Torino – Proteste nel CPR di Corso Brunelleschi

fonte: Macerie
La lotta non ha inverno

A pochissimi giorni dal corteo contro il decreto Immigrazione e Sicurezza, torna a farsi sentire la voce di chi subisce in maniera più massiccia le politiche di questo infame governo. Lunedì scorso nel Cpr di corso Brunelleschi i reclusi hanno dato inizio ad uno sciopero della fame contro le condizioni di detenzione e in particolare contro la mancanza di acqua calda nella struttura. In alcune aree il cibo, oltre a essere rifiutato, è stato lanciato contro la polizia accorsa per controllare la situazione. In serata è anche arrivata la notizia che un recluso ha tentato di suicidarsi con una corda, al momento si trova ricoverato nell’ospedaletto interno alla struttura e siamo in attesa di avere aggiornamenti. Infine nella mattinata di martedì le forze dell’ordine hanno fatto incursione in tutte le aree per effettuare una perquisizione, pare a caccia di accendini.

I giornali parlano di rivolta sventata e accostano la notizia, in modo del tutto arbitrario, allo sgombero delle cantine dell’Ex Moi avvenuto lo stesso giorno, come a voler mostrare l’efficienza di un intero apparato repressivo, in ogni suo passaggio… un’efficienza che però può essere sempre incrinata.

Ma le grida di rabbia miste a disperazione di chi da mesi è chiuso in quelle gabbie non tarda a riemerge e appena un giorno dopo, mercoledì 19, quattro reclusi dell’isolamento ancora in sciopero della fame decidono di fermarsi al campetto rifiutandosi di rientare, mentre un loro compagno è arrampicato sul tetto della sezione isolata. Protestano contro le condizioni di detenzione della loro specifica sezione, più gravi seppur molto simili a quelle delle altre aree.

Nella serata un gruppo di solidali decide di dare manforte sotto le mura, con trombe e megafono per esprimere la propria vicinanza e cercare di infondere un po’ di forza. Nel frattempo ci ha pensato la neve a far demordere i cinque reclusi che stavano protestando, una coltre bianca per ora ha coperto una rabbia tutt’altro che sopita.

Qui potete trovare le parole di un ragazzo che ha partecipato alla protesta dal campetto, in diretta su RadioBlackout.

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