Francia – Per la fine dei centri di detenzione. Presidio al CRA di Coquelles

Traduzione da Calais Migrant Solidarity

Sabato 7 gennaio è stato organizzato un rumoroso presidio davanti al centro di detenzione di Coquelles (Calais). Diverse decine di persone si sono riunite in solidarietà con le persone imprigionate per il solo fatto di non avere i documenti in regola; è stata suonata musica samba ed è stato fatto molto rumore. Sono stati appesi dei cartelli e distribuiti volantini sulla crescente detenzione e deportazione di persone senza documenti. Una copia del testo del volantino si può leggere qui sotto.

Quello di sabato 7 gennaio è stata la prima manifestazione che si è svolta da quando la polizia ha attaccato violentemente un gruppo di persone ad un raduno per la pace nel settembre 2017. La polizia si è limitata ad osservare tenendosi a distanza

Continuiamo a farci sentire, in solidarietà con coloro che sono detenuti/e e colpiti/e dal regime delle frontiere!

Per la chiusura dei centri di detenzione e per la libertà di movimento delle persone!

Contro la normalizzazione della reclusione e la cinica politica razzista di imprigionamento degli/lle stranieri/e in Francia.

A metà gennaio 2018 è previsto un vertice franco-britannico, durante il quale Parigi intende completare, senza pubblicizzarlo, i controversi accordi di Le Touquet (del 2003, relativi alla sorveglianza del confine franco-britannico). Il governo francese sta cercando di ottenere ulteriore denaro dal governo britannico (140 milioni in 3 anni sono già stati stanziati per “assicurare” il lato francese del confine) e un centro congiunto di coordinamento franco-britannico della polizia sarà costruito vicino al centro di detenzione amministrativa (CRA) di Coquelles. Questi dispositivi di sicurezza ha reso ancora più precaria la situazione dei/delle migranti presenti a Calais (le persone sono costrette ad affidarsi ai trafficanti con un aumento dei rischi durante i tentativi di attraversare il confine) rendendo la frontiera sempre più avida di denaro e vite umane (due persone sono morte e una è rimasta gravemente ferita in autostrada la scorsa settimana).

Dall’apertura del CRA di Coquelles nel 2003 (la cui capienza è stata recentemente ampliata da 50 a 90 posti), migliaia di persone che non hanno commesso alcun reato sono state imprigionate allo scopo di essere espulse dalla Francia, lontano dagli occhi, nella totale invisibilità. Le deportazioni forzate in paesi poco sicuri (Afghanistan, Sudan) sono in aumento, grazie alla collaborazione dell’Europa con i locali dittatori. Quando la deportazione non è possibile, la macchina amministrativa è incaricata di reprimere e umiliare le persone. Le condizioni degli arresti ( che avvengono spesso nel cuore della notte o al mattino presto, quando i sacchi a pelo e le tende vengono rimossi o tagliati dalla polizia), i commenti xenofobi ascoltati nell’aula del tribunale all’interno delle mura del CRA (vedi “Paye tes droits – à Calais” su Facebook) così come le condizioni di detenzione, riflettono il trattamento riservato agli/alle stranieri/e in Francia.

Nel 2016, 50.000 persone sono state rinchiuse nei CRA in Francia, di cui 3.000 nel centro di Coquelles (e 2.090 nella prima metà del 2017). Anche i minori sono regolarmente rinchiusi (260 persone minori imprigionate nei primi 6 mesi del 2017), nel modo più illegale.

Ma non è ancora abbastanza, ora il governo vorrebbe:

– Aumentare la durata massima del periodo di detenzione da 45 a 90 giorni, una misura simbolica e non necessaria (è molto raro che le persone vengano deportate dopo 12 giorni di detenzione);

– Introdurre misure relative alla detenzione “preventiva” consentendo il confinamento di persone straniere, comprese quelle con diritto di rimanere sul territorio e bisognose di protezione internazionale. L’obiettivo non sarà più quello di trattenere uno/a straniero/a “il tempo strettamente necessario per la sua partenza”, ma di rinchiudere (un numero maggiore di) più persone, anche prima di sapere se la giustizia deciderà di ordinare la loro deportazione;

– Introdurre misure di detenzione sistematiche per i richiedenti asilo la cui richiesta è stata respinta o per coloro che lasciano la sistemazione loro assegnata;

– Sfuttare il più possibile le audizioni in videoconferenza per disumanizzare ulteriormente il processo giudiziario e massimizzare le deportazioni;

– Creare 400 nuovo posti nei CRA

Il ministro degli Interni ha anche chiesto ai prefetti di “fare maggiore ricorso al collocamento negli spazi di detenzione amministrativa” strutture più flessibili dei CRA, per la cui creazione è sufficiente un decreto prefettizio.

Queste misure preoccupano molto le associazioni in difesa degli stranieri a causa delle norme meno rigorose e dell’accesso più difficile ai diritti, che ostacolano le libertà fondamentali di tutti. (il rapporto Human Rights Watch sugli abusi della polizia a Calais, le conclusioni del Defender of Rights, la cancellazione nel marzo 2017 di ordinanze municipali chiaramente illegali che vietano la distribuzione di cibo, la condanna dello Stato e della Municipalità di Calais per trattamenti inumani e degradanti a giugno 2017).

Uniamo le forze e la nostra voce per chiedere la chiusura di tutti i centri di detenzione in Europa!

Le udienze si svolgono dal lunedì al venerdì alle 10:00 nell’aula del CRA di Coquelles (nel Kent Boulevard), Queste udienze sono aperte al pubblico.

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