Caltanissetta – In fiamme il CPR di Pian del Lago

Aggiornamenti del 18 dicembre.

Dopo la rivolta e l’incendio avvenuti la sera del 9 dicembre, 40 persone sono state deportate dal CPR di Pian del Lago lunedì 11 e altre 37 giovedì 14 dicembre, con i consueti voli programmati due volte a settimana dall’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo verso l’aeroporto di Enfida-Hammamet in Tunisia. Sono circa 1.000 i tunisini deportati quest’anno dall’Italia. Altre 5 persone, ritenute responsabili dell’incendio, sono state invece indagate per il reato di “devastazione e saccheggio” e recluse nel carcere Malaspina di Caltanissetta.
La struttura del CPR è ora vuota ed è stata chiusa per almeno due mesi, in attesa dei lavori necessari a ripristinare i 3 padiglioni abitativi presenti nel centro, tutti danneggiati dalle fiamme (qui un video dall’interno).


Aggiornamenti dell’11 dicembre.
Oggi in un’intervista il questore di Caltanissetta ha affermato che il CPR, danneggiato a causa degli incendi, non potrà recludere altre persone fino a quando l’amministrazione non provvederà al ripristino delle strutture. Il CPR sarà dunque evacuato completamente. Un primo gruppo di persone è stato già deportato in Tunisia (com’era già previsto).

Apprendiamo con gioia dai media locali che, dopo i tentativi di incendio di settembre e le proteste di ottobre, la rabbia dei reclusi nel CPR di Caltanissetta – Pian del Lago è esplosa nuovamente per rompere l’isolamento e il silenzio intorno a quel lager.
Sabato 9, in serata, alcuni detenuti hanno dato fuoco a parti del CPR, probabilmente per resistere a una imminente deportazione. A seguito dell’incendio, a cui pare essere seguito un lancio di oggetti verso gli operatori che cercavano di intervenire bloccando i reclusi, sembra ci siano stati ingenti danni alle strutture.
I media parlano inoltre di un recluso intossicato ma fuori pericolo, e non sappiamo al momento se e quali siano state le conseguenze repressive nei confronti dei reclusi.

Solidarietà a chi si ribella e distrugge la propria gabbia!

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Caltanissetta – In fiamme il CPR di Pian del Lago

Francia – Tentativo di evasione, rivolta e incendio nel CRA di Vincennes

Nella notte tra lunedì e martedì, otto persone hanno cercato di fuggire dal centro di detenzione amministrativa di Parigi-Vincennes (CRA). Intorno alle 3:45, hanno rotto una finestra della loro cella per fuggire ma sono stati subito catturati dalla polizia.

La situazione è degenerata quando i funzionari sono tornati per mettere due uomini in isolamento. Gli altri reclusi del centro hanno cominciato a protestare energicamente, e la situazione è diventata così tesa che sul posto sono stati chiamati altri poliziotti di rinforzo. La protesta è continuata, con una dozzina di stanze di una delle tre unità in cui è diviso il lager (che imprigiona 57 persone) date alle fiamme . Secondo lo staff del centro, i danni sono ingenti.

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , , , | Commenti disabilitati su Francia – Tentativo di evasione, rivolta e incendio nel CRA di Vincennes

12 dicembre iniziative nelle città contro le stragi in Libia

fonte: Radio Onda Rossa

“Con una compagna in corrispondenza parliamo del percorso di lotta nato dall’assemblea in solidarietà ai processati per la manifestazione al Brennero.

Nell’anniversario della strage di piazza Fontana la volontà è di rompere il silenzio nelle varie città su respingimenti, campi di concentramento, torture e compravendita di schiavi in Libia, cioè sulla natura assassina della politica del governo italiano e sul ruolo dell’ENI.

Attraverso la corrispondenza si rilancia un appuntamento assembleare: alle ore 11,00 di domenica 17 dicembre, assemblea al Boccaccio di Monza per organizzare un’iniziativa a gennaio o febbraio contro l’ENI nella “sua” città: Milano.”

Pubblicato in Appuntamenti, dalle Frontiere | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su 12 dicembre iniziative nelle città contro le stragi in Libia

Trento – 12 dicembre MANIFESTAZIONE contro le stragi di Stato

fonte: Romperelerighe

Pubblicato in Appuntamenti, dalle Frontiere | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Trento – 12 dicembre MANIFESTAZIONE contro le stragi di Stato

Francia – Minori migranti e solidali occupano tre edifici a Nantes

Traduzioni da: Nantes Révoltée

18 novembre. Requisizione popolare a Nantes: venite a sostenere l’occupazione

Questo pomeriggio è stata organizzata una manifestazione contro il razzismo e a sostegno dei minori stranieri non accompagnati, lasciati in strada dalle autorità pubbliche. Dalle 17, la vecchia scuola di Belle Arti, vuota da diversi mesi, è requisita per alloggiare i minori! Il luogo, immenso, fa parte dei luoghi liberi “da valorizzare”, secondo il Comune. È fatta! Venite a sostenere l’occupazione!

19 Novembre. Nantes: i socialisti sgomberano i minorenni e manganellano coloro che li sostengono

Ricapitoliamo. Decine di minori non accompagnati stranieri sono per strada a Nantes, con l’inverno in arrivo. Le autorità pubbliche sono nell’illegalità, perché hanno il dovere di ospitare minorenni privi di abitazioni, qualunque sia la loro origine.

Da mesi, un enorme edificio di diverse migliaia di metri quadrati, nel cuore di Nantes, è lasciato all’abbandono. Si tratta della vecchia scuola di Belle Arti, che appartiene al comune di Nantes. Le autorità non prevedono nulla per questo grande spazio, tanto che il municipio socialista, che osa parlare di “dialogo cittadino” in lunghi discorsi, ha lanciato un “invito a presentare progetti” per “reinventare il luogo”. Continua a leggere

Pubblicato in dalle Frontiere | Contrassegnato , , , , , | Commenti disabilitati su Francia – Minori migranti e solidali occupano tre edifici a Nantes

Torino – Sul presidio al CPR del 26 novembre

Fonte: Macerie

Fuochi d’artificio sul fare della fredda sera. Ieri con questo saluto pirotecnico un gruppo di nemici delle espulsioni si allontana dal Cpr torinese dopo un presidio di qualche ora, con la promessa di tornarci presto a portare anche solo una voce più alta delle mura. Nelle ultime settimane più volte le voci fuori si sono unite a quelle dentro, qualche auto arriva in c.so Brunelleschi per rompere la solitudine di chi lotta contro la struttura che lo imprigiona, per qualche minuto si urla insieme “Libertà!” prima che arrivino le volanti che presidiano 24 ore su 24 il perimetro fortificato del Centro.

I reclusi, dopo la rivolta del 13 novembre, subiscono un controllo ancor più afflittivo e alcuni di loro sono ancora rinchiusi nell’isolamento, altri due dormono al freddo in mensa dove il riscaldamento non c’è mai stato. Tuttavia non c’è mai neanche un dubbio nelle loro voci e la rivolta non è mai qualcosa di cui pentirsi ma sempre una questione di possibilità: stare là dentro fa schifo e quando si riesce a organizzarsi insieme va da sé.

Va da sé insieme alla consapevolezza di aver fatto con il fuoco un buon danno e che lo spazio all’interno del Cpr si è drasticamente ridotto. Nelle ultime settimane una ventina di ragazzi sono stati liberati, altri trasferiti al riaperto Centro barese, perché con l’area blu e quella verde fuori gioco all’oggi ci sono meno di cento posti, prima degli incendi erano centosettanta.

Intanto continua la vicenda dei pasti marcescenti dell’azienda Sodexo e il venerdì passato è stato servito il pollo crudo e putrefatto, tant’è che è bastato che i reclusi gli dessero qualche morso per rimanerne pesantemente intossicati.

Per vedere il video della sbobba servita dentro al Cpr premi QUI.

macerie @ Novembre 27, 2017

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Torino – Sul presidio al CPR del 26 novembre

Egitto – Lettera di Mahienour dal carcere di al-Qanater

Fonte: الحرية لماهينور – Free Mahienour

Vi scrivo dalla mia nuova cella, la numero 12 dal carcere di Al-Qanater.

So quanto può essere faticoso per la mia famiglia, i miei amici e amiche e tutte le persone che amo che questo cerchio si riapra un’altra e che ritorniamo a comunicare con parole veloci nel tempo limitato delle visite,

Ma nonostante tutto ciò, quest’ultima detenzione mi ha fatto capire e pensare che per quanto ci sentiamo vinti e deboli, tutte le azioni del sistema accertano invece la nostra forza.

Nonostante il sistema abbia eliminato tutti i canali di espressione e abbia ristretto gli spazi di movimento, ogni nostra espressione pacifica e il nostro attaccamento alla libertà e ai nostri principi, continua ancora a terrorizzare il sistema.

Una bandiera colorata durante un concerto, un ricercatore indipendente che lavora seriamente, un giornalista che riporta la verità senza menzogne, un avvocato che lotta contro le ingiustizie, riescono ancora a spaventare il sistema. Un sistema che investe tutti i mezzi che ha per accollarci processi, credendo così di eliminare tutti gli effetti della rivoluzione.

In realtà sono sicura e vedo che la rivoluzione per cui milioni di persone stanno pagando il prezzo, è ancora nel cuore di ognunx di noi ed è ancora in grado di minacciarli e terrorizzarli.

Continuate a credere nella rivoluzione e nella vostra forza e mettete da parte le divergenze per non frammentarci e indebolirci.

Chi pensa di poter difendere questo principio portando avanti una battaglia elettorale che lo faccia, chi pensa di poter difendere questo principio in un altro modo, che lo faccia.

Nonostante tutto siamo ancora forti!

Pubblicato in dall'Egitto | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su Egitto – Lettera di Mahienour dal carcere di al-Qanater

Torino – Domenica 26 novembre presidio al CPR

Fonte: Macerie

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Torino – Domenica 26 novembre presidio al CPR

Egitto – Libertà per Mahienour e Moatassem! Libertà per tutti e tutte!

Il 18 novembre scorso un giudice di Alessandria ha ordinato la custodia cautelare della compagna Mahienour el-Masry e di un altro imputato, Moatassem Medhat, accusati di aver partecipato a una protesta pacifica del giugno 2017. I due avvocat* per i diritti umani sono stati arrestati mentre assistevano al processo. Altri tre imputati, l’avvocata Asmaa Naiem e gli attivisti Waleed al-Omari e Ziad Abu al-Fadel, che fortunatamente non erano presenti in aula sono ancora liberi. I 5 sono accusati accusati di “insulto al Presidente della Repubblica”, “teppismo”, “protesta non autorizzata”. Tutti capi d’accusa che in base alla legge anti-protesta del 2013 possono valere anni e anni di carcere. Si tratterrebbe di reati commessi il 14 giugno 2017 durante una protesta, a cui partecipavano centinaia di persone, contro la ratifica della cessione delle isole Tiran e Sanafir all’Arabia Saudita.

Evidentemente si tratta di un processo tutto politico. L’ennesima rappresaglia di Stato contro una delle compagne più attive e sempre in prima linea (specie per ciò che riguarda la difesa dei diritti delle e dei prigionieri) contro la dittatura che dal 2013 ha trasformato l’Egitto in un immenso campo di prigionia e morte.

Mahienour è stata condannata nel 2014 a due anni di carcere e 50000 lire egiziane (all’epoca 5000 euro) per aver organizzato a una protesta in ricordo di Khaled Said (giovane assassinato dalla polizia), poi ridotti a 6 mesi in appello. Nel 2015 è stata arrestata preventivamente insieme a Youssef Shaban e Loay e poi condannata a un anno e tre mesi con l’accusa di aver partecipato a una lite contro le forze dell’ordine all’interno di un commissariato. Questa volta, in attesa della sentenza prevista per il 30 dicembre, Mahienour è stata dislocata nel carcere di al-Qanater a 300 km da casa e non in quello più vicino di Damanhour.

Il 30 dicembre, tra l’altro, si terrà anche il processo che vede imputato di oltraggio al sistema giudiziario il compagno Alaa Abdel-Fattah, il quale sta già scontando 5 anni di carcere per manifestazione non autorizzata.

Per seguire la campagna di solidarietà con Mahienour, Moatassem, e le/gli altr* 3 imputat* è stata creata una pagina facebook.

Il fine settimana scorso è stato un alto periodo di forte repressione in Egitto. Oltre a Mahienour e Moatassem ci sono stati altri arresti. In particolare quello del blogger @5orm che gestisce un account di satira +18 su twitter. Islam el-Rafei è stato arrestato mentre si trovava in una riunione per disegnare un sito web, sottoposto a sparizione forzata per tre giorni, e ora accusato di appartenere a un gruppo terroristico anche se non esiste nessun rapporto ufficiale della polizia.

Negli stessi giorni la cantante Sherine Abdel Wahab è stata accusata dalla procura per aver scherzato sul Nilo. La cantante Shayma è stata arrestata e poi rilasciata per un video di una delle sue canzoni accusato di “incitazione alla dissolutezza”. Un attore è stato interrogato con l’accusa di “oltraggio alla religione”. Infine una libreria è stata chiusa dalla polizia che ha arrestato anche un giovane che vi lavorava. Inoltre continuano numerose le segnalazioni di persone che vengono fatte scomparire dalla polizia e dai servizi di sicurezza.

Infine, il giudice ha deciso di rinnovare per 15 giorni la detenzione dei 236 ultras dello Zamalek processati da tribunali militari.

Libertà per Mahienour!

Libertà per tutti e tutte! Abbasso il regime dei militari.

Pubblicato in dall'Egitto | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Egitto – Libertà per Mahienour e Moatassem! Libertà per tutti e tutte!

Belgio – A Bruxelles sparano su migranti e sans-papiers

Sabato scorso circa 100 migranti del collettivo la Voix des Sans Papiers (VSP) e alcun* solidali che volevano aprire un’altra occupazione in un immobile disabitato di Bruxelles sono stati violentemente aggrediti da alcune guardie del corpo della polizia anti-sommossa, che gli hanno impedito di accedere al luogo.

Questa la testimonianza di un migrante, portavoce del collettivo:

“Dovevamo lasciare alla fine della settimana il vecchio hotel Astrid che noi occupiamo dalla metà di settembre e abbiamo cercato un nuovo edificio per poterci installare nuovamente. Oggi dei solidali hanno aperto un immobile vuoto di via des Sables e poi sono andati via. Da quello che si sa un vicino ha chiamato la polizia e quando noi siamo arrivati sul posto, 3 poliziotti in borghese e che non portavano braccialetto identificativo, ci hanno impedito l’accesso al luogo e ordinato di andarcene. Noi ci siamo rifiutati e un poliziotto ha spinto un migrante contro un’auto. L’aria s’è scaldata e noi abbiamo sentito numerosi spari di proiettili in plastica dura. Tante persone sono state bastonate e gasate. Dei rinforzi della polizia locale e federali sono arrivati, noi ci siamo difesi e ci siamo scambiati qualche pugno con i poliziotti” (fonte).

Qui il comunicato ufficiale dell’associazione che racconta come sono andati i fatti:

“Le associazioni no-profit La Voix des Sans Papiers (VSP) e S.O.S. Migranti continuano a sostenere i migranti e i sans – papiers associandosi alla presentazione di una denuncia contro ignoti, in seguito agli avvenimenti intollerabili del 18 dicembre.

“Giusto per ricordarlo, questo sabato, nel pomeriggio, qualche decina di membri dell’organizzazione di migranti, la Voce dei Sans Papiers (VSP), accompagnati da simpatizzanti, hanno tentato di penetrare in un immobile sfitto situato a rue Marais, a Bruxelles al fine di rialloggiare i 100 membri dell’associazione.

Questa occupazione veniva effettuata in esecuzione di un decreto di requisizione adottato dal sindaco, ma sospeso lo stesso giorno (venerdì) dal Consiglio di Stato, e dunque senza il consenso della città di Bruxelles.

Tre individui armati, senza alcun bracciale identificativo o segni distintivi conosciuti si sono dediti, senza aver segnalato a quale titolo, a delle provocazioni verbali e fisiche respingendo violentemente un migrante, prima di utilizzare le loro armi, senza preavviso, sparando a caso delle flashball e delle palline di caucciù verso le persone presenti (persone migranti e solidali).

Sei persone disarmate e dal comportamento completamente pacifico sono state ferite da questi colpi”.

Pubblicato in dalle Frontiere | Commenti disabilitati su Belgio – A Bruxelles sparano su migranti e sans-papiers