Francia – Due compagni italiani detenuti nel CRA di Vincennes a Parigi, dopo un presidio solidale

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Ieri (24 marzo), dopo una due giorni di dibattiti e pranzi benefit in solidarietà con l’Asilo di Torino in alcuni luoghi solidali a Parigi, alcune compagne e alcuni compagni hanno dato vita a un presidio davanti al Cra (il Cpr francese) di Vincennes. Il presidio era stato chiamato in solidarietà con lo sciopero della fame cominciato mercoledì nella prigione per stranieri, con decine di detenuti coinvolti che hanno deciso di dormire nel cortile per protesta, rifiutando il cibo, le cure all’infermieria, il sostegno giuridico dell’associazione che interviene nel centro.

Durante il presidio siamo riuscitx a parlare con i prigionieri, abbiamo gridato slogan contro i CRA e per la liberazione di tuttx, e i prigionieri hanno risposta al grido di “Liberté”. Dopo alcuni minuti le guardie del Cra sono uscite per allontanarci, sguinzagliando i cani e usando gas lacrimogeno. Gli sbirri sono saltati addosso a due compagni, entrambi italiani, gettandoli violentemente al suolo. Il tentativo di liberarli è stato vano, e mentre gli/le altrx compagnx venivano inseguitx per tutto il quartiere i due compagni sono stati condotti in commissariato.

Oggi lunedì 25 è stato chiamato un presidio davanti al commissariato in cui erano rinchiusi. I e le solidali hanno scoperto che, nel mentre, i due compagni arrestati erano stati spostati… al Cra di Vincennes, la stessa prigione per migranti dove sono stati catturati. L’accusa è di minaccia all’ordine pubblico, per cui è stato emesso un foglio di via di 3 anni dalla Francia. Per ora non è stato ancora previsto un volo per deportarli in Italia. Abbiamo potuto parlare con i compagni, il morale è alto.

La macchina delle espulsioni è versatile, e viene utilizzata nuovamente per reprimere chi lotta contro i centri per stranierx e le frontiere (tre compagne italiane erano già state imprigionate in Cra nel 2016, durante un’azione a Calais).

Vogliono isolare ancora di più le persone detenute, e rompere qualsiasi forma di solidarietà dall’esterno. Vogliono spaventarci, ma non ci riusciranno: che sia perché non si hanno i “documenti giusti” o perché ci si oppone al sistema razzista che produce sfruttamento e imprigionamento, i Cra e tutti i loro simili vanno distrutti. Continueremo a batterci perché ciò accada, e a sostenere chi, da dentro, si ribella.

A bas les Cra! Liberté pour tou.te.s!

Per aggiornamenti, abaslescra.noblogs.org oppure paris-luttes.info

 

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