Lo sgombero della jungle di Calais: cronologia della resistenza

Traduzione da Rabble, che sta tenendo la cronologia della resistenza allo sgombero di Calais e delle iniziative di solidarietà in altri luoghi

c1Oggi, 3 marzo, la parte sud della jungle di Calais entra nel terzo giorno di sgombero, in un processo che, a detta delle autorità, richiederà tre settimane di tempo per concludersi.

Qui sotto riportiamo alcune azioni di resistenza organizzate dentro e fuori dal campo. Sembra che questo processo andrà per le lunghe, per cui diamoci una mossa per cercare, preparare e realizzare azioni adesso. Questo post verrà aggiornato non appena ci saranno ulteriori resoconti di ciò che succede.

17 gennaio:

Due veicoli utilizzati per effettuare gli sgomberi sono stati dati alle fiamme durante la notte.

24 gennaio:

Sulle porte dell’ufficio Visti e Immigrazione del Regno Unito a Roma compare la scritta “Al fianco di chi lotta a Calais”.

22 febbraio:

Calais Migrant Solidarity fa un appello per una giornata transnazionale di azioni solidali , nello specifico indirizzate contro le istituzioni francesi e britanniche e le compagnie coinvolte nell’attacco alla jungle. Qui una lista di alcune di queste compagnie.

Stand up to Racism (SWP) organizza una manifestazione a Downing Street.

23 febbraio:

In un’iniziativa organizzata in poche ore, 30-40 persone si riuniscono a Shoreditch, a Londra, per interrompere il lancio della campagna governativa francese “Creative France”, a cui partecipava l’ambasciatore francese. L’edificio è stato evacuato dopo che i solidali hanno lanciato fumogeni e spazzatura nell’atrio.

25 febbraio:

La sfida legale contro lo sgombero è persa: esso andrà avanti con la presunta esclusione degli spazi sociali (edifici religiosi, biblioteca ecc.).

Bernard Cazeneuve, ministro degli interni francese, afferma che non è nelle intenzioni del governo, e mai lo sarà, usare bulldozer per lo sgombero del campo.

A Ventimiglia (a confine tra Italia e Francia) uno striscione viene calato da un ponte in solidarietà con le persone migranti di Calais.

ventimiglia

26 febbraio:

Alcuni dipendenti del Municipio si aggirano attorno al campo sollecitando le persone ad andar via. Arrivano autobus per portare la gente nei vari centri sparsi nel paese, ma sono costretti ad andare via quasi completamente vuoti facendo infuriare le autorità, che accusano i No Borders di scarsa capacità di comprensione.

29 febbraio:

Lo sgombero della jungle inizia. Un’imponente operazione di polizia (circa 55 camionette) è lanciata alle prime luci del mattino. Bulldozer e operai della Sogea (una società della Vinci) distruggono i rifugi delle persone, in una vergognosa e palese contraddizione con l’annuncio di Cazaneuve della settimana precedente.

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Gli abitanti lanciano sassi verso la polizia antisommossa, ricevendo in risposta dei lacrimogeni.

Le persone iniziano a occupare i tetti per resistere, e viene usato un idrante per cercare di spostarle da lì. Questo tipo di protesta continuerà a essere utilizzata anche nei giorni seguenti.

c4c5c6c7Una donna si taglia un polso sul tetto, prima che la polizia possa trascinarla via.

Un’altra manifestazione solidale viene organizzata a Downing Street da Stand Up to Racism (SWP).

CMS (Calais Migrant Solidarity) denuncia altre due aziende (Baudelet Environnement, e Groupe SOS Solidarités. dettagli qui ) coinvolte direttamente nello sgombero.

Durante la notte, i migranti occupano l’autostrada per costringere i camion a fermarsi e dar loro un passaggio nel Regno Unito.

1 Marzo:

50 persone manifestano fuori dall’Institut Francais a Londra, partendo poi in corteo a Kensington, cantando, distribuendo volantini e raccontando dal megafono la situazione a Calais.

kensington

Un abitante della jungle muore durante la notte, forse per un attacco di cuore.

Il Ministro degli Interni, Bernard Cazaneuve, fa un discorso denunciando i No Borders di aver interrotto il procedere dello sgombero.

Circa 100 persone, inclusi molti rifugiati, protestano in centro a Parigi contro la repressione a Calais, a dispetto dello stato d’emergenza e dei continui divieti a manifestare.

2 Marzo:

Dodici iraniani che vivono nel campo iniziano uno sciopero della fame, parecchi di loro si cuciono anche le labbra, ricevendo telefonate e messaggi di solidarietà da altri attivisti iraniani in Europa.

iranIl prefetto di Calais, Fabienne Buccio, dichiara -subito ripresa a pappagallo dai media- che “gli anarchici no borders” stanno incitando i “migranti più irriducibili” a reagire. L’idea che le persone potrebbero agire per fermare la distruzione delle loro case senza il bisogno di essere incoraggiate dall’esterno è chiaramente inconcepibile per queste persone.

Dei cinque cosiddetti “attivisti no borders” della jungle, presi in custodia negli ultimi due giorni, due erano iraniani che stavano difendendo i propri rifugi, due erano volontari dell’Auberge des Migrants, e uno era un volontario di Care for Calais. Gli iraniani e un’altra persona sono stati rilasciati nella jungle. Gli altri due sono comparsi davanti al Tribunale con l’accusa di incendio doloso, ma sono stati assolti.

Prossime manifestazioni:

3 Marzo:

Manifestazione di solidarietà con Calais a Bruxelles, ore 20, place de la Bourse.

4 Marzo:

Manifestazione di solidarietà con Calais a Parigi, ore 18 alla Gare du Nord.

5 Marzo:

London2Calais ha chiamato una manifestazione per “aprire le frontiere”, a Londra, in un luogo segreto che sarà annunciato il giorno stesso.

demo

Anche a Bath chiamata altra manifestazione.

6 Marzo:

Manifestazione a Witney, Regno Unito.

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