I media riportano, senza molti particolari, la notizia di una protesta avvenuta ieri sera 10 febbraio nell’hotspot di Trapani Milo. Una sessantina di reclusi avrebbero tentato la fuga e dato fuoco a delle suppellettili all’interno dell’ex CIE trasformato nel 2015 in un hotspot dove identificare e selezionare le persone, deportando quelle provenienti da alcuni paesi con i quali l’Italia ha sottoscritto accordi per il respingimento immediato (Tunisia, Egitto, Algeria etc.). Per evitare la fuga è intervenuto il reparto celere che si è trovato davanti la resistenza delle persone in lotta per guadagnarsi la libertà.
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