Lesbo – I fascisti assaltano i/le migranti, la polizia li sgombera e arresta, il governo annuncia una nuova legge restrittiva sull’immigrazione

Ieri sera, domenica 22 aprile, verso le 20 un gruppo di circa 200 fascisti ha attaccato i/le migranti che occupavano piazza Saffo nella città di Mitilene sull’isola di Lesbo.

I fascisti del “Movimento patriottico di Mitilene”, tra i quali noti appartenenti ad Alba Dorata, avevano nei giorni precedenti attraverso la loro pagina facebook diffuso l’appello per un presidio da tenersi domenica 22 in occasione dell’anniversario del golpe dei colonnelli in Grecia dell’aprile 1967. Riunitisi alle 19.30, dopo aver manifestato per la liberazione di 2 militari greci imprigionati nelle prigioni turche, la maggior parte dei fascisti, circa 200, armati di bastoni, si sono diretti alle 20 verso piazza Saffo a Mitilene, occupata da martedì 17 aprile da più di cento migranti, per la maggior parte famiglie afgane, chiedendone lo sgombero. Dopo un paio d’ore, verso le 22, senza alcun intervento della polizia antisommossa presente sul luogo in forze con due plotoni, il numero dei fascisti è aumentato, in seguito ad una chiamata dalla pagina facebook ad intervenire in piazza. Cantando slogan e cori come “Bruciamoli vivi! Buttiamoli a mare!” i fascisti hanno aggredito i/le migranti lanciando bottiglie di vetro e pietre divelte dai marciapiedi, razzi di segnalazione e petardi. I migranti si sono difesi incordonandosi in una tripla catena umana circolare, con al centro i bambini, cercando di proteggerli dai lanci coprendoli con cartoni e coperte bagnate. Ai migranti si sono uniti anche dei solidali locali. Solo dopo questa resistenza di migranti e solidali la polizia è intervenuta frapponendosi tra i 2 gruppi, ma ciò non ha impedito che i fascisti continuassero l’assalto, incendiando cassonetti poi spinti verso i cordoni dei migranti, lanciando da dietro i cassonetti razzi e fuochi d’artificio prendendo di mira in particolare donne e bambini. Intorno alle 23 i fascisti hanno tentato un movimento di aggiramento, attaccando dal lato del mercato. La polizia a questo punto ha lanciato dei lacrimogeni nella piazza, che sono finiti anche addosso ai migranti. All’ 1 gli scontri si sono trasferiti dal lungomare di Mitilene fino allo storico municipio e alle stradine circostanti. I fasci hanno dato fuoco ai cassonetti costruendo barricate e interrompendo il traffico in tutto il porto. Nel frattempo la polizia ha circondato l’hotspot di Moria per impedire che i migranti, venuti a conoscenza di quanto stava avvenendo e intenzionati a supportare i loro compagni, potessero uscire. Gli scontri a Mitilene sono continuati fino alle 3 di notte. Almeno 35 tra migranti e solidali risultano feriti, e 10, tra i quali un bambino con delle ustioni, sono stati ricoverati in ospedale.

Racconta una persona presente sul posto: “Lasciate che vi dica questo riguardo a questa folle serata di guerra di stasera: la polizia non avrebbe potuto coordinarsi meglio con i fascisti, al punto da attaccare i solidali locali. I fascisti erano in possesso di gas lacrimogeno; la polizia ha dato mano libera ai fascisti, guardava mentre i fascisti stavano terrorizzando non solo i rifugiati, ma anche i locali. Un caffè è stato attaccato perché ha fatto entrare i profughi feriti; i fascisti hanno cercato di attaccare le ambulanze, hanno attaccato chiunque abbia cercato di aiutare o documentare la loro violenza.” Un solidale riporta: “La polizia aveva ordini (li abbiamo anche ascoltati molte volte dalle loro ricetrasmitenti) di non muoversi contro i fascisti al fine di arrestarli ma solo per disperderli. Alla fine hanno deciso di allontanare i fascisti dalla piazza ma non ci hanno messo molto per tirare gas lacrimogeni contro di noi perchè avevamo semplicemente reagito agli assalti incendiari gridando loro che qualcuno sarebbe rimasto ucciso a causa dei loro ordini di non effettuare arresti dei fascisti.”

Alle 5:20 la polizia antisommossa ha fatto arrivare in piazza dei bus e ha ordinato ai migranti di sgomberare l’occupazione, giustificando l’operazione come una forma di tutela per la loro incolumità. I migranti, continuando a tenersi incordonati, si sono fino all’ultimo rifiutati di lasciare la piazza, gridando slogan contro il campo di concentramento, ma dopo poco tempo la polizia con la forza e le minacce li ha costretti a salire sui bus dicendo loro che li avrebbe riportati nell’hotspot di Moria. I migranti riferiscono che la polizia gli abbia detto, riguardo la detenzione, che “se si fossero dimenticati di quanto avvenuto ieri sera non ci sarebbero state conseguenze”. La notizia di poche ore fa è che circa 120 migranti, tra i quali 25 donne e bambini, sono stati arrestati e reclusi nella stazione di polizia, con le accuse di occupazione di spazio pubblico. Agli arresti anche due solidali.

Nei fatti, come avvenuto altre volte in precedenza sia al Pireo come a Lesbo e Chios, anche in questo caso fascisti e polizia hanno nei fatti collaborato nella repressione delle proteste delle persone migranti.

L’occupazione di piazza Saffo era cominciata martedì 17 febbraio, dopo che un corteo di circa 200 persone migranti, affiancate dai solidali, aveva lasciato l’hotspot di Moria. I motivi della protesta erano la segregazione e le condizioni di vita sull’isola, la detenzione, le deportazioni e la notizia della morte di un afgano in seguito alla mancata assistenza medica (avvenuta in realtà successivamente, dopo giorni di coma).

Un ulteriore motivo di protesta era stato rappresentato dalla sentenza della Corte Suprema greca, avvenuta lo stesso giorno 17, che aveva annullato le restrizioni geografiche alla libertà di circolazione, imposte alle persone che arrivano sulle isole di Lesbo, Rodi, Chios, Samo, Lero e Kos. La sentenza, in vigore dal giorno successivo 18 aprile, permetteva ai migranti arrivati sulle isole a partire da questa data la possibilità di muoversi nella Grecia continentale, ma non aveva effetto retroattivo e quindi non comprendeva le persone in quel momento recluse a Lesbo.

Il governo greco di Syriza, dopo questa sentenza del 17, è immediatamente corso ai ripari: il 18 aprile il Ministro per le migrazioni ha nominato un nuovo direttore per il Servizio d’Asilo Greco, il 19 aprile è stato depositato un nuovo disegno di legge sull’immigrazione (che languiva da mesi nelle commissioni) che prevede il ripristino delle limitazioni di movimento per i migranti, il 20 aprile il nuovo direttore del servizio d’asilo ha emesso la decisione di sospendere la possibilità di movimento nel resto della Grecia, infine a partire dal 21 aprile il Servizio di Asilo Greco ha ripristinato la restrizione di movimento per i migranti, limitata alle isole. La nuova legge sarà discussa in parlamento nei prossimi giorni.

Come già annunciato dal Ministero, il disegno di legge prevede nuovamente la possibilità di confinare i richiedenti asilo, aprendo la strada per l’imposizione della limitazione geografica sulle isole, oltre a ulteriori limitazioni del diritto d’asilo e la facilitazione delle deportazioni.

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