Prima conferenza nazionale operatori e operatrici degli Sprar. Un caloroso saluto da parte degli anarchici/e

fonte: Nel Buio

Oggi venti febbraio si è tenuta a Roma la conferenza delle operatrici e degli operatori,che lavorano nel settore dell’accoglienza-assistenza ai migranti. La nostra opinione è chiara e decisa su chi in qualsiasi modo collabori direttamente o indirettamente col governo, che attua una politica nazista contro i migranti: chi collabora, nolente o volente si rende complice. Non crediamo che tutti vogliano essere complici, non crediamo che tutti siano in mala fede,constatiamo, purtroppo, che di fatto tutti diventano complici, perché di fatto aiutano a mandare avanti un sistema concepito da un governo nazista. Come si può restare all’interno di un sistema che per funzionare contempla morte e tortura: per me se un migrante muore o viene torturato in Italia o all’estero è la stessa identica cosa, se poi viene ucciso e torturato su mandato e con i soldi del governo italiano, mi arrabbio ancor di più: al crimine si aggiunge l’ipocrisia e ancor di più mi arrabbio, se questo viene fatto per un miserabile pugno di voti.

I nemici del cie e delle frontiere di Roma hanno organizzato una giornata di protesta contro questa conferenza delle ipocrisie.

Hanno esposto sul luogo della conferenza uno striscione dove si manifestava con veemenza l’opposizione alla politica del governo verso i migranti e fatto un volantinaggio sul posto mentre si svolgeva la conferenza.

Per una serie di circostanze un nemico delle frontiere è riuscito ad entrare nella sala delle conferenze e al momento opportuno ha interrotto la cerimonia schifosamente autocelebrante e disturbato le belle persone,che facevano a gara a chi era più buono e caritatevole con i migranti e a detto loro quello che pensava e li ha chiamati col nome che si meritano: schifosi nazisti, assassini e torturatori di migranti ed essendo assente Minniti gli ha mandato un messaggio tramite il suo viscido sottosegretario.

Non è stato fatto granché, ma sicuramente abbiamo guastato la festa a questa gentaglia ipocriti e speriamo che gli operatori, che hanno applaudito nel sentire dire finalmente la verità, siano conseguenti coi loro applausi e lottino insieme a noi contro il nazismo neoliberista.

MINNITI NAZISTA SEI IL PRIMO DELLA LISTA!!!!

SORELLE,FRATELLI AVANTI A TESTA ALTA,INCISIVI DI GIORNO,MICIDIALI E DISTRUTTIVI DI NOTTE

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Roma – Volantinaggio contro la conferenza degli operatori SPRAR

Riceviamo e pubblichiamo. Per scriverci e inviarci contributi: hurriya[at]autistici.org

Oggi, 20 febbraio, e ieri a Roma si è tenuta la Prima Conferenza nazionale di operatori e operatrici degli sprar, dal titolo “L’accoglienza che verrà: i volti, le voci, le storie”, che ha visto pare 1500 persone ritrovarsi in una sala dell’Auditorium – Parco della Musica a confrontarsi e progettare l’evoluzione del sistema Sprar.

Il programma della due giorni ci lasciava già intuire che al centro del dibattito non ci sarebbero certo stati i volti, le voci e le storie delle persone costrette nel circuito dell’accoglienza e che ogni giorno a questo si ribellano.
Abbiamo deciso così di esserci anche noi là davanti, stamattina, a provare a raccontare con altre parole cosa si nasconde dietro l’ipocrita sistema Sprar, fiore all’occhiello del controllo delle persone migranti. Essendo impedito l’accesso alla sala dell’auditorium alle persone non accreditate, siamo rimastx lì davanti a distribuire un volantino intercettando chi si apprestava a partecipare alla conferenza. Intanto un nostro compagno è riuscito comunque a superare i controlli, entrando nella sala per esprimere il suo giusto odio, che è anche il nostro, per Minniti e le infami leggi di stato che stanno uccidendo e segregando nei campi in Libia migliaia di persone. Dopo il volantinaggio e alcuni scambi di idee con qualche strenuo difensore del suo lavoro, abbiamo deciso di andare via lasciando uno striscione affacciato su una strada che porta all’Auditorium.

Agli operatori che oggi ci hanno tenuto a dirci che c’è molta affinità tra noi e loro, vogliamo rispondere che da parte nostra non può esserci alcuna affinità con chi ha scelto con consapevolezza di essere complice di questo sistema di controllo, gestione, sfruttamento ed esclusione delle persone. E nessuna affinità con chi oggi sedeva tranquillamente nello stesso posto in cui sarebbe apparso Marco Minniti, e cioè lo stato in tutta la sua imponente violenza.
Alcune nemiche e nemici delle frontiere

testo del volantino distribuito oggi:

Dietro il volto umano: l’ipocrisia e la violenza del sistema S.P.R.A.R

Nascosto sotto la retorica umanitaria della “buona accoglienza”, il sistema S.P.R.A.R (ovvero i centri di seconda accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo), è parte integrante della logica di differenziazione, utilizzata dalla stato per categorizzare, separare e isolare determinate persone o gruppi. Tale sistema, in questo caso specifico, mira a definire chi tra i migranti è considerato accettabile dalla legge e chi invece sarà costretto a ingrossare le fila degli indesiderabili. In altre parole, decide chi sarà meritevole di ricevere accoglienza, protezione, documenti, e chi viceversa diventerà di conseguenza irregolare, destinato alla reclusione nei C.P.R. (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) e alla deportazione.

Negli SPRAR si può restare da un minimo di 6 mesi fino a 2 anni, in attesa che le lungaggini burocratiche diano esito alle richieste d’asilo. In questo periodo le persone rimangono in tali strutture, gestite da operatori e operatrici di cooperative, associazioni ed enti che ne dettano totalmente i tempi e le modalità di vita, limitandone di fatto la libertà e l’autogestione. Continua a leggere

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Israele – Attacco contro l’ufficio immigrazione di Tel Aviv in solidarietà con i/le richiedenti asilo africani che rischiano la deportazione

fonte: Insurrection News

Il 28 gennaio 2018 a Tel Aviv, l’ufficio del PIBA (Population, Immigration and Border Authority) è stato vandalizzato per protestare contro l’espulsione di immigrati/e africani/e.

Diverse teste mozzate di bambole, ricoperte di vernice rossa, sono state ritrovate fuori l’ufficio del PIBA a Tel Aviv. Tra le teste delle bambole e la vernice rossa c’erano volantini con scritto “il loro sangue è nelle vostre mani. questo è solo l’inizio”.

Lo scorso mese, la Knesset (il parlamento israeliano) ha approvato un emendamento della così detta “legge sugli infiltrati”, che apre la strada alle deportazioni forzate di migranti sudanesi e eritrei e richiedenti asilo a partire da marzo, così come la carcerazione a tempo indefinito per chi tra loro rifiuta di andarsene “volontariamente”.

Per approfondire, puoi leggere anche “Israele di prepara a vincere la guerra contro le/i rifugiati/e africani/e”

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Hotspot di Trapani Milo – Tentativo di fuga e incendio

I media riportano, senza molti particolari, la notizia di una protesta avvenuta ieri sera 10 febbraio nell’hotspot di Trapani Milo. Una sessantina di reclusi avrebbero tentato la fuga e dato fuoco a delle suppellettili all’interno dell’ex CIE trasformato nel 2015 in un hotspot dove identificare e selezionare le persone, deportando quelle provenienti da alcuni paesi con i quali l’Italia ha sottoscritto accordi per il respingimento immediato (Tunisia, Egitto, Algeria etc.). Per evitare la fuga è intervenuto il reparto celere che si è trovato davanti la resistenza delle persone in lotta per guadagnarsi la libertà.

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Bardonecchia – Croce Rossa trasferirà i migranti dalla frontiera al centro accoglienza di Settimo

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fonte: radionotav A Bardonecchia Croce Rossa ha istituito un trasporto dei migranti verso il centro migranti che gestisce a Settimo Torinese La “saletta” della stazione per ospitare i migranti ora rimarrà aperta tutto il giorno. Per evitare che le persone … Continua a leggere

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Sulla propaganda umanitaria anti-immigrazione: appunti dal Ghana

Riceviamo e pubblichiamo. Per scriverci: hurriya [at] autistici.org

“Italia? Io ci sono stata in Italia, ma mi hanno deportata indietro qui in Ghana appena arrivata, a inizio anno scorso. Ma ci riprovo, voglio andare di nuovo, è quello che voglio”. “Quel ragazzo lì, sì vuole andare. È stato due volte nel deserto fino alla Libia. Sempre rimandato indietro, ma lo sai sono giovani e non hanno paura. Ripartirà”. Se l’annuncio della missione in Niger da parte dell’Esercito Italiano punta a intensificare con la forza le politiche anti-immigrazione in Africa Occidentale, campagne e iniziative nei “paesi di provenienza”, finanziate dalle agenzie internazionali, giocano la carta morbida della propaganda umanitaria per sensibilizzare sui rischi di oltrepassare le frontiere illegalmente.

Per le strade di Accra, capitale del Ghana – a detta degli osservatori uno dei crocevia della “tratta di essere umani” – ci si imbatte con insistenza in cartelloni pubblicitari finanziati da Unione Europea e OIM che mirano a dissuadere chi voglia intraprendere il lungo viaggio via terra e mare verso l’Europa. In un esercizio di macabra ipocrisia una di queste campagne ricopre le mura dell’Ufficio Immigrazione della città.

“L’immigrazione illegale è pericolosa”, “informati e viaggia in sicurezza” sono i messaggi a commento delle immagini di repertorio che ritraggono chi a questi avvertimenti non avrebbe dato ascolto. Una carovana che attraversa il deserto, un illegale che scavalca una recinzione di filo spinato diventano fotografie che si vorrebbero facessero da deterrente dissuadendo e spaventando. Oppure, più lucidamente, tentano di mistificare le responsabilità della UE e dell’OIM in un imbarazzante tentativo di washing a tutela dell’immagine di garanti di libertà e diritti di cui si autocelebrano. Su questo filo, le iniziative sono molteplici, come la recente riproposizione di “Cinemarena”, progetto finanziato dalla “Cooperazione allo Sviluppo” del Ministero Affari Esteri italiano che prevede di organizzare proiezione di film propagandistici anti-immigrazione nella aree rurali dell’Africa Occidentale. O ancora, le diverse ong di missionari vecchi e nuovi, che sulla necessità di “fermare la tratta” da anni costruiscono attività sviluppando il discorso del fallimento del progetto migratorio, una prospettiva che rimuove la violenza strutturale del sistema dell’accoglienza, delle frontiere e della deportazione in una riduzione delle responsabilità al dramma dell’esperienza individuale. Un discorso spendibile durante gli incontri “di dissuasione” come quelli organizzati nei villagi ghanesi da “Stop Tratta”. Continua a leggere

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Roma – Sabato 24 febbraio Presidio solidale al CPR di Ponte Galeria

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Francia – Comunicati delle persone migranti sull’occupazione dell’università Parigi 8

Traduzione da: Paris luttes

Le persone migranti occupano l’Università di Parigi 8.

Al popolo francese, alle studentesse e agli studenti, a coloro che dormono in strada, alle persone solidali, alle persone torturate dal regolamento di Dublino.

Noi siamo delle e dei migranti di tutto il mondo, delle e dei dublinati/e, delle e dei rifugiati/e riconosciuti/e che vivono in strada.

Ci hanno negato l’asilo, abbiamo attraversato il mare, siamo dei minori senza documenti. Noi occupiamo l’università di Paris 8 dal 30 gennaio 2018.

Perché abbiamo fatto questa azione?

In questi ultimi mesi, la Francia ha deportato numerose persone. Molti di noi si sono tolti la vita. Tre mesi fa, un amico dublinato in depressione, si è steso sui binari di un treno che l’ha investito. Dieci giorni fa a Calais, la polizia ha attaccato e gasato dei migranti che dormivano in strada. La polizia ha sfigurato con un tiro di pistola il viso di un giovane migrante.

Un amico che doveva andare alla prefettura è stato arrestato e messo in un Centro di Detenzione Amministrativa (CDA), prima di essere rinviato in Italia.

La polizia francese ha i suoi gas e le sue sirene, ma è senza legge.

Quello che il sistema d’immigrazione francese si aspetta da noi sono le nostre impronte digitali, ma non noi stessi. L’arbitrario e l’aleatorio fanno parte del nostro quotidiano all’OFPRA (l’ufficio francese di gestione dell’immigrazione), alla Corte Nazionale del Diritto d’Asilo, e alla prefettura. Continua a leggere

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Roma – Corteo: Fascisti assassini, fuori dai nostri quartieri! – 9 febbraio ★ Torpignattara solidale

Riceviamo e pubblichiamo.

FASCISTI ASSASSINI!
FUORI DAI NOSTRI QUARTIERI!

Sabato 3 Febbraio, a Macerata, un fascista esce in strada e spara su persone la cui unica “colpa” è avere la pelle scura. Si tratta di un vile e gravissimo atto politico, espressione coerente dell’ideologia e dei programmi fascisti. Come tale va considerato e affrontato.

C’è chi tenta invece di minimizzare il fatto connotandolo come l’isolato gesto di un folle. Per trovare una logica accettabile di questo attentato lo si lega alla tragica morte di una ragazza. Così ancora una volta il corpo delle donne viene strumentalizzato per giustificare l’ingiustificabile, e dare spazio alla propaganda elettorale fascista come è avvenuto per i fatti di via Teano a Roma.

La stampa parla dell’assassino, non parla delle vittime.
Ma quanto vale la vita di una persona? Dipende da dove è nata. Non vale niente nei ghetti di braccianti del mezzogiorno, non vale niente sui “barconi della speranza”, non vale niente nelle strade delle nostre città. Non vale niente se sei un operaio, un pendolare, se abiti in un quartiere di periferia. Ciò che conta è il tuo ruolo nell’economia di questa società.
I fascisti lo sanno, ma il loro ruolo è da sempre difendere i potenti secondo l’antico principio del divide et impera.

A Torpignattara come in molti altri quartieri di Roma e in tutte le città, la Lega, Fratelli d’Italia, Casapound, Forza Nuova e altri movimenti fascisti, si stanno mobilitando per costruire un potere territoriale che mira concretamente ad attaccare le nostre vite. Le modalità dell’intervento fascista vanno dalla retorica assistenzialista dell’aiuto solo agli italiani in difficoltà, ai violenti attacchi nei confronti degli immigrati, e non solo. E’ di qualche settimana fa la notizia del pestaggio di un uomo bengalese avvenuto sulle strade del nostro quartiere, ed è l’ennesimo.

Di fronte a tutto questo non si può più girare la testa e far finta di niente.
I fatti di Macerata devono segnare un punto di non ritorno.

Da una parte esiste chi si augura che donne, uomini e bambini anneghino in mare, vengano torturati, o ammazzati in strada come cani. Persone che vogliono le nostre vite rinchiuse da filo spinato, controllate da militari con i fucili in mano. Un mondo dove ogni forma di diversità, di libertà, venga sacrificata sull’altare di una falso interesse nazionale che è, come è sempre stato, l’interesse dei pochi, l’interesse dei potenti. Questi fascisti, questi sciacalli, non possono più essere tollerati nei nostri quartieri. E non lo saranno.
Di contro c’è chi ogni giorno costruisce solidarietà, chi tenta di organizzarsi e risolvere insieme i problemi delle nostre vite, chi pensa a comunità unite e in grado di autodeterminarsi.
Dobbiamo prendere coscienza della inconciliabilità di queste due visioni e scegliere da che parte stare.

Chiamiamo una mobilitazione a partire dai nostri quartieri che dica a voce alta che non accetteremo più la presenza di questi assassini nei nostri territori, che Roma e i suoi abitanti ripudiano il razzismo, ripudiano i fascisti e i loro discorsi. Chiamiamo all’impegno di ognuno e ognuna di noi alla mobilitazione.
Per ribadire che in ogni strada, ogni giorno, ovunque ci troviamo, noi non smetteremo di opporci con ogni mezzo necessario alla violenza fascista, alla sua retorica ipocrita, al suo progetto di mondo e società.

VENERDì 9 FEBBRAIO ORE 18:00
PIAZZA R. MALATESTA

Febbraio 2018
TORPIGNATTARA SOLIDALE

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Torino – Domenica 4 febbraio: presidio al CPR di Corso Brunelleschi

fonte: Macerie

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