Racconto della tentata evasione dal Cie di Ponte Galeria

images (1)fonte: Macerie

Nella serata di ieri i reclusi del Cie di Ponte Galeria, dopo essere entrati in possesso delle chiavi del centro, hanno chiuso la polizia all’esterno delle proprie aree e hanno cominciato a dirigersi verso il portone principale per tentare la fuga da lì. I poliziotti però, una volta resisi conto di essere rimasti bloccati, hanno chiamato subito in Questura chiedendo rinforzi. Nel giro di qualche minuto è arrivata la Celere che ha circondato il CIE con le camionette, impedendo di fatto il tentativo di evasione, e ha “liberato” i colleghi. A quel punto, per ripicca, gli agenti che erano già presenti nel centro e quelli appena arrivati sono entrati, manganelli e scudi alla mano, all’interno delle aree e han pestato i reclusi. Cinque sono stati i feriti, uno dei quali, proprio ieri, aveva ingerito per protesta del sapone e delle lamette.

 

Ascolta il racconto dell’accaduto da uno dei ragazzi detenuto nel Cie romano.

 

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Racconto della tentata evasione dal Cie di Ponte Galeria

Espulsioni in Nigeria dai Cie di Torino e Roma

mistral_air_deportazioni_assicuratefonte: Macerie

10 luglio. Nella notte diciotto nigeriani presenti all’interno dell’area viola del Cie di Corso Brunelleschi vengono prelevati e portati all’areoporto di Fiumicino. Lì, insieme ad altrettanti loro connazionali prelevati dal centro di Ponte Galeria, vengono imbarcati su un volo della compagnia MistralAir e deportati in Nigeria.

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , , , , , , | Commenti disabilitati su Espulsioni in Nigeria dai Cie di Torino e Roma

Ristrutturazioni

No CIE

No CIE

Il 2013 è stato un anno caratterizzato da numerosissime rivolte e proteste all’interno dei CIE di tutta Italia che hanno ammaccato e inceppato la macchina delle espulsioni. Facciamo una breve cronologia: a marzo e a novembre vengono chiusi, formalmente dal Ministero degli Interni, i Centri di Bologna e di Modena, ad agosto è il turno di Crotone; mentre a fine anno il fuoco appiccato dai reclusi fa chiudere i battenti ai CIE di Milano e di Gradisca di Isonzo. Senza contare le numerose camerate o aree distrutte, del tutto o in parte, nei pochi Centri, cinque, che sono tutt’ora attivi.

Politici di ogni risma, per cavalcare l’opinione pubblica, avevano rilasciato numerose dichiarazioni in cui sostenevano l’illegittimità dei CIE e denunciavano i soprusi che si perpetuavano al loro interno. Era tutto un coro che chiedeva la chiusura definitiva dei centri.

Come avevamo già avuto modo di analizzare a una crisi di un dispositivo repressivo segue una ristrutturazione, e così è stato.

I Centri non chiuderanno, riapriranno e saranno ancora peggio di prima, con tutta probabilità. Da una parte abbiamo le notizie che ci arrivano da quelli ancora aperti, ossia che, dopo un periodo in cui sembrava non ci fossero fondi o la volontà di ristrutturare le parti distrutte dagli incendi, ora si comincia a lavorare sodo. A Torino, ad esempio, dopo mesi passati con solo due/tre aree su sei a disposizione, si stanno svolgendo i lavori per ristabilire la funzionalità completa del Centro. Dall’altra parte i CIE che erano stati chiusi sono già stati quasi del tutto tirati a lucido. Bologna già mesi fa, Milano e Gradisca più di recente. Con delle inquietanti novità.

A Milano, il Centro sarà gestito da una società francese, la Gepsa, coadiuvata dalla cooperativa agrigentina Acuarinto. Mentre la cooperativa nostrana si occuperà della gestione dei reclusi, la Gepsa, forte della sua esperienza nei territori transalpini (la società gestisce infatti alcune sezioni di carceri francesi), avrà il compito di garantire la sicurezza all’interno del centro. Cosa significherà questo in termini pratici, se formeranno una squadretta di para-secondini, lo vedremo nei prossimi mesi, e lo vedranno soprattutto gli “ospiti” di queste struttura, al momento chiusa e vuota, ma con i lavori ultimati e, presumibilmente, in fase di riapertura.

Di pochi giorni fa la notizia, data da un quotidiano locale, che a Gradisca di Isonzo sono cominciati i lavori di ristrutturazione. Nonostante le parole spese da Alfano mesi addietro, il Centro potrebbe aprire i battenti già con l’entrata dell’anno nuovo.Connecting People, che gestiva il CIE prima della sua chiusura e gestisce tuttora quello di Bari, potrebbe riottenere il controllo della struttura, e i proventi che ne derivano. Anche se alcune voci danno come probabile l’arrivo di Gepsa anche nell’isontino.

Ora che anche il Ministro dell’Interno dichiara che la chiusura dei Centri è impensabile, si pensa già come cambiarne la gestione per evitare rivolte e fughe, seguendo le indicazioni emerse in un documento programmatico di qualche tempo fa, magari facendo sì che ci sia un unico ente appaltatore per Centri del Belpaese. Chissà chi tra la Croce rossa, che gestisce i CIE di Torino e Trapani e gestiva quello di Milano, la cooperativa Auxilium, che gestisce quelli di Roma e Caltanissetta, e il consorzioConnecting People avrà la possibilità di usufruire di questo affare milionario.

Articolo ripreso da Macerie

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Ristrutturazioni

[Roma] Sul presidio davanti il Cie di Ponte Galeria

cieStamattina una quarantina di nemici delle frontiere e delle prigioni si sono incontrati/e davanti le mura del Cie di Ponte Galeria.

Appena montata l’amplificazione, sin dai primi minuti, le grida dei detenuti e delle detenute sono arrivate chiare alle orecchie di chi era lì fuori, sintomo che la tensione raccontata in questi ultimi giorni è molto forte.
La notizia dell’evasione dal Cie di Trapani ha scaldato i cuori, così come il racconto delle proteste nel Cara di Castel Nuovo di Porto, gestito dalla stessa cooperativa Auxilium che trae profitto dal Cie di Ponte Galeria.

Dopo un breve aggiornamento sulla situazione negli altri centri e il racconto di alcune lotte, è iniziato il lancio di palline da tennis per sorpassare le mura e rafforzare la comunicazione tra dentro e fuori.

E’ così che i/le solidali vengono a sapere che probabilmente nella giornata di ieri, 8 ragazzi hanno provato a conquistarsi la libertà praticando un buco nel muro di una cella e che purtroppo sono stati fermati dall’intervento delle forze repressive presenti in massa all’interno del Cie.

Dopo circa 2 ore il presidio si è sciolto con un forte saluto a tutti i ragazzi e le ragazze imprigionate e con il proposito, per i/le solidali, di ritrovarsi in strada al Pigneto il prossimo venerdì.

Nel Cie di Ponte Galeria sono attualmente detenute circa 100 persone nella sezione maschile e 40 in quella femminile.

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su [Roma] Sul presidio davanti il Cie di Ponte Galeria

[Roma] 4/7 Pigneto – Gli unici stranieri sono gli sbirri nei quartieri

aperitivo3

Pubblicato in dalle Frontiere | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su [Roma] 4/7 Pigneto – Gli unici stranieri sono gli sbirri nei quartieri

Trapani – Fuga dal Cie

trapanifonte: Macerie

Nella serata di ieri sedici reclusi del CIE di Trapani, approfittando dell’apertura del cancello durante le operazioni di consegna del vitto, sono scappati dal loro settore. Dopo un inseguimento con qualche spintone dato a operanti della croce rossa e a poliziotti, in cinque sono riusciti a raggiungere le recinzioni e a scavalcarle.

Poco dopo uno degli evasi, che si era nascosto nell’area limitrofa al CIE, è stato individuato e fermato dalla polizia. Lui e altri tre suoi compagni di fuga, fermati all’interno del centro, sono stati trattenuti tutta la notte in Questura e processati, la mattina seguente, per direttissima per lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento (pare di alcune porte della struttura). Il processo è stato rinviato.

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Trapani – Fuga dal Cie

Roma – Due giorni contro i CIE – Domenica 29 giugno presidio davanti il Cie di Ponte Galeria

NOcieVenerdì 27 giugno all’Ateneo Occupato si terrà la presentazione del libro di Davide Cadeddu “CIE e complicità delle organizzazioni umanitarie”, ne seguirà una discussione, cibo e musica.

Per domenica mattina, 29 giugno, è previsto un presidio davanti il CIE di Ponte Galeria.

Di seguito l’appello con gli appuntamenti:

Fuoco ai C.I.E.

Cosa sono i C.I.E.?
I centri di identificazione ed espulsione sono dei lager. Sono dei luoghi in cui si viene reclusi per quello che si è: cioè persone con i documenti non in regola.

A chi servono i C.I.E.?
Servono ai padroni per controllare i flussi di manodopera. Per ricattare i lavoratori immigrati e spingerli ad accettare qualsiasi condizione di sfruttamento. Per fare sparire questa massa quando non serve più, segregandola ed espellendola.

Servono a quanti lucrano sulle sofferenze altrui. Come la cooperativa Auxilium, che gestisce il C.I.E. Di Ponte Galeria in condizioni di invivibilità.

Perché la persone emigrano?
Come sempre nella storia i poveri scappano dall’avidità dei ricchi. Scappano dalle guerre, dalle persecuzioni politiche, dalle catastrofi ambientali, dalla rapina delle risorse, dalla fame.
L’Europa non è la mano solidale che accoglie ma l’artiglio rapace che depreda.

Cosa ci insegnano gli internati nei C.I.E?
Mentre la maggioranza della popolazione accetta passivamente i soprusi dei padroni, dei politici, della polizia, nei C.I.E. non hanno aspettato che la libertà piovesse dall’alto.
Gli/le immigrati/e si sono ribellati, sono evasi, hanno distrutto e danneggiato oltre la metà delle strutture di reclusione. Hanno quindi inceppato seriamente la macchina delle espulsioni, garantendo concretamente la libertà di molti/e. Ci hanno insegnato la dignità degli ultimi. Lottando è possibile, per tutti, migliorare le proprie condizioni di vita.

Solidarietà a chi si ribella

Appuntamento alle 10 alla stazione Fs Ostiense per andare insieme davanti al Cie
Dalle ore 11, presidio solidale con i/le reclusi/e nel Cie di Ponte Galeria stazione Fiera di Roma del trenino per Fiumicino

Tutti liberi
Tutte libere
Fuoco ai Cie

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su Roma – Due giorni contro i CIE – Domenica 29 giugno presidio davanti il Cie di Ponte Galeria

Continua lo sciopero della fame al centro di detenzione per migranti di Vottem

Centre Fermé Vottem

Centre Fermé Vottem

Da 6 giorni diverse persone sono in sciopero della fame e (per alcuni) della sete nel centro do detenzione per migranti di Vottem (una si trova in uno stato molto preoccupante di salute).

Si tratta perlopiù di persone di origine pakistana, che temono per la loro vita se dovessero essere deportati.

La politica del Belgio  sull’immigrazione e sull’asilo è troppo restrittiva e risulta inaccettabile: ogni anno il 75% delle domande di asilo viene respinta…

Tra le persone in sciopero della fame, molti si sono costruiti la loro vita in Belgio, hanno i loro affetti qui, e si sono trovati colpiti da una procedura di espulsione nonostante avessero un lavoro e avessero frequentato corsi di formazione.

Basta espulsioni!

Solidarietà ai migranti in lotta nei lager di tutto il mondo!

Tradotto liberamente da Getting the voice out

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su Continua lo sciopero della fame al centro di detenzione per migranti di Vottem

Belgio. Due sans papiers evadono dal centro di detenzione di Merksplas

Merksplas Centre Fermè

Merksplas Centre Fermè

Due uomini, rinchiusi nel centre fermè di Merksplas in quanto sprovvisti di documenti sono riusciti ad evadare dal centro dopo aver attirato un operatore nel bagno ed averlo immobilizzato.

I due sono poi usciti dalla struttura utilizzando la chiave e un buco presente nella recinzione; pare che all’esterno un complice li aspettasse con un auto grazie alla quale si sono dileguati facendo perdere le loro tracce. Vano anche l’utilizzo dell’elicottero nelle ricerche.

Come sempre vento in poppa ai fuggitivi!

Fonte 1

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su Belgio. Due sans papiers evadono dal centro di detenzione di Merksplas

Australia. Un uomo fugge dall’aeroporto prima di essere rimpatriato

A Perth in Australia un uomo, che sarebbe dovuto essere rimpatriato in Vietnam, è riuscito a eludere la sorveglianza delle guardie della società privata SERCO in aereoporto ed è fuggito. Sulle sue tracce si sono messe la polizia federale e quella locale senza riuscire a rintracciare il fuggitivo, al quale auguriamo “vento in poppa”.

Basta deportazioni!

Tradotto liberamente da Sans Papiers Ni frontières

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su Australia. Un uomo fugge dall’aeroporto prima di essere rimpatriato