Nuovo assalto di migranti alla frontiera di Melilla. Un centinaio riescono ad entrare

AGGIORNAMENTO del 28 febbraio

Stamattina nuovo assalto alla frontiera di Melilla: 200 migranti riescono ad entrar. Era dal 2005 che non entravano così tante persone

Fonte ElMundo

Questa mattina un nuovo assalto da parte di migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana alla frontiere dell’enclave spagnole di Melilla. Secondo le forze di sicurezza marocchine ci sarebbero 27 feriti e 96 migranti sarebbero stati arrestati. Un centinaio di loro, su un totale di 500, sono riusciti a superare la barriera metallica.

Interessante la dichiarazione del portavoce del governo spagnolo che sostiene come i migranti fossero ben equipaggiati per portare l’assalto alle recenzioni e ben organizzati in quanto l’attaco si è svolto in due diversi punti della vergognosa barriera.

Solidarietà a tutti coloro che lottano per conquistarsi la libertà. No borders!

fonti: ITA Tmnews ENG Bbc FRA Lemonde

Melilla

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Modena – Emessa la sentenza contro 3 compagni accusati di aver danneggiato il Cie

fonte: NO CIE modena
fuoriIl 24 febbraio la giudice Manuela Cortelloni, dopo un lungo dibattimento degli avvocati difensori, ha emesso sentenza contro Andrea, Sabbo e Gabriele accusati di aver danneggiato il CIE modenese dopo un presunto blitz  in stile paramilitare.

Le pene sono di 1 anno per Andrea e Sabbo (senza la condizionale) e di 8 mesi per Gabriele (che ora è completamente libero).

Per Andrea e Sabbo persiste la misura cautelare dell’ obbligo di dimora con restrizioni notturne.

Se ci saranno novità seguiranno aggiornamenti.
NO CIE! BASTA LAGER!

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Tentate evasioni dai Cie di Trapani e di Roma

fonte: Macerie

trapQuattro giorni dopo l’evasione della settimana scorsa, nella notte tra martedì 25 e mercoledì 26 febbraio una trentina di reclusi hanno tentato nuovamente la fuga dal Cie di Trapani. Purtroppo la polizia, presente in forze, è riuscita a bloccarli tutti.

E a proposito di tentate evasioni, in otto hanno provato a scappare dal Cie di Roma nella notte tra domenica 23 e lunedì 24 febbraio, a una settimana di distanza da un precedente tentativo finito male. Sfruttando un vecchio buco nel muro, ricordo di una fuga passata, i fuggiaschi sono riusciti a raggiungere il perimetro del Centro, dove però l’allarme è scattato facendo accorrere la polizia. Dopo aver passato tre giorni in isolamento, oggi gli otto sono stati rimessi in sezione con gli altri reclusi.

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Papua Nuova Guinea, Manus: 1 morto e 77 feriti nel centro di detenzione per richiedenti asilo

AGGIORNAMENTO del 26 febbraio

A circa una settimana di distanza viene smentita la versione del ministro Morrison e confermato quanto sostenuto dai detenuti; secondo una guardia del G4S – intervistata da ABC – la polizia privata avrebbe fatto entrare alcuni razzisiti e squadristi locali che avrebbero partecipato alla repressione della protesta messa in atto dai migranti reclusi nel centro di Manus. fonte The Guardian

Dopo le proteste e la tentata fuga di domenica, ieri altre proteste scoppiate nel centro di detenzione di Manus hanno portato alla morte di un migrnate e al ferimento, alcuni per ferite di armi da fuoco, di 77 persone di cui 13 in gravi condizioni.

Ovviamente la ricostruzione di quanto accaduto non è univoca: il ministro dell’immigrazione Morrison in conferenza stampa ha sostenuto che la causa è da imputarsi ai richiedenti asilo che avrebbero protestato in modo violento sfondando le recinzioni del centro; secondo diversi testimoni e secondo il portavoce di Refugee Action Coalition sono stati invece la  società di sicurezza G4S (che gestisce il centro) e alcuni abitanti del posto a portare violenti attacchi premeditati con mazze e machete all’interno del campo.

Qui di seguito alcune fonti:

The Guardian

BrisbaneTimes

Papua Nuova Guinea; Centro di detenzione per migranti di Manus

Papua Nuova Guinea; Centro di detenzione per migranti di Manus

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Francia – Aggiornamenti su compagni e migranti arrestati dopo rivolta al Cie di Vincennes

fonte: Informa-azione
Aggiornamenti tradotti da Sans Papiers Ni Frontières

f3536704Rivolta e solidarietà

Il 14 febbraio 2014 è scoppiata una rivolta al CIE di Vincennes [Parigi, NdT]. Gli sbirri volevano espellere un detenuto che il giorno precedente aveva già opposto resistenza ad un tentativo di espulsione e sono venuti a prenderlo alle tre di notte. Ogni giorno ci sono delle espulsioni nelle prigioni per stranieri. Questa volta, però, non è andata come gli sbirri prevedevano: tutte le persone rinchiuse si sono rivoltate per impedire questa espulsione: delle telecamere di sorveglianza sono state tappate con del burro, delle porte scardinate sono state usate come barricate o come proiettili, degli estintori sono stati svuotati e lanciati, dei vetri infranti. Gli sbirri hanno chiamato rinforzi: 23 compagnie e dei colpi di manganello per soffocare la rivolta. Molte persone rimangono ferite e due vengono arrestate e portate in commissariato.

La sera dopo, il 14, fuori dalle mura del centro vengono sparati dei fuochi d’artificio, per salutare la rivolta ed esprimere solidarietà. Qualche minuto più tardi, cinque persone vengono fermate nel bosco di Vincennes e messe agli arresti. Continua a leggere

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La polizia con i cani dentro al centro di detenzione per migranti a Bruges

Apprendiamo dal sito Getting the voice out che questa mattina la polizia sarebbe entrata nel centro di detenzione per migranti di Bruges con i cani.

Ieri sera i detenuti hanno manifestato la loro solidarietà al detenuto che sarebbe dovuto essere messo in isolamento in vista dell’espulsione. Le guardie non hanno apprezzato e hanno picchiato il detenuto in attesa di espulsione e i solidali.

Da stamattina i detentui del blocco C del centro sono in sciopero della fame per protestare contro le violenze a cui sono sottoposti.

Solidarietà a chi lotta nei centri di detenzione.

Centre fermé Bruges

Centre fermé Bruges

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Nuovo tentativo di fuga dal Cie di Ponte Galeria

pgsolo una settimana dal tentativo di evasione messo in atto da alcuni reclusi del Cie di Ponte Galeria, durante la notte tra il 23 e il 24 febbraio, 8 ragazzi ci riprovano.

Questa volta un bel buco nel muro permette a tutti di arrivare davanti le altissime recinzioni in ferro, l’altezza non ha scoraggiato nessuno e tutti sono riusciti ad arrivare fino al muro di cinta, quello più esterno.

Putroppo è ormai la seconda volta che il sistema d’allarme avvisa gli aguzzini di turno che riescono a catturare, senza resistenza, gli 8 ragazzi che hanno provato a conquistarsi la libertà.

Il risultato di questa ultima nottata è un’intera cella inagibile, tanta ironia tra tutte le persone rinchiuse e la rassegnazione sconfitta colpo su colpo.

Nel Cie di Ponte Galeria, dopo le deportazioni di 10 giorni fa, continuano ad essere imprigionate persone arrestate nelle strade. 12 nuovi reclusi la scorsa settimana, 4 in più solo nella giornata di oggi.

AGGIORNAMENTO del 25 febbraio

Yassin, 20 anni, recluso nel CIE di Ponte Galeria è da ieri ricoverato al San Camillo. Ha tentato il suicidio, perché non ce la faceva più. Le storie di ordinario orrore continuano ogni giorno nei 5 lager ancora aperti sul territorio italiano.

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Melilla. Assalto alla frontiera. 150 migranti superano le reti

Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale circa 250 migranti sub-sahariani lunedì sera verso le 18 e 30 hanno assaltato la recinzione con filo spinato eretta al confine tra il Marocco e l’enclave spagnola della città di Melilla, nella zona conosicuta come Villa pajares, e 150 di loro sono riusciti a entrare.

Alcunni di loro si sono feriti, e sono stati curati presso il Centro temporaneo di assistenza. In base alla legge spagnola ai migranti verrà notificato un ordine di espulsione.

Nel CETI (centro di detenzione per migranti) di Mellila si trovano ora circa 1000 persone a fronte di una capacità di 480 posti

Melilla

Melilla

Fonti:

ElMundo

ElPais

Publico

Ansamed

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Evasione dal Cie di Caltanissetta durante un presidio solidale all’esterno

fonte: Macerie

Sabato 15 febbraio, mentre all’esterno del Cie di Caltanissetta si tiene un un presidio per la chiusura del centro, cinque prigionieri approfittano della confusione creatasi all’interno e tentano la fuga superando muri e cancelli. La polizia riesce a catturare tre fuggiaschi, ma due riescono a far perdere le proprie tracce e a riconquistare la libertà. Sempre a Caltanissetta, meno di due settimane fa altri quattro prigionieri erano riusciti a fuggire col favore delle tenebre.

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Dentro e fuori il Cie di Ponte Galeria

pgMentre scriviamo ci arrivano i primi racconti del tentativo di fuga messo in atto questa notte dai ragazzi rinchiusi nel Cie di Ponte Galeria a Roma.

Dopo un periodo in cui sembravano sospese le deportazioni forzate, forse grazie alle proteste dei reclusi e per la forte attenzione all’esterno, le espulsioni sono riprese a pieno regime e per ogni persona costretta al rimpatrio, sono almeno 3 quelle arrestate nelle strade e trasportate nella stessa giornata dentro le gabbie del Cie.

In special modo sembra che il consolato marocchino sia piuttosto disponibile a firmare le espulsioni dei “propri” connazionali, sicuramente grazie a qualche collaborazione economica fruttuosa, rafforzata con il governo italiano.

Corde e coraggio hanno quindi stimolato alcuni dei ragazzi reclusi a tentare la fuga stanotte per conquistarsi la libertà. Appollaiati sul tetto c’erano già alcuni sbirri e non è ancora chiaro se il sistema d’allarme sia scattato per la video sorveglianza o per qualche aguzzino di turno.

Per il momento non sembra ci siano state brutali ritorsioni apparte che, sventato il tentativo di fuga, i ragazzi sono stati nuovamente costretti nelle celle.

Chiaro è che tra le deportazioni e le minacce di questi giorni, la cooperativa Auxilium e le forze militari presenti nel centro vogliano far cadere una cappa di silenzio sul Cie di Ponte Galeria.

Pericolosa è qualsiasi comunicazione e complicità che vive tra dentro e fuori le mura e, come avvenuto in passato per altri presidi solidali fuori dai Cie (come ad esempio, in più occasioni, a Modena quando il lager era ancora aperto), ne è un segnale evidente l’impedimento ai furgoni con l’amplificazione di raggiungere la manifestazione di sabato 15 febbraio davanti al campo d’internamento etnico di Ponte Galeria.
Senza l’amplificazione è stato pressocché impossibile comunicare con i reclusi e le recluse, cori e slogan non erano così compatti da trasmettere una forza reale nonostante l’enorme partecipazione. Nel tentativo di soffocare completamente il potenziale della manifestazione, l’ente gestore ha impedito a tutte le persone internate di guardare la televisione e quindi le immagini del corteo.

Altro aspetto, non poco rilevante per chi è rinchius* nel centro di Ponte Galeria, è l’impossibilità di utilizzare il fax per comunicare con i propri avvocati, soprattutto per presentare documenti efficaci per bloccare il rimpatrio.
Telefoni e fax della cooperativa Auxilium sono inattivi da 9 giorni e questo è costato già la deportazione di 7 ragazzi.

Riprendiamo l’offensiva, il Cie non deve esistere, le deportazioni vanno bloccate.
Solidali con i/le migranti in lotta.

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