Bologna – Resoconto del presidio del 9 dicembre all’hub di via Mattei

Riceviamo e pubblichiamo. Per scriverci e inviarci contributi: hurriya[at]autistici.org

Nel pomeriggio del 9 dicembre un gruppo di solidali si è ritrovato in presidio davanti all’hub di via Mattei per restare in contatto con le persone che vivono al suo interno e per supportare la lotta contro questi luoghi di semidetenzione e controllo. Nonostante la solita pantomima delle forze dell’ordine schierate dentro e fuori l’hub e le minacce degli operatori che hanno invitato le persone che vivono nel campo a non uscire per incontrare chi era in presidio perché avrebbe creato loro dei problemi, un gruppo di ragazzi si è avvicinato e dalle loro voci abbiamo potuto apprendere quello che abbiamo già ascoltato nei mesi precedenti da chi ha avuto la sfortuna di incontrare il “campo” di via Mattei sulla propria strada. Al momento al suo interno sarebbero presenti circa 200 persone, i tempi di permanenza in vista dei trasferimenti rimangono lunghi e oltre gli stessi limiti di legge mentre le condizioni di vita peggiorano e sono sempre più umilianti; all’interno della struttura fa molto freddo, i bagni sono in condizioni pessime e le stanze dove dormono più di 40 persone sono invase da blatte. Per di più, al loro ritorno all’interno del centro le persone che si erano avvicinate al presidio sono state prontamente identificate dalla polizia. Durante gli interventi è stato sottolineato il ruolo di contenimento e disciplinamento che posti come l’hub di Bologna, a metà strada tra un cpr e un centro di accoglienza, svolgono nel sistema statale delle politiche migratorie e securitarie e che con il decreto Salvini è aumentata la morsa tra criminalizzazione e sfruttamento in cui rischiano di cadere i migranti e chiunque non voglia sottomettersi alle dinamiche di questa società fondata sul controllo e sul dominio della vita delle persone. Abbiamo scambiato i contatti con chi ci ha raggiunto, lasciandoci con la promessa di rivederci perché una delle armi che abbiamo per distruggere tutti i luoghi di controllo e repressione – hub, cpr, hotspot, cara e sprar – è la solidarietà con chi vive in prima persona le angherie di questo sistema.

Ogni campo è una prigione!

Lottiamo insieme!

Nemiche e nemici delle frontiere

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