Parigi – Il 23 novembre corteo contro i centri di detenzione

fonte: paris-luttes.info

I CRA (Centri di detenzione amministrativa) sono delle prigioni, devono essere chiuse!
La marcia partirà dal Ministero dell’Interno, direzione dell’Immigrazione nel 20° arrondissement (18 rue des Pyrénées 75020 / Métro Porte de Vincennes) verso il Centro di detenzione di Vincennes dove si contatteranno le/i detenutx del CRA di Vincennes e di Mesnil-Amelot.

Mentre i sermoni sull’ospitalità si moltiplicano nei teatri e nei musei, sermoni che coinvolgono soltanto coloro che ci credono, lo Stato francese rastrella, arresta e espelle quelle e quelli che taluni promettono d’accogliere “con dignità”.

Lo Stato francese rastrella a Grande-Synthe il 30 settembre 2018 e sono decine le persone messe in carcere nei Centri di detenzione di Mesnil-Amelot, 30 in quello di Lille e 25 in quello di Coquelles.
Lo stato francese rastrella agli sportelli delle prefetture della Val-de-Marne, della Val-d’Oise, di Parigi, del Hauts-de-Seine, di Seine-Saint-Denis e di Seine-et-Marne, e sono proprio i Centri di detenzione di Mesnil-Amelot, di Plaisir, di Palaiseau e di Parigi Vincennes a diventare la pietra angolare di una gestione carceraria del cosiddetto problema migratorio.

Lo Stato francese, nella continuità coloniale e nella logica di una politica post-coloniale, rende le persone irregolari per poter detenere e deportare tuttx coloro che non hanno commesso nessun altro delitto che nascere nel paese sbagliato e di essere presenti qui.
Rastrellamento – Detenzione – Deportazione è il meccanismo centrale della violenza di Stato e del razzismo che colpisce in maniera particolare le persone migranti.
Da gennaio 2019 la durata massima della detenzione delle persone arbitrariamente decretate come “illegali” in attesa di espulsione, sarà di 90 giorni. 90 giorni recluse, ristrette, spesso umiliate o malmenate, 90 giorni private della libertà e sottomesse all’arbitrio delle guardie, della prefettura e dei giudici ai loro ordini. 90 giorni ad aspettare di essere violentemente imbarcati nel fondo di un aereo regolare, ammanettate, incappucciate, spesso sedate.

A quelle e quelli che oggi si agitano per migliorare le condizioni della detenzione, programmano dei laboratori pedagogici o gettano dentro gli spazi comuni dei palloni da calcio, noi rispondiamo: “sono i Centri di detenzione che bisogna chiudere”.
A quelle e quelli che ritengono l’accoglienza come orizzonte politico, noi rispondiamo: “è il CESEDA, il codice di entrata e di soggiorno degli stranieri e del diritto d’asilo, che bisogna abolire”.

Imprigionati perché razzializzati/e, messi dentro perché poveri/e, sottomessi al regime di deportazione così come all’arbitrarietà della violenza della polizia all’ombra dei muri dei Centri di detenzione amministrativa. Questa è la condizione degli/delle stranierx resi illegalx nella Francia metropolitana e soprattutto nei cosiddetti Territori d’Oltre Mare.

Non esistono i Centri di detenzione dal volto umano. Non è solo la manganellata che fa la violenza dello Stato. Sono anche le mura e le loro recinzioni. È l’aereo e la scorta di guardie. È il tribunale e il suo giudice razzista. Sono i traduttori e le traduttrici che rifiutano di tradurre e accusano coloro che hanno davanti di mentire. Sono i medici e le mediche che umiliano e prescrivono dei calmanti per mettere a tacere la rabbia.

Il corteo partirà dal Ministero degli interni, direzione dell’immigrazione nel 20° arrondissement e una volta arrivata alle porte del Centro di detenzione di Vincennes, si contatteranno le/i detenutx di Vincennes ma anche del Centro di detenzione di Mesnil-Amelot perché non esiste il noi senza loro.

Contatti: Collectif La Chapelle Debout
Mail: collectif.lachapelle.debout[at]gmail.com
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