Presidio Sabato 22 Agosto a Mentone e Ventimiglia

vent
Pubblichiamo questa breve comunicazione che arriva dai solidali in presidio permanente a Ventimiglia. Divieti, respingimenti, deportazioni e sgomberi sono il pugno di ferro con cui l’Europa sta provando a schiacciare le vite delle persone migranti, ai confini esterni e a quelli interni.

La nostra solidarietà va a chi ogni giorno rischia la propria vita e la propria libertà per bruciare le frontiere.

Libertà per gli harraga!

PRESIDIO SABATO 22 AGOSTO 
DAVANTI AGLI UFFICI DELLA POLIZIA 
ALLA FRONTIERA MENTONE-VENTIMIGLIA

PER TODOR E TUTT* LE ALTRE VITTIME DI VIOLENZE E CRIMINI DELLA POLIZIA

Oggi, purtroppo ci troviamo a ricordare le circostanze dell’assassinio di Todor Bokanovic.
All’età di 8 anni, è stato ucciso da un proiettile sparato dalla polizia mentre i suoi genitori passavano la frontiera franco-italiana a Sospelle il 20 agosto 1995.
Questo assassinio ha avuto luogo qualche chilometro dalla frontiera di Mentone-Ventimiglia dove i migranti sono sistematicamente bloccati e deportati da qualche mese.
Se noi ci incontriamo qui davanti ai prefabbricati della polizia di frontiera è perchè siamo testimoni ogni giorno delle stesse logiche che han portato all’assassinio di questo bambino.
Ogni giorno viviamo le violenze della polizia a causa delle frontiere.

E’ passata una settimana da quando un centinaio di persone che ha tentato di prendere il treno per resistere alle politiche razziste della Francia, ha subito violenze da parte della polizia.

E’ un anno che uno dei nostri fratelli resistendo ad una deportazione forzata verso l’Algeria è morto prima del suo arrivo all’areoporto di Roissy.
Sistematicamente i crimini dei poliziotti vengono insabbiati e loro protetti di fronte alla giustizia che si rifiuta di riconoscerli come criminali.
La famiglia di Todor ha inoltre assistito al rilascio dei poliziotti colpevoli dell’omicidio del figlio.
Altre famiglie e partenti di vittime della polizia subiscono la stessa sorte.
Quest’anno la giustizia ha rilasciato i poliziotti che hanno ucciso due adolescenti, Zyed e Bouna, a Clichy-sous-Bois il 27 ottobre 2005.
La stessa cosa è successa per quelli che hanno ucciso il pensionato algerino, Alì Ziri, morto l’11giugno 2009 all’ospedale due giorni dopo il suo arresto da parte della polizia di Argenteuil.

Domani potremmo essere noi le prossime vittime di crimini commessi da parte della polizia francese, da cui subiamo già violenze quotidinianamente.
Cosa succederebbe se uno di noi si rifiutasse di subire le violenze della polizia che ci sbarra la strada che respinge dai treni e deporta i migranti con la forza verso l’Italia?

A Sospel nel 1995 come a Ventimiglia e a Calais nel 2015 la polizia e le frontiere uccidono e umiliano.

Un pensiero va a tutti quell* assassinat* dalla polizia, qui e altrove.

Noi chiediamo l’apertura di tutte le barricate della polizia, in frontiera, nelle stazioni e nei quartieri popolari.

Luogo e ora dell’incontro Sabato 22 Agosto – h 18.00 in via Astride Briand n°30 06500 MENTONE

Testo in francese su mars-infos.org.

Pubblicato in dalle Frontiere | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Presidio Sabato 22 Agosto a Mentone e Ventimiglia

Bari – Sabato 29 Agosto – Presidio solidale al C.I.E.

Riceviamo e pubblichiamo la locandina per il prossimo appuntamento davanti il CIE di Bari Palese, che si terrà Sabato 29 Agosto, a partire dalle ore 17.
Scarica, stampa e diffondi.

Bari

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Bari – Sabato 29 Agosto – Presidio solidale al C.I.E.

Scioperi conclusi e nuovi direttori

fotociefonte: Macerie

Sembra essere arrivato agli sgoccioli lo sciopero della fame e della sete che, dentro le mura del Cie di Torino, alcuni reclusi stavano portando avanti da quasi due settimane. Qualcuno sta ancora scioperando, non volendo abbandonare quella piccola speranza di uscire che aveva animato la protesta negli scorsi giorni, ma i più hanno abbandonato di fronte all’inamovibilità dei medici del Centro che giudicavano idoneo a restare in corso Brunelleschi anche chi si presentava in sedia a rotelle e stremato dai numerosi giorni di astensione da cibo e acqua. L’indifferenza dei gestori sembra, dunque, aver avuto la meglio anche se, come sappiamo, la calma nei Cie non può regnare a lungo.

E ci auguriamo che sia così sul serio, visto che sembra ormai certo che siano ricominciati i lavori di ristrutturazione che dovrebbero portare a capienza massima il Centro. Un po’ ce lo si poteva aspettare dopo le ristrutturazioni dei mesi invernali che avevano riportato il Cie ad avere novanta posti disponibili ma ancora con diverse aree mezze chiuse perché semidistrutte. Le ditte, a detta di chi vede entrare e uscire i mezzi dei lavori, son sempre le stesse.

Cambia invece il direttore del Cie di Bari anche se di ufficiale non c’è niente – forse perché non era stato detto ufficialmente neanche che Rohan Lalinda, l’ex-recluso poi diventato direttore, aveva fatto i bagagli e se n’era andato lasciando la gestione del Cie in mano alla polizia. In maniera temporanea, s’intende; giusto il tempo di far formare qualcun altro che andasse a tappare il posto vacante e così, dopo oltre tre mesi, Bari ha ora una nuova direttrice; son le voci da dentro a raccontarcelo e ci dicono anche che appena arrivata, come ben si confà ai nuovi capi, ha dettato subito nuove regole, più repressive ovviamente, come il divieto di stare nei corridoi – unico luogo dove i reclusi di tutte le aree possono incontrarsi. Staremo a vedere se ai reclusi andranno giù le nuove disposizioni o meno. Intanto fuori dalle mura baresi si sta preparando un presidio in loro solidarietà. Appuntamento per sabato 29 agosto allora, per un saluto a coloro che ancora scalpitano rinchiusi tra le gabbie e che non vogliono rinunciare alla loro libertà.

Presidio in solidarietà anche a Roma, il 5 di settembre davanti alle mura del Cie di Ponte Galeria.

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Scioperi conclusi e nuovi direttori

Roma – Sabato 5 settembre: presidio al CIE di Ponte Galeria

Riceviamo e pubblichiamo la locandina per il prossimo appuntamento davanti il CIE di Ponte Galeria, in solidarietà con le persone recluse.
Scarica, stampa e diffondi.

5settembrePonteGaleria

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Roma – Sabato 5 settembre: presidio al CIE di Ponte Galeria

Le lotte dei/delle migranti contro la Fortezza Europa

calais

Migliaia e migliaia di migranti presenti sul suolo europeo lottano ogni giorno.
Le rivendicazioni su cui si basano le lotte dei migranti sono dovunque semplici e chiare, senza distinguo politicisti, come dimostrano gli striscioni e i cartelli esposti nelle manifestazioni: documenti per tutti o nessun documento affatto (”Documents for all, or not documents at all”); libertà di movimento (“Freedom of movement”); No alle frontiere (“No borders” “Open the borders”); la chiusura dei centri di detenzione per migranti (“No detention”); stop alle espulsioni (“Stop deportation”); la cessazione degli sgomberi degli spazi occupati dai migranti (“No evictions”) ; no alle retate e alla criminalizzazione dei migranti (“Stop raids”).

Quella che segue è solo una parziale cronaca delle lotte in corso nel mese di Agosto.

Norvegia

Minori migranti in protesta, arrestati in Norvegia

Minori migranti in protesta, arrestati in Norvegia

Il 6 Agosto 20 minori richiedenti asilo si sono barricati all’interno della palestra presso il centro di accoglienza Lunner, a 50 km da Oslo, lanciando pietre contro la polizia per protestare contro la decisione di spostare uno dei giovani – con l’accusa che si trattasse di un maggiorenne che aveva mentito sulla sua età. Le autorità ora minacciano il carcere e l’espulsione per chi ha protestato (1).

Repubblica Ceca

Repressione della rivolta a Bela pod Bezdězem

Repressione della rivolta a Bela pod Bezdězem

Dopo varie proteste e scioperi della fame, il 30 Luglio 60 migranti tentano la fuga dal centro di detenzione di Bela pod Bezdězem (dove sono rinchiuse circa 450 persone), provando a smantellare la recinzione, ma vengono fermati dalla polizia. Il giorno dopo il ministro degli Interni Chovanec si reca in visita nel centro e respinge tutte le loro richieste, scoppia una nuova rivolta, vengono danneggiate varie strutture del centro e solo l’ingresso in massa della celere pone fine alla protesta.   Il primo Agosto 31 persone vengono deportate in un’altra struttura a Zastávka (2).

https://youtu.be/3pqj7BHlSxY?t=5m12s

Germania

Picchetto solidale contro le espulsioni a Meiningen

Picchetto solidale contro le espulsioni a Meiningen

Meiningen – L’undici Agosto un presidio solidale ha bloccato la deportazione in Kossovo di una famiglia rom (3).

Hoyerswerda – Il 12 Agosto 17 richiedenti asilo siriani che vivono in un centro accoglienza sono entrati in sciopero della fame per sollecitare una risposta alle loro domande d’asilo (4).

Belgio

sclessinSclessin – Organizzato dal collettivo “Voce dei senza documenti di Liegi”” decine di persone hanno partecipato ad un’occupazione di un vecchio edificio abbandonato a Sclessin, il 14 Giugno. Il 22 Agosto si terrà una manifestazione di solidarietà con l’occupazione (5).

Bruges – I migranti segregati nel centro detenzione hanno iniziato il primo Agosto uno sciopero della fame che è continuato per più di 5 giorni: sono detenuti da mesi senza alcuna notizia e possibilità di difesa legale, e si oppongono alle espulsioni (6).

Corteo delle migranti sans papier a Bruxelles

Corteo delle migranti sans papier a Bruxelles

Bruxelles – Dal 29 Luglio, ogni mercoledì, decine di donne migranti “sans papier” organizzano un corteo e un volantinaggio sul boulevard Anspach , vestite di bianco , con un semplice messaggio: “Nessuno è illegale. Non lasciate che un pezzo di carta ci divida” (7).

Svizzera

Manifesto del corteo No Bunker a Ginevra

Manifesto del corteo No Bunker a Ginevra

GinevraIl 16 Giugno migranti e solidali hanno occupato il centro culturale ginevrino Grütli per protestare contro il previsto trasferimento nei rifugi della protezione civile di parte degli ospiti del centro Les Tattes di Vernier. Le strutture “ufficiali” messe a disposizione dalle autorità sono veri e propri bunker sotterranei, senza finestre, e contro questo tipo di sistemazione è nato a Gennaio il movimento “No bunker”. Il 13 Agosto si è tenuta lungo le strade della città l’ultima di varie manifestazioni di sostegno agli occupanti (8).

Spagna

salou1Salou – L’undici Agosto nel corso di una delle continue retate a sfondo razziale contro i venditori ambulanti, è morto cadendo dalla finestra della sua casa Mor, un senegalese di 50 anni. La rabbia delle comunità migranti si è subito riversata per strada e ne sono nati scontri con la polizia . Almeno 12 persone sono state arrestate durante le retate e in seguito alle proteste. Le manifestazioni sono continuate il giorno successivo, e cortei di solidarietà si sono svolti a Barcellona, Madrid, Malaga e in altre città.

 

Francia

vincennes

Parigi – A Vincennes, nei sobborghi di Parigi, i migranti , che sono alcuni di quelli  sgomberati più volte negli ultimi mesi dall’accampamento di La Chapelle, per protesta hanno iniziato uno sciopero della fame l’undici agosto e il giorno successivo hanno occupato il centro accoglienza Emmaus: i gestori dell’accoglienza hanno chiamato la polizia che ha effettuato 4 arresti, 3 di solidali (9).

La "maison des réfugiés" a Parigi

La “maison des réfugiés” a Parigi

Parigi – Il 31 Luglio altri duecento migranti sgomberati da La Chapelle hanno occupato, col supporto dei solidali, il liceo abbandonato Jean-Quarré , che è stato ribattezzato la “maison des réfugiés”, la casa dei rifugiati. Nelle settimane successive sono aumentate le provocazioni poliziesche attraverso controlli e retate nei pressi dell’occupazione, come altrove.

Volantini contro le retate contro i sans-papier

Volantini contro le retate contro i sans-papier

Il 4 Agosto un’operazione di polizia contro i venditori ambulanti nel quartiere di Menilmontant aveva portato alla morte di un bambino di 5 anni, fuggito dopo aver visto arrivare la polizia e investito da un camion. In risposta il 14 Agosto si è tenuto un presidio al distretto di polizia per chiederne la fine delle retate e dei controlli e la liberazione dei 4 arrestati al centro Emmaus, e per il 15 Agosto è stata chiamata una manifestazione solidale (10).

Calais – Il 2 Agosto 150 migranti bloccano per due ore l’autostrada e l’ingresso dell’Eurotunnel. (qui un precedente articolo di Hurriya) L’otto Agosto, centinaia di migranti e solidali hanno organizzato una manifestazione nei pressi dell’autostrada che conduce allo scalo ferroviario dell’EuroTunnel, per l’apertura delle frontiere (11).

Gran Bretagna

yarlsYarlsword – Otto Agosto Centinaia di persone manifestano per la chiusura dei centri di detenzione per migranti (12).

Si terrà il 20 Agosto il primo sciopero generale della storia degli immigrati polacchi , contro le politiche sull’immigrazione del Governo. 680.000 vivono in Gran Bretagna e lavorano sopratutto nei settori dell’edilizia, della sanità e la ristorazione (13).

Grecia

Nelle isole di Kos e Kalymnos proteste dei migranti (ne abbiamo parlato qui).

Italia

Ventimiglia – La notte del 10 Agosto un centinaio di migranti tentano di superare la frontiera e vengono fermati a Menton. Una ventina di solidali attuano un blocco stradale per evitare le espulsioni e vengono fermati e denunciati (Qui il comunicato del presidio permanente No Borders).

Giugliano (Na) Il 7 Agosto trecento immigrati hanno occupato la strada statale Domiziana protestando per le condizioni di vita nei centri d’accoglienza della zona legate soprattutto all’igiene e al numero elevato di persone (14).

Castellamare del Golfo (Tp) – Il 12 Agosto decine di migranti africani che vivono all’Ipab “Regina Elena e Vittorio Emanuele II” hanno bloccato la circonvallazione di Castellammare del Golfo, nei pressi del commissariato di Polizia, chiedendo la velocizzazione delle pratiche burocratiche (15).

Chiaromonte (Pz) – Protesta dei richiedenti asilo nel centro di accoglienza, l’otto Agosto (16).

Campli (Te)– Il 6 Agosto presidio dei richiedenti asilo davanti alla caserma dei Carabinieri per protestare contro le condizioni di accoglienza (17).

Taranto – 6 Agosto sit-in dinanzi al Comune e in prefettura dei migranti , per chiedere carte d’identità e tessere sanitarie (18).

San Pietro al Tanagro (Sa) – 4 minorenni eritree tentano la fuga da una casa famiglia, lanciandosi dalle finestre e procurandosi varie fratture (19).

Cagliari e Lampedusa Proteste dei migranti contro le identificazioni e per lasciare le isole (articolo qui)

Torino – scioperi nella fame nel Cie (qui vari articoli)

Ungheria

ungheriaIl 6 Agosto 18 migranti sono stati arrestati per aver tagliato le nuove recinzioni in costruzione per 175 chilometri sul confine con la Serbia (20) .

Le scritte nella casa dei rifugiati a Parigi

Le scritte nella casa dei rifugiati a Parigi

Pubblicato in dalle Frontiere, dalle Galere, General | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su Le lotte dei/delle migranti contro la Fortezza Europa

Da Lampedusa a Kos, da Cagliari a Kalymnos: gli Stati fanno la guerra, i/le migranti sono in lotta per la libertà.

Lampedusa

Corteo a Lampedusa 11/8/15

Una settimana di proteste, manifestazioni, cortei e repressione nelle isole del Mediterraneo, che per la loro posizione sembrano sempre più trasformarsi in centri di identificazione e reclusione, dove migliaia di migranti lottano per continuare il loro viaggio e raggiungere, attraversando il continente europeo, le loro destinazioni.

 

Lampedusa

A Lampedusa l’11 e il 12 Agosto decine di minori migranti giunti con gli ultimi sbarchi sono usciti in massa dal centro di accoglienza per recarsi al porto commerciale, con l’intenzione di lasciare subito l’isola, così come gli era stato illusoriamente promesso. Sono stati fermati dalle varie forze di polizia che presidiano il centro accoglienza e la zona e dissuasi da alcune ONG (1). Negli striscioni che esponevano si poteva leggere la protesta contro l’identificazione forzata. Inoltre hanno espresso la volontà di partire tutti insieme e non separati (e dispersi) in piccoli gruppi, e l’intenzione di ricongiungersi con gli adulti con i quali avevano condiviso il viaggio verso l’Europa (2, 3).

Cagliari

Dal 6 Agosto centinaia di migranti, tra i quali molti eritrei, da poco arrivati in Sardegna , si sono diretti e accampati in piazza Matteotti e nella zona del porto prossima agli ingressi per tentare di imbarcarsi sui traghetti e lasciare l’isola senza farsi identificare. Nella trattativa è intervenuto il questore affermando che sarebbero potuti partire a piccoli gruppi ma “hanno il dovere di farsi identificare e fotosegnalare, agli adempimenti previste dalla legge non si possono sottrarre“ (4) . 

Cagliari, presidio dei migranti  al Comune 11/8/15

Cagliari, presidio dei migranti al Comune 11/8/15

L’undici Agosto in 200, soprattutto eritrei e sudanesi, si sono diretti in Comune, bloccando il traffico su via Roma, per tenere un presidio fisso, controllati a vista da decine di poliziotti, vigili e carabinieri. I giornali annunciavano poi la fine della protesta: dopo giorni di promesse ed illusioni istituzionali, ed ovviamente anche di minacce e ricatti, secondo la stampa la maggior parte dei migranti sarebbe tornata nei centri di accoglienza. Ed invece il giorno dopo, 12 Agosto, la protesta è continuata: nuovo spostamento in massa verso gli ingressi del porto, chiusi dalle autorità, e in seguito un corteo selvaggio percorre e blocca le strade di Cagliari, lungo viale la Plaia fino a via Roma, per terminare nuovamente in un presidio davanti al Municipio (5).

Cagliari, corteo selvaggio 12/8/15

Cagliari, corteo selvaggio 12/8/15

Il presidio è continuato per tutta la notte: “Siamo diventati dei prigionieri. Non abbiamo alternative: iniziamo lo sciopero della fame” hanno affermato i migranti, che continuano a lottare per partire senza farsi fotosegnalare (6).

Kalymnos

Kalymnos, protesta dei migranti 10/8/15

Kalymnos, protesta dei migranti 10/8/15

Nell’isola dell’Egeo il 10 Agosto duecento migranti si sono riuniti per protestare davanti all’autorità portuale. Da giorni sono bloccati sull’isola, con un caldo insopportabile e con un solo bagno e una doccia a disposizione per centinaia di adulti, neonati e bambini. Rifiutavano di farsi prendere le impronte digitali e volevano raggiungere il continente.

Nella repressione della protesta è stata segnalata la presenza, oltre che della guardia costiera, di “civili” armati di bastoni e fucili d’assalto: la minaccia di usare le armi ha costretto i migranti a ritirarsi. I giornali locali riportano anche il lancio di bombe carta per intimidire i migranti (7, 8).

 

Kalymnos, civili armati , 10/8/15

Kalymnos, civili armati , 10/8/15

Kos

Migliaia di migranti, (secondo alcune fonti 7000), per la maggior parte siriani ma anche afgani e africani, hanno raggiunto nelle ultime settimane l’isola greca, posta a pochi chilometri dalla costa della Turchia e per questo motivo abbastanza facilmente raggiungibile anche con imbarcazioni di fortuna. Nell’isola non è prevista nessuna forma di “accoglienza”, anche minima. Sono sorti decine di piccoli accampamenti improvvisati negli spazi pubblici dell’isola. Il sindaco dell’isola ha subito lanciato appelli per “liberare” questi spazi dalla presenza sgradita dei migranti, e le forze dell’ordine supportate da fascisti locali hanno provveduto a sgomberare la maggior parte dei campi e spostare con la forza migliaia di persone nello stadio dell’isola, dove avviene l’identificazione. Le proteste dei migranti contro l’identificazione, per i lunghi tempi di attesa e per la mancanza di tutti i beni primari (acqua, cibo, letti, servizi igienici) è stata repressa dalla polizia attraverso l’uso di granate stordenti e bastoni, minacce con coltelli, e in seguito anche con l’uso di estintori. Perso il controllo della situazione, le autorità e le forze dell’ordine hanno pensato bene di trasformare lo stadio in un vero e proprio campo di concentramento, chiudendo per un giorno circa 2000 persone all’interno dell’impianto sportivo senza acqua, cibo, ombra, letti e servizi igienici. Le richieste d’aiuto al governo centrale sono state subito soddisfatte: un aereo da trasporto C130 con a bordo due plotoni della polizia antisommossa MAT è stato frettolosamente inviato sull’isola. La celere ha presidiato l’ingresso dello stadio, reprimendo con manganelli e spray urticanti le proteste dei segregati.

I report di Medici senza frontiere, presente sul posto, insieme alle corrispondenze di alcuni giornalisti e attivisti locali, hanno rotto il muro di silenzio su quanto stava avvenendo.

Kos, striscione dei solidali

Kos, striscione dei solidali

MSF riporta di 6 feriti a causa delle violenze della polizia, di 26 persone con crisi di panico provocate dalle granate stordenti e dai gas lacrimogeni, e di 30 persone svenute per le terribili condizioni di detenzione.

https://www.youtube.com/watch?v=xQrshnyxqRA

Nelle ultime ore lo stadio è stato sfollato, ora all’interno sono presenti circa 150 persone , sopratutto siriani appena sbarcati, in attesa dell’identificazione.

 

Pubblicato in dalle Frontiere | Contrassegnato , , , , , , , | Commenti disabilitati su Da Lampedusa a Kos, da Cagliari a Kalymnos: gli Stati fanno la guerra, i/le migranti sono in lotta per la libertà.

Marocco – Aggiornamenti dal confine: almeno 5 morti

mapTraduzione da “No Borders Marocco

Nei giorni scorsi, la situazione alla frontiera europea-marocchina è diventata ancora più catastrofica. Almeno cinque persone sono morte Domenica scorsa: secondo le informazioni ufficiali, quattro migranti sub-sahariani sono morti annegati nel tentativo di raggiungere a nuoto Ceuta (una ONG locale parla di 8 morti, 4 confermati e quattro persone scomparse, si parla anche di un’altra piccola barca che non è stato soccorsa). Lo stesso giorno, un migrante marocchino è morto asfissiato nel bagagliaio dell’auto di suo fratello sul traghetto per Almeria.

Siamo tristi e arrabbiati. Ancora una volta la fortezza Europa ha ucciso cinque persone e ne ha ferite molte di più!

Ogni notte, persone provano ad attraversare il Mediterraneo in cerca di una vita migliore e si trovano di fronte a una repressione spietata. Le autorità marocchine hanno preso ulteriori misure di controllo non solo per intercettare i migranti ma anche il traffico di droga. Nello Stretto di Gibilterra, almeno due nuovi motoscafi ad alta velocità hanno come missione quella di fermare i migranti e tenerli a bada fino a quando la marina marocchina arriva sulla scena e riporta i migranti in Marocco. Le autorità le chiamano “operazioni di salvataggio”, per noi queste sono “operazioni di respingimento”.

Ogni giorno ci sono imbarcazioni che tentano di attraversare il Mediterraneo. Ogni giorno ci sono migranti che raggiungono il territorio spagnolo, e altri che sono respinti dalla marina militare marocchina.

Un esempio di un comunicato di watchthemed sulle “operazioni di salvataggio”:

“Il primo agosto ci siamo attivati su una seconda nave in pericolo nel Mediterraneo occidentale. Alle 16:30 una donna ci ha chiamato e ci ha detto di una nave che ha lasciato Cape Spartel tra le 2 e le 3 del mattino. Circa mezz’ora più tardi abbiamo scoperto che c’erano 11 uomini a bordo che avevano lasciato Capo Spartel. La persona con la quale avevamo il contatto ci ha detto che aver bisogno di urgente aiuto a causa di un problema con la loro “patera” (barca). Dopo questa chiamata, è stata informata la marina marocchina, che non ha voluto condurre un’operazione di salvataggio. Abbiamo passato queste informazioni al “Salvamento Maritimo” (Organizzazione spagnola per il soccorso in mare). In serata, la persona che ci aveva contattati ci ha riferito di essere stati intercettati dalla marina marocchina. Più tardi siamo stati in grado di contattare i passeggeri direttamente tramite WhatsApp. Hanno raccontato che per lungo tempo erano stati ignorati dalla guardia costiera sia spagnola che marocchina NONOSTANTE la situazione di pericolo. In tarda serata siamo stati contattati da una persona che era stata su una nave intercettata dalla marina militare marocchina intorno a mezzogiorno. Ha detto che sono stati portati in una stazione di polizia e messi in un’auto. Quando abbiamo chiamato di nuovo, ha risposto: “Sono ancora in auto con altre 12 persone che sono spaventate e esauste per il loro tentativo di attraversamento”. Pochi minuti dopo ci hanno detto che erano stati lasciati nella foresta di Cassiago “(vedi: http://watchthemed.net/reports/view/190 ).

C’è stato un “attacco” alle recinzioni di Melilla il 3 Agosto. Mentre il noto quotidiano “Mellilla Hoy” annunciava crudelmente “tre mesi senza il passaggio dei migranti”, la Guardia Civil ha dato alcune cifre errate circa l’attacco di ieri, per dare la sensazione di una “tempesta” di migranti. Il numero ufficiale di 400 migranti è esagerato, diverse fonti ci dicono che erano piuttosto tra 50 e 100. In realtà, tra le montagne di Gourougou attualmente ci sono non più di 150 persone. Mentre alcune persone sono state ricoverate in ospedale dopo questo tentativo, 50 sono state deportate a Fez. Intorno a Nador la maggior parte delle persone sono partite per altre città, altri sono nella foresta di Zoutiya (ancora controllata in forze dalla polizia), e altri stanno pensando di spostarsi in Libia.

Il morale è basso, ma le persone continuano a provare, nonostante la guerra condotta contro di loro dall’Unione europea! La nostra solidarietà è con loro!

NoBorders!
Fermare la guerra contro i migranti!

Pubblicato in dalle Frontiere | Contrassegnato , , , , , | Commenti disabilitati su Marocco – Aggiornamenti dal confine: almeno 5 morti

Una voce dal CIE di Bari Palese

Da “Macerie“:

7

«Siamo esseri umani, siamo persone come tutti gli altri: per loro no». E loro sono quelli che ti trattano come «oggetti rinchiusi», quelli che «ti chiamano ospite» ma poi ti tolgono l’accendino e la penna, la collanina e pure il cellulare se è dotato di una pericolosissima fotocamera, il portafoglio e gli oggetti personali. Che ti rinchiudono in gabbie quindici a quindici ma poi non ti fan parlare con i quindici della gabbia accanto. Che «ti sequestrano», insomma, che ti ficcano di nascosto psicofarmaci nel cibo perché tu non faccia casino e che poi te ne somministrano altri ancora per farti «dimenticare il dolore» anziché curarti quando stai male. Loro – loro -sono quelli che gestiscono il Cie, insomma. Un Cie ancora mezzo bruciacchiato dalle rivolte degli anni passati, dove il direttore non si vede mai e i dipendenti da un bel po’ non ricevono lo stipendio.

Una voce limpidissima da Bari Palese, che a molti di voi sembrerà identica alle tante che abbiamo raccolto in questi anni a far la storia dal di dentro delle “Guantanamo italiane”. Storia lunga e ripetitiva, piena di sofferenze ma anche di rivolte, finita ogni tanto sotto i riflettori della stampa e oggetto periodicamente degli strepiti e delle dichiarazioni inutili di deputati e consiglieri comunali. Storia cui manca sempre e solo una parola: «fine».

Ascolta la testimonianza dal Cie di Bari Palese qui.

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Una voce dal CIE di Bari Palese

Perchè pace non può essercene

Ripreso da Macerie

Continua lo sciopero della fame e della sete nel Cie di corso Brunelleschi. Dopo la liberazione, ieri e oggi, di altri due scioperanti, il numero di chi ha deciso di non mangiare e non bere è aumentato ancora.  E non c’è di che stupirsi; sono in molti infatti ad essere disposti a mettere a repentaglio la propria salute se questo si dimostra essere una possibilità, anche piccola piccola, per uscire dal Cie. Ognuno ha la sua storia e i suoi motivi, ma tutti lottano per la libertà. Ormai sono quasi una ventina i ragazzi in sciopero, divisi tra le diverse aree.
Intanto ieri sera un ragazzo si è arrampicato sulla rete del campetto. Se n’è stato lì appollaiato per un paio d’ore tra l’indifferenza della polizia, fino a che qualche compagno di reclusione non lo ha convinto a scendere. La sua storia è tristemente simile a quella di tanti altri: è stato catturato mentre andava a fare le carte per il permesso di soggiorno, ha una compagna che aspetta un bambino qui in Italia e vuole la libertà. Poco dopo una decina di ragazzi, trovando buona l’idea di arrampicarsi per provare a scappare, hanno improvvisato delle corde con cui hanno cercato di agganciare le reti del campetto. L’operazione deve essere stata un po’ lunga e visibile perché la polizia – indossati i caschi e impugnati i manganelli – ha fatto in tempo ad accorrere e respingere i ragazzi. La situazione è tornata presto alla normalità anche se i poliziotti  hanno continuato a girare intorno al perimetro delle aree ancora per qualche tempo.

Qui potete ascoltare l’intervista fatta al ragazzo arrampicato sulla rete

 

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Perchè pace non può essercene

Torino – “In 5 minuti”: un giro intero nella ruota infernale della macchina delle espulsioni

orologio_interna-nuova1fonte: Macerie

In poco più di cinque minuti di racconto, un giro intero della ruota infernale della macchina delle espulsioni: dalla cattura a Reggio Emilia, alle umiliazioni durante la prigionia nel Cie di Torino, alle fascette mani e piedi per la deportazione, alle botte di fronte a tutti sull’aereo della Royal Air Maroc. In mezzo un compagno che riesce ad evadere e, alla fine, l’ultima beffa: l’arrivo senza bagagli. Ascoltate la testimonianza di Noureddine, in diretta dal Marocco.

E già che ci siete, ascoltate anche la voce di Sheriff, recluso nell’aria gialla del Cie di Torino che da dodici giorni è in sciopero della fame e della sete.
Lo sciopero intanto prosegue anche nell’aria bianca dove tre persone non mangiano e non bevono da sei giorni tra l’indifferenza dei medici.

Pubblicato in dalle Galere | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Torino – “In 5 minuti”: un giro intero nella ruota infernale della macchina delle espulsioni