Torino: in 4 scavalcano le reti e scappano dal CIE

Fonte: Macerie

Una buona domenica, per una volta, nel Cie di corso Brunelleschi.
Questo pomeriggio, intorno alle due, quattro prigionieri dell’area bianca son riusciti a fare quel che in tanti vorrebbero fare: scavalcare le reti e scappare.
Un quinto, purtroppo, è stato fermato prima ancora di tentare il salto ed è stato riportato nell’area, che poi è stata svuotata e perquisita. Dei fuggitivi, per fortuna, non ci sono notizie.

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Una testimonianza dal CIE di Bari-Palese

bariingressoAggiornamenti:  Dopo le notizie di frutta marcia e vermi nella carne che continuano a giungere dal C.I.E. di Bari Palese, un piccolo gruppo di solidali ha deciso, sabato 19/9, di portare un saluto ai migranti rinchiusi. Grazie a megafono e fuochi d’artificio il gruppo è riuscito a “raggiungere” i reclusi e comunicargli tutta la sua solidarietà e complicità. I migranti, dal canto loro, hanno risposto con fischi e urla. Solo un piccolo e rapido gesto per ricordare a chi è rinchiuso in quel lager, ed a chi invece dalla sua esistenza continua a guadagnarci, che fuori non tutti sono complici, che c’è chi continua a sognare e lottare affinché quelle mura cadano giù.

La carta è solo carta, la carta brucerà! Continua a leggere

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Fuga dal CIE di Trapani-Milo, espulsioni dal CIE di Torino

Da  Macerie

aerMartedì pomeriggio, insieme al primo fresco autunnale, al Cie di Corso Brunelleschi c’è stato un arrivo ben meno gradevole per alcuni reclusi. Stiamo parlando del rappresentante del consolato della Nigeria, il quale ha fatto capolino tra i muri e le reti del Centro, come spesso accade prima di grossi rimpatri. Infatti è questa figura a formalizzare il riconoscimento e a concludere di fatto la procedura burocratica per la deportazione.

Neanche due giorni dopo, ieri alle quattro del mattino, la polizia in assetto anti-sommossa è entrata nel Centro e ha preso con la forza quattordici ragazzi di nazionalità nigeriana e li ha stipati nei furgoncini blu del corpo statale. Destinazione Roma.

Nella capitale, difatti, era previsto un volo charter verso la Nigeria, ma come accade qualche volta il dispositivo delle espulsioni ha trovato sacrosanti impicci al suo svolgimento.

Qui il resoconto dei fatti susseguitesi nel Cie romano e poi all’aeroporto di Fiumicino.
Una notizia – più felice – da un altro Centro.  Sabato scorso a Trapani-Milo dodici ragazzi marocchini hanno tentato l’evasione affrontando anche l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine. Purtroppo non tutti sono riusciti a scappare ma auguriamo buona libertà ai quattro che ce l’hanno fatta.

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Sull’espulsione di massa dal CIE di Ponte Galeria

Aggiornamento del 19 Settembre: da Macerie apprendiamo che sul volo di deportazione partito da Roma, erano presenti anche 14 persone di nazionalità nigeriana prelevate, alle 4 del mattino, dalla polizia antisommossa dal CIE di Torino.

Riceviamo e pubblichiamo.

CPGjqaVWEAA-V_BA luglio, dopo uno sbarco a Lampedusa, 72 donne nigeriane subirono un immediato trasferimento nel CIE di Ponte Galeria, dove il console era già pronto per firmare l’espulsione immediata, a seguito di un decreto di respingimento.

Durante questa lunga estate di prigionia, numerose delegazioni istituzionali e para istituzionali hanno attraversato i corridoi del CIE, per accendere i riflettori sulle loro storie e per acquisire consenso in un momento di forti tensioni sul tema dell’immigrazione .
Dichiarazioni, interviste, comunicati stampa e interrogazioni parlamentari hanno dipinto queste donne infantilizzandole e negando, attraverso lo stigma della “vittima di tratta”, la loro scelta di intraprendere un viaggio. Il focus mediatico nasconde la macchina delle espulsioni e la violenza delle frontiere, creando storie e personaggi, “dimenticando” sistematicamente che dietro queste storie ci sono delle persone. Questa narrazione, ed il fare di loro un gruppo, è stata funzionale a dividerle dal resto delle persone recluse, creando allo stesso tempo una differenziazione “tecnica” fra chi porta sul corpo segni evidenti di tortura e chi no, come se solo questo potesse definire l’identità o la storia di una persona. Sappiamo che ognuna di loro ha una storia diversa, tanto quanto tutte le persone internate nei CIE. Continua a leggere

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CIE di Torino: proteste per il cibo, resistenze alle espulsioni

Da Macerie

hamburger-con-insetti-e-vermi1Dagli artropodi ai platelminti: basterebbero queste poche parole, a un naturalista qualsiasi, per riassumere gli ultimi anni trascorsi dentro al Cie di corso Brunelleschi. Già, perché se qualche anno fa la Camst, colosso emiliano della ristorazione collettiva, aveva fatto parlare di sé per avere servito ai reclusi pietanze condite da blatte ora la Ladisa, colosso pugliese della ristorazione collettiva, serve ai prigionieri piatti guarniti da… vermi. Una questione di phylum?
Tassonomie a parte, oggi come ieri i reclusi di corso Brunelleschi son trattati come bestie, e quelle stesse ditte che forniscono i pasti alle scuole di mezza città si adeguano volentieri facendoli mangiare come bestie: tanto che mercoledì i prigionieri dell’area rossa si son ritrovati dei vermi dentro ai piatti, insieme alla carne e alle verdure. Ovviamente hanno protestato compatti e inscenato un breve sciopero della fame fino a ricevere qualche rassicurazione da parte dei responsabili di Acuarinto Cambiamo il fornitore dei pasti» – pare abbiano detto). Rassicurazioni già smentite con la cena di domenica, quando nell’area verde e nella bianca tutti i reclusi si son trovati di fronte una insalata di pomodori un po’ troppo stagionata. Continua a leggere

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CIE di Ponte Galeria – Ennesima delegazione per normalizzare sfruttamento, prigionia e frontiere

Riceviamo e pubblichiamo.

Ieri mattina i detenuti e le detenute di Ponte Galeria sono stati/e svegliati/e dagli operatori di Acuarinto presi dalla smania di pulizie straordinarie. Secchi alla mano, hanno cercato di dare una parvenza di igiene al lager. Le celle delle donne sono state aperte prima del solito, le suore di un’associazione contro la tratta hanno intonato una preghiera nel corridoio e poco dopo ha fatto il suo ingresso il sindaco di Roma scortato da delegati del Comune e da un ingente spiegamento di forze dell’ordine. Marino si è unito al coro delle suore e ha poi passeggiato lungo il corridoio, in alcune celle e nella mensa per qualche oretta. Alla fine della visita, ha promesso alle detenute che prenderà sul serio le loro richieste di libertà perché ha molto a cuore la sorte delle donne vittime di tratta. Continua a leggere

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Il Governo riapre altri CIE e insieme alla UE allestisce gli hotspot, nuovi “campi di concentramento” per i migranti.

arti5“Una sorta di campo di concentramento”: a definire in questo modo gli “hotspots” che Governo e Ue si apprestano ad aprire in Calabria e Sicilia è lo stesso Prefetto Mario Morcone, Capo del Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione al Ministero dell’Interno, l’apparato statale che coordina, tra le altre cose, i Centri di Identificazione ed Espulsione.

Lo scorso 8 Settembre durante una tavola rotonda sull’immigrazione a Tirana, Morcone ha detto: “Alcuni Paesi insistono che dovremmo creare gli ‘hotspot’: temo sia un’idea per schiacciare sui Paesi del sud – soprattutto Italia e Grecia – il fenomeno migratorio. Ma su una cosa sono certo: risponderemo sempre no a chi ci chiede di realizzare una sorta di campi di concentramento per migranti in Calabria o Sicilia!” (1). Continua a leggere

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Migranti in Germania: “accoglienza”, istituzioni, autorganizzazione

occupDa Radio Onda Rossa
Con un compagno di Berlino attivo nei coordinamenti di rifugiati autorganizzati analizziamo lo scenario politico-istituzionale in Germania, che vede addirittura un’apertura dell’SPD ai rifugiati mentre frequentemente gruppi di neonazisti attaccano i “centri di accoglienza”.

In questo quadro la posizione dei movimenti fatica ad uscire dalla semplice solidarietà, e si trova a volte ad essere parte della gestione autoritaria delle vite dei migranti.

Audio dell’intervista qui. Continua a leggere

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Riaperto il CIE di Crotone?

news33692Fonte: Macerie

Giusto l’altro giorno, alcuni quotidiani online raccontavano di un giovane senza-documenti che, nel bel mezzo di un diverbio di piazza e accecato dalla rabbia, aveva avuto la cattiva idea di usar come arma il vaso da fiori posto ad abbellire… il portone della Questura. L’uso improprio del vaso di coccio, ovviamente, non è passato inosservato al piantone di turno che ha avvertito gli agenti delle volanti e, dopo un inseguimento abbastanza rocambolesco, il giovanotto è stato ammanettato e condotto in carcere. Una notizia che avremmo messo senz’altro tra i “diritti e rovesci” della settimana, se solo avesse avuto per teatro via Grattoni. La Questura invece era quella di Salerno e questa piccola notizia ve la mettiamo invece qui in bella vista per farvi notare come il malcapitato, a detta dei vari organi di informazione salernitani che si sono occupati della vicenda, sia finito rinchiuso nel Cie di Crotone. Continua a leggere

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Compassione e carità non cambieranno il sistema. Distruggiamo ciò che ci distrugge.

berlinAbbiamo tradotto questi due testi che vi proponiamo, dopo aver passato l’estate intera a pubblicare notizie riguardo le lotte delle persone migranti, interrogandoci sull’efficacia della diffusione di queste notizie nel suscitare solidarietà e complicità attiva.

I testi riportano punti di vista che condividiamo, riflessioni che pur partendo dall’analisi di realtà estere consideriamo vicine al contesto in Italia.

Un flusso continuo di informazione mediatica sta bombardando il nostro quotidiano. Al di là della narrazione, drammatica o avvincente, quanto è importante farsi permeare da una serie infinita di notizie? Quanto determina il nostro agire? Il dolore per la sofferenza altrui, quanto ci blocca e ci relega nella paura e nell’impotenza o nell’accettazione della nostra situazione? Abbiamo bisogno di sapere altro o di vedere altre foto di morti per “metterci in mezzo”, rendere concreta la solidarietà, colpire i responsabili di un sistema d’oppressione a cui, proprio “gli ultimi”, si stanno opponendo con determinazione? Continua a leggere

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