Spagna. Resistenza e repressione durante una deportazione sul volo commerciale di Iberia

Tradotto da Stop Deportation

stopdeportationSPALa stampa oggi ha diffuso la seguente notizia che riporta la versione ufficiale dei fatti:

Dieci arrestati e quattro feriti dopo che i passeggeri hanno attaccato degli agenti di polizia saliti sull’aereo per deportare un passeggero senegalese (fonte).
Come Campagna statale per la chiusura dei CIE diffondiamo il seguente comunicato:

Lo scorso 18 marzo era stato programmato per le ore 18 un volo di Iberia con partenza da Madrid (Barajas) e diretto a Dakar. Con questo volo commerciale doveva essere espulso – contro la sua volontà – Elhadji N. F., senegalese, conosciuto come Bocart. Come spesso avviene per il voli di deportazione, questa persona era sorvegliata dalla Policia Nacional che, come prevede il Protocollo di deportazione, è incaricata di eseguire la deportazione, utilizzando, se lo ritiene necessario, la forza.
Il sistema di deportazioni non solo è illegittimo ma, in questa occasione, si tratta di una persona con forti legami sociali. È arrivato in Spagna nel 2010 e ha attualmente una relazione una persona di origine spagnola. Bocart è in attesa di un provvedimento che regolarizzi la sua situazione amministrativa, tramite l’istituto spagnolo dell’arraigo [permesso di residenza per motivazioni eccezionali che può essere riconosciuto agli stranieri che lavorano regolarmente, che abbiamo vincoli familiari con residenti spagnoli e che sono socialmente integrati]. Tuttavia, trovandosi in una situazione di irregolarità, le autorità di governo gli avevano imposto l’obbligo di firma con cadenza quindicinale. Lo scorso 17 marzo, proprio quando stava assolvendo scrupolosamente a questo controllo amministrativo, è stato arrestato dalla polizia senza ricevere spiegazioni ed è stata disposta la sua espulsione, senza permettergli di ricorrere all’assistenza legale.
La violenza poliziesca contro Bocart ha provocato una risposta solidale inattesa tra i passeggeri del volo contro la deportazione. Il comportamento illegittimo della polizia ha messo in rischio la sicurezza del viaggio. Pur condannando ogni tipo di danno personale, ci troviamo di fronte ad una risposta di disobbedienza civile di fronte all’uso della violenza da parte della polizia che è terminata con l’arresto di 10 passeggeri, tutti di origine senegalese.
Purtroppo la storia delle deportazioni è costellata di maltrattamenti da parte della polizia che rimangono nell’invisibilità e senza alcuna risposta da parte dei soggetti solidali. Uno dei casi più eclatanti è stata la morte di Osamuyi, proprio in un volo di Iberia, nel 2007, mentre veniva deportato dalla polizia contro la sua volontà. La sua morte, lungi dal portare ad una condanna, ha incentivato l’approvazione del protocollo che legittima questi interventi della polizia.
I voli di deportazione (siano essi commerciali o tramite voli charter ad hoc) sono un business sporco tramite il quale le compagnie aeree intascano milioni di euro. Proprio adesso stanno negoziando un accordo con Air Europa per un valore superiore a 11 milioni di euro. Inoltre, i voli sono l’ultimo tassello del macabro meccanismo delle deportazioni che include: retate, ingressi nei CIE o deportazioni immediate (in meno di 72h), con le quali le persone vengono fatte sparire da un giorno all’altro, come hanno tentato di fare con Bocart.
Nel libro recentemente pubblicato, “Paremos los vuelos: las deportaciones de inmigrantes y el boicot a Air Europa” (lo trovate in pdf qui) viene fatta un’analisi del perverso e multimilionario affare dei voli di deportazione e si invita ad azioni di resistenza pacifica come il boicottaggio di Air Europa e di tutte le compagnie aeree che si stanno arricchendo col mercato delle frontiere. Come Campagna statale per la chiusura dei CIE chiediamo la fine immediata dei voli di deportazione.

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