UK – Protesta all’ambasciata bulgara a Londra, in solidarietà con la rivolta di Harmanli

Traduzione da Rabble.

lo1La notte scorsa, 15-20 persone si sono organizzate con un breve preavviso per interrompere il placido scorrere di un evento all’ambasciata bulgara nella zona d’élite di Kensington, in solidarietà con la recente rivolta nel campo di concentramento di Harmanli, in Bulgaria.
L’ambasciata stava ospitando un Galà di Natale a 50 sterline a testa col pretesto di raccogliere fondi per i bambini disabili (leggi: bulgari), con la partecipazione di un ambasciatore e un principe bulgari. Intanto, in Bulgaria, i criminali pagati dallo stato sono impegnati a spaccare crani e mandare bambini afgani, fra gli altri, all’ospedale.
lo2Striscioni hanno ricoperto l’ingresso dell’ambasciata, volantini sono stati ficcati tra le mani degli ospiti, e sicuramente i continui slogan li hanno messi al corrente di quanto lo stato sia ipocrita e abbia insabbiato la repressione all’interno del campo. Mentre l’evento all’ambasciata andava avanti, era sempre crescente l’imbarazzo degli ospiti nei loro abiti migliori mentre venivano accolti da una marmaglia di contestatori incazzati. Gli slogan “Rompiamo le mura di Harmanli! Fate cadere le accuse, liberateli!” potrebbero senza dubbio essere arrivati dentro nel corso dell’evento.
A un certo punto, è arrivata un’altra Mercedes con autista da cui è uscita una donna austera, che si è descritta come il capo di un’agenzia per le migrazioni. È stata così sulla difensiva riguardo la legittimità delle deportazioni bulgare (“posso assicurarvi che la Bulgaria ha il protocollo più rigido per i rimpatri”) da essere o una del governo, o comunque sul suo libro paga. Ha affermato di non sapere nulla del 15enne afgano finito in coma a causa degli sbirri bulgari, o del fatto che un paio di centinaia di migranti sono stati obbligati a firmare “accordi di rimpatrio volontario”, e che i voli charter verso l’Afghanistan sono già in programmazione. Ha inoltre annunciato che se ne occuperà personalmente…bene… Tuttavia, era evidente quanto l’ambasciata abbia provato a sviare con uno sdolcinato “noi crediamo nei diritti umani, facciamo parte della UE, bla bla”, tipico approccio per ridimensionare le cose.
lo3Harmanli ha una copertura di rete limitata, perciò è difficile per chi è reclus* condividere informazioni con il mondo esterno su quanto succede, mentre i media inevitabilmente danno una visione totalmente unilaterale della rivolta, con appena un cinguettio sulla repressione sanguinosa. Sono circolate voci su alcune persone ammazzate; nonostante gli sbirri abbiano usato proiettili di gomma, è impossibile verificarlo dato il controllo esercitato sul campo. È solo perché alcuni migranti sono riusciti a fare foto alle loro ferite e metterle su internet che sappiamo un po’ di quello che è successo.
La manifestazione di ieri segue quella organizzata dagli afgani all’ambasciata la scorsa settimana.
Solidarietà con i migranti in rivolta!
Rompiamo le mura di Harmanli!

Foto del volantino distribuito:
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