CPR di Brindisi-Restinco: due notti di rivolta

Ancora una volta solo la lotta delle persone recluse accende i riflettori sulla situazione nei lager italiani. Nel CPR di Brindisi intorno alle 3 della notte tra domenica e lunedì i reclusi hanno dato fuoco a materassi e suppellettili nelle sezioni B e C della struttura, rendendole la prima inagibile. Anche i media locali sono stati costretti ad ammettere che la protesta è divampata dopo settimane di inascoltate richieste, da parte di reclusi in pessime condizioni di salute e dei loro compagni di prigionia, di ottenere assistenza medica. Dopo l’incendio, delle 46 persone presenti nel centro, sembra che 3 siano state arrestate, 14 trasferite nel CPR di Gradisca d’Isonzo e un’altra decina siano state fatte uscire dalla sezione B ormai impraticabile e ammassate, insieme a altri reclusi, nella sezione C, che aveva avuto meno danni. Di fronte a questa situazione ulteriormente peggiorata, la notte successiva verso le 22.30 i reclusi hanno ripreso a far sentire la loro voce, incendiando di nuovo i materassi.

Anche all’inizio del 2020, a febbraio e marzo, erano avvenute rivolte nel centro di espulsione di Restinco, e una persona lì presente aveva raccontato l’angoscia e la rabbia di chi si trova recluso per mesi in celle sovraffollate, senza distanziamenti e cure, durante una pandemia.

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