Grecia: in lotta contro la Fortezza Europa e la guerra ai migranti

freeTraduzione da “Iniziativa aperta contro i centri di detenzione

25 Aprile: giornata nazionale d’azione contro la politica di detenzione e i moderni campi di detenzione per rifugiati e migranti.

Azioni ad Atene, Salonicco, Volos, Larissa, Hania, Patrasso e Preveza

La guerra dell’Unione europea contro immigrati e rifugiati continua.


Il prendere di mira gli immigrati e i rifugiati, criminalizzando la loro stessa esistenza, è una politica sempre più istituzionalizzata ed applicata in Europa.
La Fortezza Europa che uccide indiscriminatamente rifugiati e nuovi immigrati alle frontiere dell’Unione europea è un’ Europa di esclusione e di totalitarismo, che imprigiona, umilia e marginalizza la loro esistenza. Si tratta di una politica basata sul principio “fortezza all’esterno, galera all’interno”.

Negli anni precedenti le autorità greche sono stati protagoniste nelle politiche e pratiche della guerra anti-immigrazione dell’UE. I produttori di fragole di Manolada [che spararono a 200 braccianti migranti in sciopero per ottenere la paga] , i morti annegati davanti Farmakonisi [11 afghani, tra cui otto bambini, lasciati morire dalla guardia costiera greca che non li soccorse], le retate della polizia, i centri di detenzione, gli assalti razzisti e fascisti contro gli immigrati e rifugiati costituiscono una realtà crudele e quotidiana avallata e coperta dall’esecutivo e dalle autorità giudiziarie.

Dopo le elezioni del 25 gennaio e la formazione del governo SYRIZA-ANEL qualcosa è cambiato, ma non tanto da soddisfare tutte le richieste del movimento degli immigrati ed antirazzista.

Frontex procede attivamente e indisturbato alle frontiere marittime, la recinzione della vergogna di Evros [costruita sul confine greco-turco per impedire l’accesso dei migranti ] è ancora in piedi, l’accesso all’asilo e il tasso di riconoscimento dello status di rifugiato rimane tragico, decine di migliaia di immigrati rimangono senza documenti e , cosa peggiore di tutte, la politica di detenzione per le persone senza documenti rimane in vigore.

Anche se, grazie alla pressione delle proteste tenute in tutta la Grecia, gli immigrati detenuti cominciano ad essere liberati dai centri di detenzione, la regolarizzazione dei migranti che vengono rilasciati, nonché la chiusura definitiva dei lager etnici rimangono ancora poco chiari.

Continuano a circolare posizioni e dichiarazioni contraddittorie di membri del nuovo governo.

Mentre all’annuncio del lancio della nuova operazione pan-europea “Amberlight” di retate/pogrom contro gli immigrati e rifugiati, il Ministro della “Protezione dei cittadini” Panousis ha dichiarato che “non riguarda più gli immigrati” , il nuovo piano operativo speciale della polizia di Atene è fondamentalmente una continuazione delle precedenti retate previste dall’operazione “Xenios Zeus” [che comportò l’arresto di migliaia di migranti], sfidando ogni ragione di un governo di sinistra e quello che è certo è che si troveranno contro tutto il movimento degli immigrati ed antirazzista.

L’ “Iniziativa aperta contro i centri di detenzione” partecipa alla giornata nazionale d’azione contro la politica di detenzione e i moderni campi di detenzione per rifugiati e migranti e chiama una manifestazione Sabato 25 aprile davanti al ministero della “Protezione dei cittadini”a Katehaki Avenue, Atene.

Un pre-raduno si svolgerà presso la stazione della metropolitana Katehaki alle ore 12.

Chiediamo:

-L’abolizione immediata della politica di detenzione per i migranti e rifugiati senza documenti

-Il rilascio immediato dei detenuti reclusi nei lager etnici e nelle strutture di detenzione delle stazioni di polizia

-La chiusura immediata di tutti i centri di detenzione

-L’abolizione di Frontex e del trattato di Dublino 2.

25a

Il 9 Maggio è stata convocata anche una manifestazione nazionale contro la recinzione di Evros, al confine tra Grecia e Turchia.

evros

 

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