UK – Prima morte del 2017 nel centro di detenzione per immigrati a Morton Hall.

Articolo tradotto da unitycentreglasgow.org

Appena un mese dopo le due morti nei centri di detenzione per immigrati ( Morton Hall 2  e Colnbrook 1) del dicembre 2016, un’altra morte si è verificata a Morton Hall. Questa volta per suicidio, avvenuto mercoledì 11 gennaio 2017.

I detenuti attualmente a Morton Hall descrivono l’uomo come un giovane tranquillo, che non dava problemi. Trascorreva il suo tempo a guardare la TV, a giocare e in palestra. Si dice che l’atmosfera nel centro sia molto pesante con le persone malate e stanche di questo luogo. Parlando con ex-detenuti amici di Unity Center emerge come anche l’umore sia basso, nessuno è sorpreso per questa nuova morte, ma i livelli di rabbia sono alti in quanto suicidi e morti all’interno del centro di detenzione continuano e sembrerebbero in aumento.

Ciò che è stato raccontato allo Unity Center dai detenuti di Morton Hall è che l’uomo è stato trovato impiccato nella sua cella intorno alle ore 12 di ieri. Non siamo ancora sicuri di come sia stato trovato o da chi. Alle 12 tutti i detenuti sono stati chiusi nelle loro stanze a Morton Hall, e questa tempistica è il motivo per cui l’orario del decesso è sospetto.

L’uomo deceduto era di origine polacca. Le circostanze che potrebbero aver causato il suicidio sono da ricercarsi nella mancata concessione della cauzione il 23 dicembre 2016; le motivazioni utilizzate dal giudice contro la concessione del rilascio su cauzione è stata la mancanza di una fideiussione, da parte della sua ragazza, che era incinta in quel periodo. Non poteva viaggiare per raggiungere l’udienza per la cauzione perché era molto vicina alla data prevista per il parto e Morton Hall non è un luogo facilmente accessibile. Il loro bambino è nato il giorno del suicidio, e si ritiene che lui fosse a conoscenza della nascita prima di suicidarsi, e aveva espresso enorme dolore per non essergli stato permesso di vedere la nascita del suo bambino; la decisione di negargli questo diritto è stata presa dal Ministero degli Interni.

Ci è stato anche riferito che l’uomo non aveva commesso alcun reato nel Regno Unito e che aveva cercato aiuto medico per le sue condizioni di salute mentale: gli è stato risposto di usare la palestra e lui lo ha fatto regolarmente.

Un detenuto riflettendo sui fatti di mercoledì ha detto che sono le “condizioni mentalidel centro ad aver messo così tanta pressione sulle persone detenute da fargli prendere queste azioni drastiche. Ha detto che pensare continuamente a cose che sono fuori dal loro controllo è una vera tortura e che i centri di detenzione come Morton Hall sono “bombe a orologeria”. Per lui, dice che sta cercando di essere il più forte possibile, ma quanto forte può essere?

Un volontario dell’Unity Center ricorda che “I detenuti comparano costantemente i centri di detenzione alle carceri, preferendo di gran lunga queste ultime. I detenuti in Harmondsworth, ora Heathrow Removal Centre, Colnbrook, Morton Hall e Yarlswood riportano costantemente che i livelli di assistenza sanitaria e di sostegno alla salute mentale sono pressoché assenti. Un detenuto che è stato liberato dopo due anni passati a Colnbrook ha detto che era come stare in un istituto di igiene mentale con le persone trattate quotidianamente con anti-depressivi e altri farmaci, e ha raccontato del carrello che gira all’interno del centro ogni giorno per distribuire i farmaci. Incarcerare le persone senza avere alcuna idea sul fatto se saranno rilasciati, deportati, o continueranno a stare seduti senza scopo in regime di detenzione, non può essere una soluzione.

Finché esisteranno centri come Morton Hall, con detenzione a tempo indeterminato e con condizioni di vita sempre più ostili nei confronti dei migranti rinchiusi all’interno, le morti evitabili nel Regno Unito continueranno.

Note:

1 Il 1° dicembre un detenuto di 64 anni è morto a seguito di una rissa nel centro di detenzione per immigrati di Colnbrok, vicino a Heathrow.

2 Il 6 dicembre del 2016 a Morton Hall è deceduto un uomo recluso nel centro da 2 anni, dopo aver vissuto 27 anni nel Regno Unito. Secondo quanto riportato dai detenuti  l’uomo si è sentito male il lunedi, ed è stato tenuto rinchiuso nella sua camera dal personale – che ha detto che sarebbero tornati subito – per oltre 3 ore fino a quando finalmente è stata chiamata un’ambulanza che lo ha portato alla ospedale, dove è morto.

Secondo l’Home Office l’uomo è morto per “cause naturali” – lo stesso Home Office che ha sostenuto che Jimmy Mubenga si è semplicemente “ammalato” sull’aereo dove è morto – scordandosi delle testimonianze dei passeggeri su ciò che è realmente accaduto, ossia 2 guardie della G4S che lo hanno immobilizzato senza consentirgli di respirare finché non è morto.

I detenuti hanno inoltre riferito che il ministero degli Interni ha firmato i documenti di rilascio dell’uomo mentre l’uomo era in ospedale, suggerendo nenache tanto velatamente che il ministero degli Interni ha voluto scaricare da sé ogni responsabilità prima della sua morte, in modo da evitare l’accusa di una seconda morte in detenzione nel giro di una settimana.

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