Spagna – Comunicato dei detenuti del CIE di Aluche dopo la rivolta del 17 marzo

Riceviamo e pubblichiamo la traduzione. Per scriverci e inviarci contributi hurriya[at]autistici.org

Questo è il comunicato che hanno fatto arrivare i detenuti del CIE di
Aluche, Madrid, dopo la rivolta di questo 17 marzo,
Non lasciamoli soli, facciamo arrivare loro tutta la nostra solidarietà!
Fuoco ai CIE!
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Giudici, stampa, giornalisti, cittadini di Madrid, con la presente comunichiamo lo stato in cui ci troviamo oggi, 17 marzo 2020, con una pandemia mondiale.
Il nostro stato di salute è in grave pericolo, poiché ci sono molti detenuti con sintomi di questa pandemia nota come Coronavirus. Siamo a rischio 145 interni e vogliamo far presente i seguenti punti:

1. Il cibo che stiamo ricevendo è preparato da persone che stanno tornando a casa come niente fosse e entrando di nuovo dentro la struttura e quindi ci espongono al Coronavirus. Se i bar, le sale da pranzo e i ristoranti sono chiusi, perché noi, che siamo imprigionati per una questione amministrativa, dobbiamo esporci a questo rischio? Chiediamo il diritto all’uguaglianza.
2. C’è una pandemia e i poliziotti che sorvegliano i detenuti svolgono le loro funzioni e cambi di turno in completa normalità, tornando quotidianamente nelle loro case e in
questo modo possono infettarci.
3. C’è un medico che ci ha trattato con antidolorifici ma molti di noi presentano i sintomi di questa malattia e non abbiamo avuto test clinici medici per sapere se siamo infetti.
4. Inoltre, il dottore va anche a casa sua in totale normalità, anche le infermiere. Non sappiamo se lavorano in altre istituzioni e il rischio aumenta ancora di più.
5. Chiediamo aiuto immediato poiché siamo esseri umani e non siamo trattati come tali.
6. Alleghiamo su altri 2 fogli la firma di tutti i detenuti.
7. Da questo momento ci dichiariamo in sciopero della fame.

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