Torino – Aggiornamenti dal CPR di Corso Brunelleschi

via NoCie/NoCpr Torino

L’inverno è arrivato e con lui anche il freddo naturalmente. Al cpr di corso Brunelleschi però il riscaldamento è rotto e si congela. La mensa è diventata un’area per sopperire agli spazi che i rivoltosi hanno sottratto alla struttura. Manca il mobilio, in conseguenza alle tante giornate di protesta in cui i reclusi hanno dato alle fiamme suppellettili e quello che trovavano nelle loro celle.
La situazione all’ interno del cpr di Torino non è casuale ma si situa all’interno di politiche che tagliano drasticamente i fondi e i servizi destinati ai vari centri di detenzione e gestione dei migranti. I reclusi soni ammassati in aree sovraffollate dove manca qualsiasi servizio: le docce sono fredde, non ci sono materassi e in molti sono costretti a dormire per terra. La quotidianità che si vive nei centri di reclusione sottolinea quale luogo scomodo e angusto sia il cpr. La routine giornaliera e la condivisione di quel poco che c’é ricorda ai detenuti come sono stati strappati alla propria realtà attraverso retate, fermi in strada o detenzioni carcerarie commutate in fermi amministrativi. Le complicazioni economiche e burocratiche si ripercuotono in piccoli problemi all’ordine del giorno: il sapone viene distribuito ogni quindici giorni in pacchetti monodosi, il barbiere passa sempre meno spesso e le visite mediche sono un qualcosa che si ottiene con la complicità e l’ insistenza degli altri detenuti.
Da quello che ci raccontano gli stessi reclusi ora, all’ interno del cpr di Corso Brunelleschi, un ragazzo è in isolamento per via della scabbia, mentre da sei giorni un ragazzo continua lo sciopero della fame, richiedendo di essere visitato e curato al più presto per via di un problema grave alla mandibola dovuto ad un incidente. Nell’area viola, invece, un ragazzo è riuscito ad evadere 3 giorni fa ed ora è finalmente libero.

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