Torino – Piccolo diario di Aurora

Riceviamo e pubblichiamo. Per scriverci e inviarci contributi: hurriya[at]autistici.org

Una piccola parentesi da chi abita in Quartiere:
Queste poche parole sono in riferimento al quartiere Aurora che da giorni è assediato da centinaia di guardie.

Ogni giorno per entrare in casa vengono chiesti i documenti a molte persone.

Non a tutte, infatti, e lo screening utilizzato per l’identificazione è spesso quello estetico.
Molte persone non si sono più viste nel quadrilatero sequestrato dalle forze dell’ordine.
Molte persone si sono trovate intimidite dalle guardie, impiegando trenta minuti per rientrare in casa, solo per aver voluto esprimere il dissenso rispetto la loro presenza; forse in maniera un po’ superficiale, ma sicuramente consapevole. Non ci si vuole infatti abituare e ci si vuole continuare a stupire di questo assedio. Assimilarlo come normalità sarebbe una sconfitta rispetto alla nostra libertà di tornare in casa come e quando cavolo ci pare, senza le guardie che commentano l’orario del tuo rientro, senza le guardie che aspettano un tuo “errore” per portarti in questura, senza le guardie che smettono di parlare e ti fissano in maniera pesante quando esci di casa, senza le guardie che ti scortano ogni giorno fino al portone. Non vogliamo abituarci a queste misure repressive, al controllo e al terrore che queste insinuano.

Aurora è diventata una zona di confine: il confine che separa la voglia di costruire percorsi di libertà opponendosi ad una struttura opprimente e omologante. Un confine che separa la speculazione infiocchettata a “decoro” che vuole cancellare una fetta della società che non ne fa parte, o per scelta o per condizione.

Naturalmente la volontà di queste poche righe non è quella di centralizzare il marasma di questi giorni a chi sta vivendo l’azione poliziesca in quartiere, ma restituire un capitolo di questi giorni anche da chi vive queste strade e non è complice di queste misure.

Libertà per tutte le persone arrestate in questi giorni, si esprime fervida solidarietà.

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