fino a quando non verrà trovata una nuova sistemazione per le persone; o almeno fino a quando si sarà trovata una soluzione per i minori, le donne, le famiglie con bambini piccoli.

Molte persone non vogliono andare nei centri di accoglienza (centres d’accueil et d’orientation, CAO), perché vogliono andare nel Regno Unito non rimanere in Francia. Le persone a cui sono state prese le impronte digitali in altri paesi europei non vogliono andarci perché per la maggior parte saranno deportate in quesi paesi direttamente dai CAO.

(* CAO è l’acronimo di Centres d’Accueil et Orientation)

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