Cie di Ponte Galeria: i reclusi salgono sui tetti

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Aggiornamento del 8/9/2014 alle ore 17,00 Dopo la giornata di ieri, i 5 ragazzi separati da tutti gli altri reclusi non sono stati portati in carcere e oggi pomeriggio sono stati riconsegnati nelle gabbie del CIE. Per ora sappiamo che 2 di loro riportano segni di manganellate in testa e in petto, degli altri 3 è ancora difficile sapere qualcosa poiché, da stamattina, a nessuno è consentito uscire dalle celle, incontrarsi o andare nel campo da calcio. Dopo le perquisizioni di ieri sera e la mancata pulizia del lager da parte del personale dell’Auxilium, conquistarsi la possibilità di pregare insieme è costata non poca fatica ai ragazzi rinchiusi nelle sezioni del maschile di Ponte Galeria. Unica possibilità concessa, almeno per oggi, è d’incontrare il proprio difensore. 

Ascolta la testimonianza di un recluso, registrata alle 23,10.

Questo pomeriggio, circa 40 solidali, hanno portato solidarietà ai ragazzi imprigionati nel CIE di Ponte Galeria. Arrivati  davanti alle mura del lager già si levavano alte le grida ed i rumori della battitura, davanti al cancello i celerini aspettavano schierati.

Poco dopo un gruppo di ragazzi è riuscito a salire sul tetto e ricambiare il saluto dei e delle soldali, sono usciti dal buio nel quale li vorrebbero nascondere.

Per tre lunghe ore hanno resistito sul tetto denunciando la loro condizione, intonando cori e canzoni e sbeffeggiando le guardie.

pg2I poliziotti li hanno raggiunti minacciandoli con cani, idranti e lacrimogeni, ma nessuno è sceso. In tre hanno tentato la fuga approffittando della confusione ma sono stati purtroppo bloccati.
Uno di loro sembra sia ferito.

Appena il presidio si è sciolto e i partecipanti si sono allontanati è partita la rappresaglia: prima gli idranti, ai quali i ragazzi hanno risposto con un lancio di oggetti, poi  una carica.

Da quanto abbiamo saputo, inizialmente sono stati fermati quindici ragazzi tra quelli che erano sul tetto, poi lasciati tornare alle celle. Successivamente in dieci sono stati prelevati  e attualmente non si sa dove siano, a detta di alcuni reclusi potrebbero essere tradotti in carcere.

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