Ancora rivolta e cariche al CARA di Castelnuovo

Il CARA di Castelnuovo di Porto (RM)

Il CARA di Castelnuovo di Porto (RM)

A meno di un mese dall‘ultima volta, i richiedenti asilo del Cara di Castelnuovo di Porto hanno nuovamente inscenato una protesta. Alle 7 del mattino, ora di punta per i pendolari che si recano nella Capitale, hanno bloccato la Via Tiberina, impedendo la circolazione e spiegando con dei cartelli il motivo per cui sono scesi in strada.

A scatenare la rabbia, il mancato pagamento del pocket money, la diaria di 2,50 euro al giorno che veniva dato il primo del mese, abolita dal 7 aprile, quando a gestire il centro è arrivata la cooperativa Auxilium al posto della Gepsa. Doveva essere sostituito da una carta prepagata per fare la spesa, che però non è mai stata consegnata ai richiedenti asilo. Oltre a ciò, i manifestanti chiedono di “essere trattati da esseri umani”.

Dopo circa due ore è intervenuta la Polizia insieme al contingente dell’Esercito di stanza al Cara. Poliziotti e militari hanno cercato di rimuovere il blocco trascinando via di peso i manifestanti, ma l’atmosfera si è scaldata in fretta, ed è stata ordinata ed eseguita una carica che ha disperso il blocco. I richiedenti asilo sono allora scappati, chi all’interno della struttura che li vede ospiti, chi tra i campi, inseguiti dalle forze dell’ordine, e sono poi ancora riusciti a impedire l’accesso al Centro agli operatori della cooperativa.

Ne è seguito un valzer di dichiarazioni.
Il direttore del Cara, Vincenzo Lutrelli, ha cercato di minimizzare l’accaduto: «le Forze dell’ordine hanno risolto la situazione della Tiberina, dove c’era un gruppo di ospiti, non so se ci sono stati scontri. Al momento i migranti sono tornati nella struttura, e impediscono l’ingresso dal cancello principale».
Il deputato del Pd Khalid Chaouki, nel tentativo di salvare capra e cavoli, ha richiesto, dalla sua pagina facebook, «l’intervento del Viminale a tutela dei richiedenti asilo e degli operatori».
Poi il parlamentare si è recato con la collega Ileana Piazzoni, di SeL, a sedare di persona gli animi caldi nel Cara, per concludere con la solita tiritera che abbiamo sentito tante volte negli ultimi tempi: «se una rapida azione di presa in carico delle condizioni di vita degli ospiti del Cara deve avvenire senza indugi, rimaniamo fermamente convinti della necessità di una profonda revisione del sistema di accoglienza dei rifugiati».
La cooperativa Auxilium, che, oltre il Cara di Castelnuovo, gestisce anche il Cara di Bari e i Cie di Roma e Caltanissetta, ha preferito invece non fare commenti.

Ripreso da Macerie

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