Como – Aggiornamenti dalla frontiera

riceviamo e pubblichiamo

domenica 4 settembre

CrpCqV2VIAAKvHiAggiornamento della situazione al Campo di S.Giovanni.
Oggi è stata una giornata carica di eventi, quella trascorsa al campo di fronte alla stazione. Tutto comincia a metà mattina quando un gruppo di solidali cerca di esporre uno striscione contro le deportazioni. La Digos interviene e cerca di dissuadere i solidali presenti dall’issarlo, ma è costretta a cedere di fronte alla determinazione dei compagni. Continua a leggere

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Chiasso – 11 settembre – Corteo in solidarietà con i/le migranti

ManifestazioneChiassoRiceviamo e pubblichiamo. Per scriverci ed inviarci contributi: hurriya[at]autistici.org

Domenica 11 settembre – ore 14.00

Appuntamento a Chiasso, Stadio comunale, via Soldini

IN SOLIDARIETÀ CON LE MIGRANTI E I MIGRANTI
CORTEO ANTIRAZZISTA

Le frontiere sbarrate a Chiasso sono solamente lo specchio che riflette l’ondata di razzismo volutamente fomentata a fini politici, che oggi caratterizza tanto il Ticino e la Svizzera, quanto l’Europa e l’intero mondo occidentale.

Quella stessa Svizzera (e quello stesso occidente) le cui aziende esportano armi e saccheggiano risorse naturali provocando e alimentando guerre e sfruttamento in molti paesi di provenienza delle persone bloccate alla stazione di Como San Giovanni e in altri punti di questa ingiusta Europa.
Si stima infatti che a livello pro capite la Svizzera sia la seconda esportatrice di armi al mondo e che sul suolo elvetico si svolga il 20% del commercio di materie prime.

Se da una parte armi e oro passano liberamente le frontiere, dall’altra migliaia di esseri umani alla ricerca di un futuro migliore vengono respinti con metodi razzisti e umilianti dalle guardie di confine.

Diciamo basta a questo meccanismo disumano e ignorante!

Questo è un appello a tutte le persone antirazziste, a tutti gli individui che vorrebbero abbattere le frontiere e a chi pensa che ognuno/a debba potersi muovere liberamente quando e dove vuole.

DOMENICA 11 SETTEMBRE 2016 SCENDIAMO IN PIAZZA
E PRENDIAMO POSIZIONE CONTRO IL RAZZISMO E OGNI SUA FRONTIERA!
RITROVO: ORE 14.00 ALLO STADIO COMUNALE DI CHIASSO IN VIA SOLDINI
SOLIDARIETÀ CON I/LE MIGRANTI!
Partecipa al corteo come individuo, non portare bandiere e striscioni di partiti ed associazioni. L’obbiettivo del corteo non è farsi pubblicità o campagna elettorale, ma esprimere la propria solidarietà a tutte le persone migranti.

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Roma – Comunicato per il presidio al CIE di Ponte Galeria del 17/9

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato che indice un presidio solidale al Cie di Ponte Galeria. Ricordiamo che potete scriverci a hurriya[at]autistici.org

Finché dei lager non restino che macerie

Loc17settembre_ColoriNuovi muri e centri di detenzione, polizie e volontari alle frontiere, nuovi accordi tra gli stati per deportare forzatamente  migranti,  retate  nelle  strade  a  caccia  di  persone “irregolari”  e  militarizzazione  dei  territori  ridisegnano  il  volto  dell’Europa. Un’Europa che  continua  a  trincerarsi  dietro  i  suoi  confini  escludendo  gli indesiderabili  mentre,  allo  stesso  tempo,  si  nasconde  dietro  la  facciata  ipocrita  dell’accoglienza. Un’integrazione che  sfrutta  i/le migranti che, sotto il   ricatto del  permesso di soggiorno, vengono utilizzat* come forza lavoro sottopagata o “volontaria”.

Tra gli strumenti utilizzati dagli stati per controllare e reprimere ci sono i CIE, centri di detenzione per migranti senza documenti  in attesa dell’espulsione. Dei 13 centri costruiti in Italia, a seguito delle rivolte dei migranti reclusi, che li hanno distrutti e resi inagibili, ne sono rimasti funzionanti solo 4: Torino, Roma-Ponte Galeria, Brindisi-Restinco, Pian del Lago-Caltanissetta. Continua a leggere

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Sulla deportazione di massa dei migranti sudanesi dall’Italia e la complicità dell’Egitto

Fonti egiziane confermano l’arrivo a Khartoum di 40 richiedenti asilo sudanesi (la maggior parte dei media conferma invece l’espulsione di 48 persone, con volo EgyptAir ndr) originari del Darfur, prelevati a Ventimiglia e deportati dall’Italia il 25 agosto. Al momento dell’arrivo, i deportati, legati con corde, sono stati fermati e interrogati a lungo prima di essere liberati dalla polizia del regime di Omar al-Bashir (su cui pende un mandato d’arresto per genocidio e crimini di guerra emesso dalla Corte penale internazionale). Il portavoce ufficiale del ministero degli esteri sudanese ha detto all’agenzia di stampa sudanese (SUNA) che “la deportazione dei fermati ai confini italiani e francesi è avvenuta in coordinamento con le autorità competenti del ministero degli interni e degli esteri francese e sudanese, in osservanza del protocollo di intesa tra Sudan e governo italiano”. Egli ha poi aggiunto che “le autorità italiane hanno contattato l’ambasciata sudanese a Roma per coordinare la loro deportazione dopo che la Francia non gli aveva concesso l’asilo”. L’associazione “La Liberazione del Sudan” ha inviato un comunicato alle Nazioni Unite e alle associazioni per i diritti umani invitandole a proteggere dalla deportazione i richiedenti asilo bloccati sul confine italo-francese. L’associazione ha inoltre accusato il governo sudanese di essere l’artefice degli accordi per la loro deportazione forzata. 

Si riporta, inoltre, che le autorità de Il Cairo hanno deportato a Khartoum 27 sudanesi arrestati la settimana scorsa ad Alessandria, trasferiti poi con un ordine speciale dal Comando di sicurezza di Alessandria all’aeroporto de Il Cairo, mentre tentavano di imbarcarsi, insieme ad altri africani, su navi da pesca aventi come destinazione l’Italia. La deportazione su un aereo Sudan Airways è avvenuta dopo aver informato l’ambasciata sudanese che ha rilasciato i documenti di viaggio, di cui erano sprovvisti al momento dell’arresto. 

A quanto pare non si tratta di  un episodio isolato:  le deportazioni da parte del regime egiziano sono ordinarie. Il 16 agosto, 24 sudanesi in procinto di imbarcarsi verso l’Italia sono stati deportati; il 22 agosto è toccato a 35 tra sudanesi ed etiopi che cercavano di andare in Libia.

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[Opuscolo] “La carta è solo carta”: sulla detenzione amministrativa in Puglia

primaDalla Puglia riceviamo e pubblichiamo un approfondimento riguardo la detenzione amministrativa. Questo materiale è stato ultimato prima della rivolta dell’8 agosto nel CIE di Brindisi – Restinco.
Qui potete scaricarlo in versione stampa A3.

Ciò che queste pagine propongono è di illustrare la struttura attuale della macchina della detenzione amministrativa in Puglia. Una regione da sempre marginale nelle geografie del capitalismo, a causa della sua scarsa industrializzazione, che ora prova a riesumare la sua posizione storica di “Porta d’Oriente” nel Mediterraneo, non riuscendo a guadagnarsi altro che un ruolo di periferia funzionale al grande mercato globale. In quest’ambito la Puglia oggi gioca la sua parte, anche, con la capillare diffusione della rete di quella che, con l’ormai consueto capovolgimento di senso delle parole, è chiamata “accoglienza”.

Una premessa è d’obbligo. Non si può comprendere appieno il funzionamento della grande macchina della detenzione amministrativa se non si considera la sua funzione sociale e politica e se si trascura di guardare alle intenzioni degli “ingegneri” che l’hanno progettata, prima ancora dei “conducenti” che ne permettono il funzionamento.
Il sistema della detenzione amministrativa in cui incappano tutti coloro che non possiedono un documento di cittadinanza è una complessa struttura per il contenimento e la regolazione degli spostamenti umani sul territorio europeo. Tale struttura è il risultato materiale di un’espansione mostruosa della logica capitalista che interpreta tutto l’esistente sotto la luce, fosca, delle dinamiche di mercato e attribuisce ai flussi umani gli stessi parametri di gestione e gli indici di valore che usa per le merci.

In questa sovrapposizione degradante troviamo la chiave di lettura che ci spiega il senso e la funzione del sistema della detenzione amministrativa. In una parola: logistica.
Continua la lettura sul file in pdf.

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Roma – Sabato 17 settembre – Presidio al CIE di Ponte Galeria

Riceviamo e pubblichiamo la locandina del prossimo appuntamento solidale davanti il CIE romano. Il formato scaricabile, è pronto per la stampa in A3.
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Giulianova – Senza Frontiere: tre giorni al Campetto Occupato

Riceviamo e pubblichiamo, segnalandovi anche quest’altra iniziativa, prevista per il 28 agosto.
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Lampedusa – Fiamme nell’Hotspot

lmpApprendiamo dai media che ieri, 24 agosto, alle 20:30 un gruppo di persone recluse nell’Hotspot di Lampedusa ha incendiato dei materassi, danneggiando una cella del primo piano, nel padiglione dove sono reclusi i migranti minorenni.
I vigili del fuoco sembrano essere intervenuti immediatamente, circoscrivendo così il danneggiamento alla sola cella. Secondo la stampa locale, un ragazzo migrante sembra sia rimasto intossicato dal fumo.

Quella di ieri non è la prima protesta da quando il Centro di reclusione a Lampedusa è diventato un Hotspot. Il 18 maggio scorso, infatti, una rivolta aveva già danneggiato seriamente parte della struttura, portando alla chiusura di uno dei tre padiglioni presenti nel Centro. La protesta era scaturita dal tentativo delle autorità di procedere con una deportazione di massa in Tunisia, dopo giorni in cui le persone costrette nell’Hotspot protestavano contro le identificazioni forzate.

Solidarietà ai/alle migranti in lotta contro le identificazioni, la detenzione e le espulsioni.
100 di questi fuochi!

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Foggia – 400 lavoratori delle campagne del foggiano bloccano la Princes

Riceviamo e pubblichiamo. Per scriverci: hurriya[at]autistici.org

 

IMG-20160825-WA0005Aggiornamento: Si è concluso il blocco dei lavoratori delle campagne davanti alla Princes, ma la loro lotta non si ferma. Oggi è stata una grande giornata: 400 lavoratori delle campagne hanno scioperato e bloccato per oltre sei ore la trasformazione del pomodoro a Foggia. Le due grandi aziende della zona industriale, la Futuragri e la Princes, non hanno potuto lavorare il pomodoro né far uscire dalle fabbriche conserve e pelati. Molti i camionisti solidali con la lotta, visto il trattamento che ricevono dall’azienda. Questo è solo l’ultimo capitolo di una mobilitazione che prosegue dallo scorso settembre, e che pretende la regolarizzazione di tutti i lavoratori senza permesso di soggiorno e il rispetto dei contratti collettivi. Grazie al blocco, i lavoratori hanno ottenuto un impegno da parte dell’associazione nazionale delle industrie conserviere (ANICAV) a partecipare ad un incontro in cui pretenderemo che riconoscano le loro responsabilità nel garantire il rispetto dei diritti contrattuali, e un incontro con il questore riguardo ai permessi di soggiorno. Dal canto suo, il governo preferisce trincerarsi dietro ad un muro di silenzio. Siamo consapevoli che questo è solo l’inizio, ma oggi è una giornata storica per la lotta dei braccianti! Dalle campagne, WE STILL NEED YES!!

Comitato Lavoratori delle Campagne
Rete Campagne in Lotta
Solidaria Bari

pomoSalve a tutti.
Vogliamo informarvi che al momento circa 400 lavoratori delle campagne della provincia di Foggia stanno bloccando il passaggio dei camion all’ingresso della Princes (zona industriale di Foggia – Borgo incoronata) , la più grande fabbrica di trasformazione del pomodoro d’Europa, che fattura tre miliardi all’anno sulle spalle dei lavoratori.
Con la solidarietà che molti camionisti stanno dimostrando, rimarremo in blocco fino a quando non otterremo l’apertura di due tavoli istituzionali, su permessi di soggiorno e condizioni di lavoro di braccianti e trasportatori. A tre ore dall’ inizio dello sciopero le istituzioni locali e il governo centrale continuano a non dare un minimo di risposte di fronte alle rivendicazioni dei lavori su rispetto dei contratti e condizioni di vita e lavoro degne.

Invitiamo tutti a venire qui e a seguire la nostra lotta.
Basta ricatti, documenti e contratti! We need yes!

Comitato lavoratori delle campagne

Rete Campagne in Lotta

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Da Ventimiglia espulsioni in Sudan – la solidarietà si attiva a Milano Malpensa e Roma

 

Cqn5C1lXEAUztmHAggiornamento: I/le tre compagn* arrampicati sulla torretta a Milano Malpensa sono stati arrestati per resistenza e saranno processati domani alle 11 per direttissima, presso il Tribunale di Busto Arsizio (Varese). Dalle 10:30 è previsto un presidio di solidarietà davanti al Tribunale.

Da una mail, abbiamo ricevuto due foto dello striscione esposto oggi davanti la sede dell’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) a Roma, in via Nomentana, da un gruppo di nemici e nemiche delle espulsioni. 

Questa iniziativa è avvenuta mentre un gruppo di solidali, a Malpensa, cercava di bloccare il volo di deportazione di massa diretto in Sudan con scalo in Egitto.  Continua a leggere

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